Incontri alla Pietà de’ Turchini per l’Accademia Catemario

                                                                 

 

La Fondazione Pietà de’ Turchini ha programmato degli incontri per introdurre a tutti gli interessati l’apertura della prima “Accademia Catemario” presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena a Napoli, in via Santa Caterina da Siena, 38.
Il primo è fissato per martedì 22 gennaio 2019, dalle ore 16.00 alle 19.30, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, con lo scopo di far conoscere più da vicino il “Metodo Catemario”, e per divulgare tutte le informazioni relative all’iniziativa.

Il metodo Catemario è un metodo che trae ispirazione dal sistema didattico fondato sui partimenti settecenteschi di scuola napoletana e permette di suonare subito divertendosi. Èun metodo fortemente innovativo, ma allo stesso tempo connesso alle radici della storia della didattica di “Scuola Napoletana.

Si studia con il maestro in gruppi da quattro, si impara a suonare la prima canzone già dopo le prime quattro lezioni.

In attesa dell’avvio a regime del percorso formativo, chi lo desidera potrà iscriversi già al corso di chitarra che verrà tenuto dal maestro certificato Alfonso Messina, direttore dell’Accademia Metodo Catemario di Napoli.

Il corso è rivolto a tutti, non richiede alcuna conoscenza di musica, si studia con il maestro, non è richiesto studio a casa. Non c’è limite d’età.

La Fondazione Pietà de’ Turchini da anni rivolge la sua attenzione alla formazione e all’alto perfezionamento musicale: l’Accademia Catemario si lega al progetto di più articolato e ampio respiro: Turchini Academy, che da quest’anno mette a sistema tutte le attività didattiche e l’offerta formativa curata dalla Fondazione.

Per informazioni:

 

Segreteria Fondazione

tel. +39 081 402395

coordinamento@turchini.it

Alfonso Messina

+39 347 8509768

alfonso.messina@libero.it

“Le stagioni di Niccolò Jommelli”, il volume che riunisce gli studi, gli approfondimenti inediti e le riletture dell’opera del maestro della Scuola Musicale Napoletana, nell’occasione del tricentenario della nascita dell’insigne musicista, che da Aversa e Napoli conquistò l’Europa intera

Comunicato Stampa

Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella”
Casa Cimarosa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presentano

“Le stagioni di Niccolò Jommelli”, il volume che riunisce gli studi, gli approfondimenti inediti e le riletture dell’opera del maestro della Scuola Musicale Napoletana, nell’occasione del tricentenario della nascita dell’insigne musicista, che da Aversa e Napoli conquistò l’Europa intera.


Giovedì 31 gennaio alle ore 17
Sala Martucci
Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella”,
Via San Pietro a Majella 35, Napoli


Venerdì 1 febbraio alle ore 18.30
Casa Cimarosa,
via Cimarosa, Aversa

 

Il 31 gennaio alle ore 17, nella Sala Martucci del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli (via San Pietro a Majella 35), e il 1 febbraio alle ore 18.30 alla Casa Cimarosa (via Cimarosa, Aversa, Caserta) verrà presentato il volume “Le stagioni di Jommelli”, a cura di Maria Ida Biggi, Francesco Cotticelli, Paologiovanni Maione e Iskrena Yordanova, pubblicato dalla Turchini Edizioninel 2018. È il consuntivo di una fitta stagione di celebrazioni tenutesi nel 2014, nell’occasione del tricentenario della nascita dell’insigne musicista, che da Aversa e Napoli conquistò con la sua musica l’Europa intera. Jommelli fu a più riprese ingaggiato presso le maggiori piazze del tempo e le grandi corti, con tappe significative a Venezia, Madrid, Bologna, Torino, Lisbona e Vienna, città nella quale approdò anche grazie all’appoggio del poeta cesareo Metastasio, che ne apprezzava il talento e le alte doti compositive. Negli anni Cinquanta assunse l’incarico di Oberkapellmeister presso il Duca del Württemberg a Stoccarda, iniziando un percorso drammaturgico che lo inserì di diritto nel novero di coloro che determinarono la riforma della scena musicale della seconda metà del secolo. Fece ritorno a Napoli sul finire degli anni Sessanta, e qui lo ammirò il giovane Mozart. Morì nel 1774. Tra concerti e convegni a Lisbona, Venezia, Napoli, le oltre mille pagine di studi sul compositore e la sua epoca sono il frutto della collaborazione delle Università della Campania, del Comune di Aversa, della Fondazione “Pietà de’ Turchini” – Centro di Musica Antica, del Conservatorio di Musica “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, della Fondazione “Giorgio Cini” di Venezia e del Centro di Studi “Divino Sospiro” di Lisbona. Parleranno del volume Sergio Durante dell’Università di Padova e Gerardo Guccini dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna. Presenti anchela presidente della Fondazione Pietà de’ Turchini, Federica Castaldo, il direttore del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella”, Carmine Santaniello, il Sindaco di AversaDomenico De Cristofaro e Maria Luisa Chirico per Università degli Studi della Campania “Vanvitelli”. Modereranno gli incontri Renata Maione e Marta Columbro. Sono previste esecuzioni musicali.

 

Fondazione Pietà de’ Turchini
Capoufficio Stampa
Rosa Criscitiello
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Le “Cantate napoletane per la notte sacra” per celebrare la riapertura della Chiesa delle Donne della Certosa e Museo di San Martino

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Le “Cantate napoletane per la notte sacra” per celebrare la riapertura della Chiesa delle Donne della Certosa e Museo di San Martino

 Giovedì 13 dicembre, ore 18.00

Chiesa interna del cortile monumentale

della Certosa di San Martino
Largo S. Martino 5, Napoli


Giovedì 13 dicembre alle ore 18.00 nella Chiesa interna del cortile monumentale della Certosa di San Martino (Largo S. Martino 5, Napoli) 
la Fondazione Pietà de’ Turchini, in collaborazione con la Soprintendenza del Polo Museale e gli amici del Museo di San Martino, presenta “Cantate napoletane per la notte sacra”, il programma che omaggia la tradizione delle composizioni per l’Avvento e la Natività a firma dei grandi maestri della Scuola Musicale Napoletana nel “secolo d’oro” di questa, tra il Seicento e il Settecento. Le “Cantate” saranno interpretate dal soprano Roberta Mameli, accompagnata dall’ensemble creato e prodotto dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, quello dei “Talenti Vulcanici” (Monika Toth e Karolina Habalo ai primi violini, Alessia Pazzaglia, Katarzyna Solecka, Rudolf Balazs e Andrea Beatriz Lizzaraga ai secondi violini; Simone Pirri e Filippo Bergo alle viole; Catherine Jones e Karolina Szewczykowska ai violoncelli; Elisa La Marca alla tiorba; Nicola Dal Maso al contrabbasso e Marco Crosetto all’ organo) diretto dal clavicembalista Stefano Demicheli.

Ingresso libero su invito. Per informazioni

081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it


«Numerose sono le istituzioni partenopee che, soprattutto tra il Seicento e i Settecento si fanno promotrici di sontuosi uffici sacri. – spiega il musicologo Paologiovanni Maione, membro del comitato scientifico della Fondazione Pietà de’ Turchini. E nell’ambito del fitto calendario liturgico di Napoli, le ricorrenze dell’Avvento e della Natività occupavano un posto di rilevanza tale da richiedere, alle realtà promotrici, religiose e non, un particolare sforzo in magnificenza delle composizioni musicali e degli allestimenti, come ad esempio le macchine presepiali. Ma soprattutto, l’ammaliante catechesi “scenica” tipica di Partenope attinge, senza alcuna remora, alle soluzioni drammatiche appartenenti, per intonazione e vocazione, ad altri generi. Nel caso del Natale – aggiunge Maione – è l’intera città che partecipa alla data memorabile, e alle stradali novene per l’avvento del Salvatore fanno da contraltare i sofisticati “concerti” spirituali. La pia semplicità – complessa quanto mai nelle intenzioni e negli esiti – si racchiude nell’ispirata operazione promossa da Alfonso Maria de’ Liguori – destinato agli onori degli altari per il suo alto magistero – nelle due “canzoncine” per la natività che rispettivamente soddisfano la lingua “unificante” con Tu scendi dalle stelle e quella nazionale con Quanno nascette ninno, toccando in tal modo i cuori dell’intera umanità con quella “tenerezza” propria destata dalla umile iconografia della celestiale natività».

 

Da Alessandro Scarlatti all’ Alfonso Maria de Liguori della nenia-capolavoro “Quando nascette Ninno”, e ancora Francesco Manfredini, Giacomo Maraucci, Angelo Ragazzi, Francesco Provenzale, non c’è dunque maestro di cappella che non si sia cimentato con musiche destinate ai servizi del Natale ricorrendo a tutti quei modelli stilistici e formali in voga, senza dimenticare quell’allure timbrica e strutturale apportatrice di chiare ascendenze pastorali. Ritmi ternari, andamenti lenti e legati, melodie semplici e idilliache contraddistinguono un repertorio che ancora oggi suggestiona gli ascoltatori di qualsiasi latitudine conducendoci idealmente ad abitare i colorati percorsi presepiali battuti da avi che non disdegnavano di affollare, “oleograficamente”, la Betlemme “immaginaria” in cui era la bella Partenope ad essere la cuna ideale del Redentore abitata da un’umanità̀ riconoscibilissima in cui trovavano diritto di cittadinanza anche i demoni e le maschere.

 

Fondazione Pietà de’ Turchini
“Cantate napoletane per la notte sacra”
Roberta Mameli, soprano
Ensemble “Talenti vulcanici”
Stefano Demicheli, clavicembalo, direzione

Programma:

Francesco Manfredini (1684-1762)
Concerto grosso Pastorale per il Santissimo Natale op.3 n.12 in do maggiore
Largo, Largo, Allegro

Giacomo Maraucci (sec. VIII)
Cantata pastorale per soprano con strumenti in do maggiore
Allegretto grazioso, Allegretto, Larghetto

Angelo Ragazzi (1680-1750)
Sonata a 4 XII op. 1 in sol maggiore “Pastorale” per archi e basso continuo
Apparizione (recitativo), Andata (Allegro), Adorazione (Vivace), Canzona, Ritornata (Allegro), Allegro

Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Cantata pastorale per la nascita di Nostro Signore “O di Betlemme altera” in la maggiore per soprano, due violini, viola e basso continuo

Francesco Provenzale (1624-1704)
Per la nascita del verbo per soprano e basso continuo

Alfonso Maria de Liguori (1696-1787)
La Santa Allegrezza, tarantella per la Natività di Nostro Signore
Arrangiamento di Alessandro Quarta

Alfonso Maria de Liguori (1696-1787)
Quando nascette Ninno. Arrangiamento di Alessandro Quarta*

*brano dedicato a Stefano Demicheli e Francesca Aspromonte


Fondazione Pietà de’ Turchini
Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
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Il fine settimana dell’Immacolata è all’insegna della musica sulle antiche corde d’Italia, tra Venezia, Roma e Napoli: per “Note d’Altrove”, il violoncello di Catherine Jones con il clavicembalo di Stefano Demicheli, gli archi e l’organo dell’Ensemble Giardino di Delizie e le cantate romanesche, con liuti e colascioni, dell’Ensemble Mare Nostrum

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Il fine settimana dell’Immacolata è all’insegna della musica sulle antiche corde d’Italia, tra Venezia, Roma e Napoli: per “Note d’Altrove”, il violoncello di Catherine Jones con il clavicembalo di Stefano Demicheli, gli archi e l’organo dell’Ensemble Giardino di Delizie e le cantate romanesche, con liuti e colascioni, dell’Ensemble Mare Nostrum


Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

Venerdì 7 dicembre ore 20.30
Catherine Jones,
Stefano Demicheli

Viaggio da Venezia a Napoli sulle corde di un violoncello


Sabato 8 dicembre ore 18

Ensemble Giardino di Delizie
Essere Corelli

Domenica 9 dicembre ore 12
Ensemble Mare Nostrum
Il Canto di Roma

Per il fine settimana dell’Immacolata, la Fondazione Pietà de’ Turchini, presenta, nell’ambito della stagione musicale “Note d’Altrove” una tre giorni di musica sulle antiche corde d’Italia, per raccontare il dialogo tra Napoli, Roma e Venezia tra Sei e Settecento.

La Chiesa di Santa Caterina da Siena (Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli) ospiterà, venerdì 7 dicembre alle 20.30, la violoncellista australiana Catherine Jones insieme con il clavicembalista Stefano Demicheli, direttore dell’ensemble “Talenti Vulcanici” prodotto dalla Pietà de’ Turchini, per interpretare “Viaggio da Venezia a Napoli sulle corde di un violoncello”. Il programma riflette sullo sviluppo dello strumento ad arco, soprattutto grazie alle scritture dei veneziani Benedetto Marcello e Antonio Vivaldi, ma pure dei napoletani Francesco Alborea, detto Francischiello, Andrea Caporale, Pasquale Pericoli, Francesco Paolo Scipriani e Salvatore Lancetti.

Ingresso a pagamento. Per informazioni

081402395, coordinamento@turchini.it

Note di sala e dettaglio dei programmi: www.turchini.it

Biglietto unico € 5,00

Biglietti disponibili sul circuito online o in prevendita presso

Concerteria, via Schipa 23
MC Revolution, via Palermo 124
o al botteghino mezz’ora prima del concerto

 

Sabato 8 dicembre alle 18, la formazione tutta al femminile “Ensemble Giardino di Delizie” (Katarzyna Solecka, violino, Ewa Augustynowicz, violino, Cristina Vidoni, violoncello, Elisabetta Ferri, organo) suonerà “Essere Corelli”, il programma che ripercorre l’esperienza barocca dei compositori attivi nella Roma del primo Seicento, a cominciare dal genio ravennate Arcangelo Corelli, antesignano del linguaggio orchestrale e violinistico del primo Settecento in tutta l’Europa.

Ingresso libero

 

Domenica 9 dicembre alle 12, l’Ensemble Mare Nostrum (Furio Zanasi, baritono; Simone Vallerotonda, arciliuto, chitarra, tiorba e chitarra barocca; Lucia Adelaide Di Nicola, clavicembalo), diretto da Andrea De Carlo, propone “Il Canto di Roma”, in collaborazione con il Festival Alessandro Stradella di Viterbo, viaggio musicale nella vocalità nella capitale dal Medioevo al Rinascimento, e fino al Barocco, tra scritture per le celebrazioni e stornelli popolareschi.

Biglietto unico € 5,00

Biglietti disponibili sul circuito online https://bit.ly/2SYMVb5 o in prevendita presso

Concerteria, via Schipa 23

MC Revolution, via Palermo 124

o al botteghino mezz’ora prima del concerto

Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it


Fondazione Pietà de’ Turchini
Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
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Ensemble Villancico in “Serenissima una noche”: la prima data assoluta in Italia del concerto che svela il repertorio di musiche sacre e profane e di danze dell’America latina, tra tradizione del rinascimento europeo, canti natalizi in castigliano, tonadilla e negrinho afro-cristiano

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Ensemble Villancico in “Serenissima una noche”: la prima data assoluta in Italia del concerto che svela il repertorio di musiche sacre e profane e di danze dell’America latina, tra tradizione del rinascimento europeo, canti natalizi in castigliano, tonadilla e negrinho afro-cristiano

Martedì 4 dicembre ore 20.30
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli


Martedì 4 dicembre alle ore 20.30 nella Chiesa di Santa Caterina da Siena (Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli),
 la Fondazione Pietà de’ Turchini ospita la prima esibizione assoluta in Italia di Ensemble Villancico, tra le più importanti formazioni al mondo nell’interpretazione delle musiche e danze antiche dell’America Latina, diretto dal musicologo e revisore danese Peter Pontvik. Ensemble Villancico suonerà l’unica data italiana di “Serenissima una noche”, il concerto che rivela la musica del Rinascimento e del Barocco proveniente dagli antichi codici degli archivi di cattedrali e istituti dell’America centro-meridionale, ricostruiti e trascritti dall’ensemble. Il programma offre pagine dal repertorio sacro e canzoni profane, forme abbinate alla danza e ulteriori espressioni affini al genere, quali la spagnola tonadilla, di matrice teatrale, o il negrinho afro-cristiano.

Ingresso a pagamento. Per informazioni

081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it

 

«Il repertorio di “Serenissima una noche” rappresenta alla perfezione l’idea che anima la nostra stagione musicale e il motivo per il quale abbiamo deciso di intitolarla “Note d’Altrove”. –spiega Mariafederica Castaldo, direttrice artistica della Fondazione Pietà de’ Turchini – Il lavoro dell’Ensemble Villancico e di Peter Pontvik riscopre infatti l’incontro tra la musica europea antica e le musiche tradizionali dei luoghi del mondo nei quali essa è arrivata, e con le quali si è contaminata. In questo caso, si tratta dell’approdo nel Nuovo Mondo della musica spagnola, quella “colta”, ma pure del villancico (diminutivo di villano, rustico, contadino), canto popolare natalizio in castigliano, e ancora, ad esempio, della tonadilla, sorta di opera popolare dalla quale deriva la zarzuela, e del negrinho, canto di preghiera degli schiavi convertiti. Tutte queste musiche hanno variamente incontrato i patrimoni di musiche e danze popolari di Ecuador, Messico, Perù, Bolivia, Panama, Cile, Guatemala e Colombia, creando combinazioni uniche».

L’Ensemble Villancico, danese, è composto dai soprano Jessica Bäcklund e Helena Wall Ströberg, Dan Johansson, controtenore e cembalista, il contralto Charlotta Hedberg, i tenori Love Tronner e Emanuel Roll, il baritono Yamandú Pontvik, il basso Erik Arnelöf. E gli strumentisti: Markus Ström ai flauti dolci, Karl Nyhlin alla chitarra barocca, Magdalena Mårding alla viola da gamba e Tomas Lindberg alla percussione. Infine, i ballerini Daniela Pontvik Valero e Niklas Blomqvist alla danza barocca. La formazione ha al suo attivo sette album e ha ricevuto, con “Hyhyhy – il nuovo libro della giungla del barocco” la nomina per il Grammis Recording Prize svedese.

Peter Pontvik, musicologo, si è formato in direzione di coro in Uruguay, e composizione al Royal College of Music di Stoccolma, in Svezia, nonché sotto Wolfgang Rihm al Karlsruhe State College of Music, Germania. Nel campo della musica antica ha studiato con Hans-Georg Renner. Le composizioni di Pontvik, profonda e inedita esplorazione del patrimonio della musica antica dell’America Latina, includono “Candombe” per orchestra di fiati, “Sagitra” per coro e “Missa Brevis”. Fondatore  dell’Ensemble Villancico nel 1995, ne è il direttore artistico. È anche il fondatore e il direttore artistico del Stockholm Early Music Festival dal 2002, è stato presidente del REMA (European Early Music Network) dal 2011 al 15 e attualmente è il presidente di NORDEM (Nordic Early Music).

 

Fondazione Pietà de’ Turchini

Ensemble Villancico
Peter Pontvik, direttore

“Serenissima una noche”

 

Ingresso a pagamento.

Biglietto intero € 10,00 | Biglietto ridotto € 7,00* Biglietto under 30 € 5,00 | Ingresso gratuito under 14, *over 60, Soci Fai, Feltrinelli Card, Wine&theCity Card, Artecard, Associati Distretto Culturale Siti Reali

Biglietti disponibili sul circuito online https://bit.ly/2SYMVb5 o in prevendita presso

Concerteria, via Schipa 23
MC Revolution, via Palermo 124
o al botteghino mezz’ora prima del concerto

Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it
Programma:

Oy nuestra Reyna del cielo - Anonimo, Codice Ibarra, 1680, Ecuador
(Trascrizione: Peter Pontvik)

*
Una tonadilla nueva - Anonima, Codice Ibarra , 1680, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

Maria todo es Maria – Anonimo, registrato in 1713 per Amedée François Frézier, Peru/Chile

Baile del chimo, Anonyma, Codice Martínez Compañón, Peru 1783-85
(Trascrizione: Peter Pontvik – coreografia: Kaj Sylegård/Daniela Valero)

*
Vamos a Belén - Anonima, Biblioteca Nazionale Sucre, Bolivia, secolo XVIII
(Trascrizione: Peter Pontvik)

Sagales a prisa - Anonima, Collezione Ascencio Pauta, Siglos XVIII/XIX, Loja, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

Si el amor se quedare dormido - Juan de Araújo, 1646-1712, Bolivia/Panama
(Trascrizione: Robert Stevenson)

 

Vamos todos a ver - Joseph Hortuño, ?-1722, Anonimo, Codice Ibarra, 1680, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik) 

*

Xácaras por primer tono di “Luz y Norte Musical” - Lucas Ruiz de Ribayaz (1626-?, attivo 1677 in Peru)Spagna/Peru (Coreografia: Kaj Sylegård/Daniela Valero)

Salve Regina - Gutierre Fernández Hidalgo, aprox. 1547-1623, Archivio della Cattedrale di Bogotá, Colombia, (Transcr: Robert Stevenson)
Curi muyito - Tradizionale, Secolo XVIII, Ecuador (Transcr: Juan Mullo)
Los coflades de la estleya - Juan de Araújo, Sucre-Peru-Panama 1646-1712 (Trascrizione: Robert Stevenson) 

Negrinho tiray vós la – Gaspar Fernandes, apross. 1570-1629, Messico
(Transcr: Aurelio Tello)

Canción de una pastorita al Niño Dios – Anonimo, Collezione Ascencio Pauta, Secoli XVIII/XIX, Loja, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

Canción de un negro al Señor Dios – Anonimo, Collezione Ascencio Pauta, Secoli XVIII/XIX, Loja, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

Gaytas y zarambeques (da “Luz y Norte Musical”) Lucas Ruíz de Ribayaz, España 1626-?, documentato en 1677, in Perú . (Coreografia: Kaj Sylegård/Daniela Valero)

*

La chacona me piden, vaya - Manuel Blasco, 1628-1697, attivo 1683-1695 in Quito – Codice Ibarra, 1680, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

 

Serenissima una noche – Fray Gerónimo Gonzáles, apross 1633, Spagna/Messico

Tambalagumbá – Juan Gutiérrez de Padilla, apross. 1590 – 1664, Puebla, Messico

(Trascrizione: Ricardo Henríquez)


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Ufficio Stampa
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Il mandolino a Napoli nel Settecento: la due giorni di confronto tra esperti e musicisti per riscoprire lo strumento simbolo della tradizione partenopea. In scena l’Ensemble Galanterie a Plettri diretto da Mauro Squillante

Comunicato Stampa

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Fondazione Pietà de’ Turchini

Kungl Vitterhetsakademien (Svezia)

presentano

Il mandolino a Napoli nel Settecento: la due giorni di confronto tra esperti e musicisti per riscoprire lo strumento simbolo della tradizione partenopea. In scena l’Ensemble Galanterie a Plettri diretto da Mauro Squillante

Convegno
Venerdì 30 novembre dalle 14 alle 21.30
Sabato 1 dicembre dalle 9 alle 14
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

Concerto
Venerdì 30 novembre ore 20
Ensemble Galanterie a Plettri
“Musica da camera per mandolini dalla collezione Gimo”
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

Concerto
Sabato 1 dicembre ore 13.15
Solisti dell’Ensemble Galanterie a Plettri
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli


Una preziosa due giorni di musica e confronti tra studiosi, musicisti e pubblico, dedicata allo strumento simbolo della musica napoletana: il mandolino. Venerdì 30 novembre dalle ore 14 alle ore 21.30 e sabato 1 dicembre dalle ore 9 alle ore 14, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, la Fondazione Pietà de’ Turchini e la Kungl Vitterhetsakademien (Svezia) organizzano il convegno “Il mandolino a Napoli nel Settecento”, presso la chiesa di Santa Caterina da Siena (via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli). L’appuntamento è promosso da Alma Mater Studiorum-Università di Bologna e Kungl Vitterhetsakademien (Svezia), in collaborazione con il Conservatorio di Napoli, Il Conservatorio di Salerno e l’Accademia Mandolinistica Napoletana. Due sono i concerti che avranno luogo nei giorni del forum. Venerdì 30 novembre alle ore 20, l’Ensemble Galanterie a Plettri diretto da Mauro Squillante suonerà, presso la chiesa di Santa Caterina da Siena, la “Musica da camera per mandolini dalla collezione Gimo”. Sabato 1 dicembre dalle ore 13.15 si esibiranno invece i Solisti dell’Ensemble Galanterie a Plettri. Ingresso gratuito. Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it e  www.mandolinonapoli700.com

Le Giornate di Studio “Il mandolino a Napoli nel Settecento” sono promosse con l’obiettivo di raccogliere e far dialogare tra loro e con il pubblico alcuni tra i maggiori esperti del mandolino napoletano e della musica napoletana del ‘700, per riportare alla luce uno strumento e un repertorio importanti per la storia musicale, culturale e sociale del XVIII secolo. L’evento nasce nell’ambito del progetto omonimo, coordinato dall’Università di Bologna, l’Università di Uppsala e l’Accademia Mandolinistica Napoletana, ed è il primo di tre appuntamenti che verranno realizzati nei prossimi anni, dopo Napoli, a Bologna e a Uppsala. Sono previsti gli interventi di Anna Rita Addessi, Lars Berglund, Rosa Cafiero, Domenico D’Alessandro, Raffaele Di Mauro, Massimiliano Essolito, Cesare Fertonani, Chiara Lijoi, Paologiovanni Maione, Francesco Nocerino, Anna Maria Rao, Davide Rebuffa, Renato Ruotolo, Pasquale Scialò, Francesca Seller, Rosa Smurra, Paul Sparks, Mauro Squillante, Lucio Tufano, Stefano Valanzuolo. Mentre il comitato scientifico che ha prodotto il dibattito è composto da Anna Rita Addessi (Università di Bologna), Lars Berglund (Università di Uppsala), Mariafederica Castaldo (Fondazione Pietà de’ Turchini), Paologiovanni Maione (Conservatorio di Napoli) e Mauro Squillante (Conservatorio di Salerno).

L’Ensemble Galanterie a Plettri (Mauro Squillante, Anna Rita Addessi, Andrea Benucci, Margriet Greydanus, Davor Krkljus, Pietro Marchese, Elena Parasacco ai mandolini storici, Leonardo Massa al violoncello storico, Raffaele Vrenna al clavicembalo) è diretto da Mauro Squillante, considerato uno dei massimi specialisti negli strumenti antichi a plettro (mandolini e mandole, mandolone, colascioni, cetra), sul cui repertorio conduce una costante attività di ricerca. La formazione si dedica all’interpretazione storicamente informata di musiche per mandolino napoletano del Settecento, utilizzando esclusivamente mandolini e strumenti storici, originali o copie di modelli settecenteschi.


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Les Cris de Paris, per la prima volta in Italia grazie alla collaborazione della Fondazione Nuovi Mecenati.  “Melancholia”, questo il titolo del concerto proposto in matinée, rilettura contemporanea del sentimento che ispirò il madrigale, tra Carlo Gesualdo e Samuel Beckett con un’anteprima di un brano di Paolo Perezzani previsto in prima assoluta per il festival Milano Musica.

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Les Cris de Paris, per la prima volta in Italia grazie alla collaborazione della Fondazione Nuovi Mecenati.  “Melancholia”, questo il titolo del concerto proposto in matinée, rilettura contemporanea del sentimento che ispirò il madrigale, tra Carlo Gesualdo e Samuel Beckett con un’anteprima di un brano di Paolo Perezzani previsto in prima assoluta per il festival Milano Musica.


Domenica 25 novembre ore 11.30
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli


Domenica  25 novembre alle ore 11.30 presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena (Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli),
 la Fondazione Pietà de’ Turchini ospita la prima esibizione assoluta in Italia di Les Cris de Paris, il laboratorio polivocale francese diretto da Geoffroy Jourdain, per l’unica data italiana del concerto di “Melancholia” (Harmonia Mundi, 2018), ultimo album della formazione vocale e strumentale che indaga le contaminazioni tra la musica del Rinascimento e la sensibilità contemporanea, grazie alla collaborazione della Fondazione Nuovi Mecenati. Ingresso a pagamento. Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it

 

In programma l’esecuzione in anteprima della composizione di Paolo Perezzani, mantovano classe 1955, che con “What is the Word”, commissionato dal Festival Milano Musica, dove sarà eseguito in prima assoluta, omaggia l’omonima, ultima opera poetica di Samuel Beckett, l’autentico “ultimo nastro di Krapp” del genio irlandese, speculazione densissima e struggente sull’inafferrabilità della parola. Senza soluzione di continuità, i dieci cantanti de Les Cris de Paris suoneranno poi gli estratti da “Melancholia”, a completare la riflessione, trasversale ai secoli e alle temperie, sul senso della melancolìa, intesa soprattutto come sentimento di dolorosa tensione e irreparabile perdita. Figura ispiratrice di questa parte del progetto è Carlo Gesualdo che, in preda al terrore e al senso di colpa, incarna da solo tutta questa parte oscura ed enigmatica delle ultime ore del Rinascimento musicale. Come lui, Orlando Gibbons, William Byrd o Luca Marenzio, hanno favorito l’espressione di malinconia per scrivere mottetti e madrigali sorprendentemente moderni, laboratori di armonie e audacie vocali.

 

Fondazione Pietà de’ Turchini

Les Cris de Paris

Geoffroy Jourdain, direttore

“Melancholia”

Domenica 25 novembre ore 11.30

Chiesa di Santa Caterina da Siena

Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

 

Ingresso a pagamento.

Biglietto intero € 10,00 | Biglietto ridotto € 7,00* Biglietto under 30 € 5,00 | Ingresso gratuito under 14, *over 60, Soci Fai, Feltrinelli Card, Wine&theCity Card, Artecard, Associati Distretto Culturale Siti Reali

Biglietti disponibili sul circuito online https://bit.ly/2SYMVb5 o in prevendita presso

Concerteria, via Schipa 23

MC Revolution, via Palermo 124

o al botteghino mezz’ora prima del concerto

Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it
Programma:

Paolo Perezzani (1955): What is the Word (omaggio a Samuel Beckett) (2018) Commande Festival Milano Musica
Da “Melancholia”:

Carlo GESUALDO (v. 1560-1613) O vos omnes a 5 / Tristis est anima mea a 6
John WILBYE (1574-1638) Draw on sweet night a 6 / O wretched man a 5
Pomponio NENNA (1556-1608) La mia doglia s’avanza a 4
Orlando GIBBONS (1583-1625) What is our life a 5
Luca MARENZIO (1553-1599) Crudele acerba a 5
William BYRD (1543-1623) Tristitia et anxietas (prima pars) a 5


Fondazione Pietà de’ Turchini
Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
345 59 96 167
351 01 78 836
rosacriscitiello@gmail.com

 

Domenica 18 novembre // La Fondazione Pietà de’ Turchini apre la stagione musicale 2018-19 con la prima data assoluta della tournée dei “Responsoria” di Leonardo Leo, prima esecuzione mondiale in tempi moderni del capolavoro di musica sacra del maestro che studiò e insegnò ai Turchini

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Il concerto inaugurale della stagione 2018-19 è la prima data assoluta dei “Responsoria” di Leonardo Leo, eseguiti da Nova Ars Cantandi. Al via a Napoli la tournée mondiale del disco acclamato in tutta Europa

Domenica 18 novembre ore 19
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

Domenica 18 novembre alle ore 19 la Fondazione Pietà de’ Turchini inaugura la stagione musicale 2018-19 con la prima data assoluta della tournée dei “Responsoria” di Leonardo Leo, eseguiti dall’ensemble Nova Ars Cantandi, diretto dal maestro Giovanni Acciai. L’album con la prima registrazione mondiale dei “Responsoria”, uscito lo scorso 21 settembre per Deutsche Grammophon/Universal, ha ottenuto entusiastiche recensioni in tutta Europa ed è stato di recente premiato con le cinque stelle ed eletto disco del mese da Rivista Musica di novembre.

Ingresso a pagamento. Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it

 

«Si tratta della prima esecuzione assoluta in tempi moderni del capolavoro di musica sacra di Leonardo Leo – spiega Giovanni Acciai – e di fatto non esistono evidenze storiche di esecuzioni precedenti a partire dalla morte del compositore, nel 1744. Infatti, non sono mai state rintracciate trascrizioni con sintassi musicale contemporanea della partitura settecentesca, il che ci lascia ipotizzare che i 27 “Responsorj” composti dal genio pugliese della Scuola Musicale Napoletana non vengono eseguiti almeno dai primi decenni dell’Ottocento. E non è un caso che, d’accordo con l’etichetta, abbiamo deciso di eseguire i Responsoria, per la prima volta dopo almeno due secoli, nella città di Leo, e alla Pietà dei Turchini, dove il maestro di San Vito dei Normanni si formò e insegnò».

 

Il Collegium Vocale et Instrumentale Nova Ars Cantandi è stato fondato nel 1988 da Giovanni Acciai ed è formato da cantanti e strumentisti professionisti l’intento dei quali è quello di far rivivere in interpretazioni rispettose della più aggiornata prassi esecutiva, i capolavori della musica del passato a cappella e concertante. Su tali presupposti tecnici e stilistici si fonda l’impegno del gruppo per la riscoperta e la valorizzazione di un repertorio polifonico rinascimentale e barocco, finora trascurato, soprattutto nell’ambito dei circuiti concertistici italiani. Dall’anno di fondazione, il Collegium Vocale «Nova Ars Cantandi» ha tenuto innumerevoli concerti in Italia e all’estero, riproponendo composizioni inedite o rare di autori dei secoli XVI e XVII.

 

La stagione 2018-19 della Fondazione Pietà de’ Turchini ha come titolo “Note d’Altrove”, ed è dedicata al rapporto tra il patrimonio partenopeo e le musiche dal mondo, tra classica e popolare. Un viaggio attraverso la musica di luoghi più o meno lontani dalla cultura della capitale della Scuola Musicale Napoletana: da Venezia a Roma, dall’America Latina alla Persia, dalla Francia alla Spagna, all’Inghilterra, alla Slovenia. L’arco cronologico spazierà dal repertorio rinascimentale a quello contemporaneo. Altri progetti con Napoli e i suoi protagonisti saranno al centro di “Note d’altrove”: la Messa barocca di Gaetano Greco, ad esempio, che inaugura un percorso dedicato al patrimonio del conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo. O ancora, la prima esecuzione di un programma dedicato alle “Famosissime Armoniche del Regno di Napoli”, che ruota intorno alle figure di Adriana Basile, Giulia De caro e Annamaria Scarlatti, nel rispetto della mission della Pietà de’ Turchini di riscoprire e diffondere i capolavori della Scuola Musicale Napoletana, la più antica e seminale d’Europa. Molti i debutti di ensemble stranieri in Italia: Les Cris de Paris, Trio Chemirami, Celadon, Ingenium, nella prospettiva di restituire a Napoli il suo ruolo di crocevia di tutte le musiche. L’ensemble Villancico farà conoscere a Napoli il tesoro della musica rinascimentale o barocca dell’America latina, contaminatasi con la musica sacra cantata in Náhuatl e in altre lingue native. Da togliere il fiato, infine, gli scenari cittadini che risuoneranno: Palazzo donn’Anna, le Gallerie di Capodimonte, le Gallerie d’Italia ospitate nel Palazzo Zevallos Stigliano; le Chiese di Santa Caterina da Siena, San Rocco a Chiaia e Incoronatella alla Pietà de’ Turchini, sedi storiche della Fondazione.

 

Fondazione Pietà de’ Turchini

Collegium Vocale et Instrumentale Nova Ars Cantandi

Leonardo Leo, “Responsoria”


Domenica 18 novembre ore 19

Chiesa di Santa Caterina da Siena

Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

 

Ingresso a pagamento.

Biglietto intero € 10,00 | Biglietto ridotto € 7,00* Biglietto under 30 € 5,00 | Ingresso gratuito under 14, *over 60, Soci Fai, Feltrinelli Card, Wine&theCity Card, Artecard, Associati Distretto Culturale Siti Reali

Biglietti disponibili sul circuito online https://bit.ly/2SYMVb5 o in prevendita presso

Concerteria, via Schipa 23

MC Revolution, via Palermo 124

o al botteghino mezz’ora prima del concerto

Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it


Fondazione Pietà de’ Turchini
Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
345 59 96 167
351 01 78 836
rosacriscitiello@gmail.com

Il Suono della Parola IV Edizione

Suono

La Fondazione Pietà de’ Turchini

 presenta 

 

IL SUONO DELLA PAROLA 

IV Edizione

 a cura di MiNa vagante

A Napoli dal 9 all’11 novembre 2018

Palazzo Donn’Anna, via Posillipo 9

 

Scrittori, musicisti, artisti, uomini e donne per un viaggio nella letteratura, nella musica, nell’arte e nella vita

con

Aeham Ahmad, Edoardo Albinati, Gabriella Buontempo, Ilaria Capalbo, Lorenzo Capellini, Ruggero Cappuccio, Lucia Castellano, Leonardo Colombati, Alessio Forgione, Raffaele La Capria, Tony Laudadio, Antonio Loffredo, Lucariello, Annalisa Madonna, Fabiana Martone, Salvatore Murru, Lorenzo Pavolini, Silvio Perrella, Elisabetta Rasy, Conchita Sannino, Brunella Selo, Elisabetta Serio, Piero Sorrentino, Emanuele Trevi, Marco Tutino, Massimiliano Virgilio 

 

Dal 9 all’11 novembre torna a Napoli la quarta edizione de IL SUONO DELLA PAROLArassegna di letteratura e musica prodotta dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, a cura di MiNa vagante di Piera e Alessandra Cusani, con il patrocinio delComune di Napoli.

Sei appuntamenti per parlare delle diverse forme di linguaggi, letteratura e musica attraverso le preziose testimonianze di protagonisti del mondo culturale di oggi.

Aeham Ahmad,Edoardo Albinati,Gabriella Buontempo,Lorenzo Capellini,Ruggero Cappuccio,Lucia CastellanoLeonardo Colombati,Alessio Forgione,Raffaele La CapriaTony Laudadio,Antonio Loffredo,Lucariello,Annalisa Madonna,Fabiana MartoneSalvatore MurruLorenzo PavoliniSilvio Perrella,Elisabetta Rasy,Conchita Sannino,Brunella Selo,Elisabetta Serio,Piero Sorrentino,Emanuele Trevi, Marco Tutino,Massimiliano Virgilio saranno tra i protagonisti dell’edizione 2018.

 

Gli incontri si svolgeranno a Palazzo Donn’Anna, edificio del 1600 fra i più affascinanti e misteriosi di Posillipo,precisamente nel Teatro di Palazzo Donn’Anna della Fondazione De Felice.

Aprirà la rassegna venerdì 9 novembrealle ore 19, il compositore Marco Tutinoche insieme a Lorenzo Pavoliniconverserà suIl mistero dell’aria che vibra”per accompagnareil pubblico nei segreti della musica e dell’opera lirica.

Attraverso il racconto del suo libro Il mestiere dell’aria che vibra(Ponte alle Grazie, 2017) l’incontro con uno dei più importanti compositori del panorama italiano contemporaneo ci rivelerà la propria storia tra parole e musica, la passione per il suo lavoro, la genesi delle sue opere e i segreti del palcoscenico, le scelte tecniche e le fatiche organizzative che stanno dietro un singolo allestimento o una stagione teatrale, gli incontri felici e i feroci scontri con il potere, in tutte le sue incarnazioni.

 

Sabato 10 novembrealle ore 12, l’attore, regista, scrittore e musicista Tony Laudadio sarà protagonista di “La musica non mente mai”, un appuntamento tra letteratura e jazz accompagnato dal contrabbasso di Ilaria Capalbo. Insieme a Massimiliano Virgilio, l’artista ci svelerà la storia di una rinascita in crescendo di un sassofonista senzatetto raccontata nel suo ultimo libro Preludio a un bacio(NN Editore, 2018). E a seguire, offrirà al pubblico una performance tra parole e musica, tra recitazione e il suono del suo sax.

 

Sempre sabato 10 novembre alle ore 19, le musiciste e cantanti napoletane Sesè Mamà Brunella Selo, Elisabetta Serio, Annalisa Madonna eFabiana Martone - in “Tutte le lingue del mondo”, insieme a Piero Sorrentino, racconteranno il loro originalissimo percorso per condurre il pubblico, con i loro linguaggi, dialetti e stili musicali, verso suoni e culture di etnie e lingue diverse.Dalle loro intense personalità e dai trascorsi musicali estremamente differenti, scaturiscono sonorità e atmosfere originali e coinvolgenti, proposte con passione e ironia attraverso una miscellanea di lingue diverse: dall’italiano, al napoletano e napoletano antico, al portoghese, inglese, francese, fino all’israeliano al wolof, la lingua ufficiale parlata in Senegal.

 

Non poteva mancare a Palazzo Donn’Anna un omaggio a Raffaele La Capriache, domenica 11 novembre alle ore 12, parteciperà aHo sognato di andare a cena con Beethoven”. Letture di Edoardo Albinati, Gabriella Buontempo, Lorenzo Capellini,Ruggero Cappuccio, Leonardo ColombatiAlessio ForgioneLorenzo PavoliniSilvio PerrellaElisabetta Rasy eEmanuele Trevi  che si alterneranno attraverso le parole di una delle voci più significative della letteratura italiana del ’900.

 

Nel pomeriggio, domenica 11 novembre alle ore 17, si terrà l’incontro “Il Suono della parola che unisce. Un ponte tra quartieri, popoli e paesi”, una conversazione condotta da Conchita Sanninoper esplorare il significato dei linguaggi artistici come metodo sociale, per approfondire l’importanza della cultura come strada per l’integrazione, per superare le barriere sociali e per tutelare i diritti umani. Con don Antonio Loffredoche nel quartiere Sanità ha scelto l’immenso patrimonio storico artistico del Rione, la musica e la letteratura, con l’ultimo progetto della nuova casa editrice Edizioni San Gennaro, come occasione di riscatto per i giovani; con Lucia Castellano, che ha realizzato un modello culturale innovativo di carcere-comunità; con Luca Caiazzo in arte Lucarielloche da anni unisce musica a responsabilità sociale attraverso progetti nelle periferie, nelle scuole e nelle carceri minorili; e con Silvio Perrellache racconta di ponti che uniscono o a volte dividono.

La loro testimonianza sarà accolta dalle Voci del ’48 una formazione di periferia nata tra i banchi del Quarantottesimo Circolo Didattico Statale “Madre Claudia Russo” nel quartiere napoletano di Barra-San Giovanni, insieme alCoro di Voci Bianche di San Rocco,formazione giovanile della Fondazione Pietà de’ Turchini, diretti da Salvatore Murru.

 

A seguire alle ore 19, sempre domenica 11 novembre, un appuntamento speciale chiuderà la quarta edizione de IL SUONO DELLA PAROLA: l’incontro “Music for hope” chevedrà la partecipazione straordinaria di Aeham Ahmad,il pianista siriano che suonava fra le macerie di Damasco in risposta alle bombe e agli spari per distrarre le persone e i bambini dagli orrori della guerra. Un’immagine che ha fatto il giro del mondo diventando un simbolo della catastrofe in Siria, ma anche dell’inestinguibile volontà dell’uomo di opporsi in ogni modo alla distruzione. Il suono di quello strumento ha raggiunto e commosso milioni di persone nel mondo su YouTube. Aeham Ahmad, autore de Il pianista di Yarmouk  (La Nave di Teseo, 2018),ci racconterà la sua storia: l’infanzia in una Siria ancora in pace, l’inizio delle rivolte preludio di una guerra terribile, la fuga per la stessa via battuta da migliaia di disperati, la drammatica traversata del Mediterraneo, le insidie della rotta balcanica. Fino alla nuova vita in Germania, dove ha realizzato il suo sogno di artista e si esibisce nelle più importanti sale concerti. Allora come oggi, è la musica che gli ha salvato la vita a dargli conforto e infondergli coraggio.

 

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili. 

 

IL SUONO DELLA PAROLA è realizzato nell’ambito della Stagione 2018-2019della Fondazione Pietà de’ Turchini. La Fondazione è attiva dal 1997 con lo scopo di riscoprire e diffondere i capolavori musicali dei secoli XVI, XVII e XVIII, che videro Napoli assurgere al ruolo di capitale culturale europea. Polo di aggregazione di mu­sicisti e studiosi, cura la realizzazione di stagioni musicali e festival, nelle sue sedi di grande pregio artistico e architettonico, cui prendono parte formazioni vocali e strumen­tali tra le più importanti d’Europa. Da sempre impegnata in percorsi di ricerca e di alto perfezionamento musicale, la Fondazione organizza regolarmente concorsi e masterclass, convegni scientifici internazionali, i cui esiti confluiscono nelle pubblicazioni edite dalla Turchini Edizioni.

 

La rassegna 2018 è realizzata con il contributo della Regione Campania, il patrocinio delComune di Napolie grazie alla collaborazione di Fondazione De Felice,FerrarelleLibrerie Feltrinelli,FAI Campania,Galleria Lia Rumma,Premio MalaparteLivio De Simone,Azienda Agricola Di Santo,Petrone.

Molti i protagonisti delle edizioni precedenti, tra cui ricordiamo nel 2015Alessandro Baricco e Michele Dall’Ongaro, Antonio Monda e Mario Martone, Erri de Luca, Lidia Bramani, Luciano Stella, Maurizio De Giovanni e Federico Vacalebre.Nel 2016Ruggero Cappuccio, Alberto Rollo, Giorgio Fontana, Massimiliano Virgilio, Matthieu Mantanus, Laura Valente, Ivan Cappiello, Antonio Fresa, Marino Guarnieri, Alessandro Rak, Dario Sansone, Luigi Scialdone, Conchita Sannino, Diego De Silva, Giuseppe Montesano e Antonio Franchini. Nel 2017Cristina Donadio, Peppe Lanzetta, Lorenzo Marone, Sara Mingardo, Andrea De Carlo, Mimmo Borrelli, Alberto Rollo, Pasquale Scialò, Goffredo Fofi, Enrico Ianniello, Elena Somarè, Exaudi Vocal Ensemble.

 

www.turchini.it

www.facebook.com/ilsuonodellaparola/

 

 

PROGRAMMA

IL SUONO DELLA PAROLA / Napoli / 9,10,11 novembre 2018

Palazzo Donn’Anna, via Posillipo 9 

Scrittori, musicisti, artisti, uomini e donne per un viaggio nella letteratura, nella musica, nell’arte e nella vita.

 

venerdì 9 novembre/ ore 19

IL MISTERO DELL’ARIA CHE VIBRA

Incontro con il compositore

MARCO TUTINO

e LORENZO PAVOLINI

Una visita guidata nei segreti della musica e dell’opera lirica

 

sabato 10 novembre/ ore 12

LA MUSICA NON MENTE MAI

Letteratura e jazz

TONY LAUDADIO / voce e sax

e ILARIA CAPALBO / contrabbasso

con MASSIMILIANO VIRGILIO

Reading musicale di Preludio a un bacio

 

sabato 10 novembre/ ore 19

TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

Il racconto delle SESE’MAMA’

BRUNELLA SELO / ELISABETTA SERIO / ANNALISA MADONNA / FABIANA MARTONE

con PIERO SORRENTINO

Musica, linguaggi e dialetti con suoni e culture di etnie diverse

 

domenica 11 novembre/ ore 12

HO SOGNATO DI ANDARE A CENA CON BEETHOVEN

Un omaggio a Raffaele La Capria

Letture di

EDOARDO ALBINATI / GABRIELLA BUONTEMPO / LORENZO CAPELLINI / RUGGERO CAPPUCCIO / LEONARDO COLOMBATI / ALESSIO FORGIONE / LORENZO PAVOLINI / SILVIO PERRELLA / ELISABETTA RASY / EMANUELE TREVI

e con la partecipazione di RAFFAELE LA CAPRIA

 

domenica 11 novembre/ ore 17

IL SUONO DELLA PAROLA CHE UNISCE

Un ponte tra quartieri, popoli e paesi

con

LUCIA CASTELLANO /ANTONIO LOFFREDO / LUCARIELLO / SILVIO PERRELLA

e la partecipazione de

Le Voci del ‘48

e Coro di Voci Bianche di San Rocco

diretti da SALVATORE MURRU

conduce CONCHITA SANNINO

Cultura, musica, libri. Una strada per l’integrazione, per superare guerre e barriere sociali

 

domenica 11 novembre/ ore 19

MUSIC FOR HOPE

Il pianista siriano

AEHAM AHMAD

In occasione della pubblicazione del libro Il pianista di Yarmouk, la storia del musicista che ha sfidato le bombe e i terroristi in nome della sua musica

 

Fondazione De Felice

Teatro di Palazzo Donn’Anna

Napoli, Largo Donn’Anna, 9 (via Posillipo)

Gli incontri sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

Ufficio stampa | MiNa vagante comunicazione: 

Enrica Sbordone | esbordone@gmail.com| 3392739070

Lubomyr Melnyk in concerto in Italia

int articolo  

precursore della ‘continuous music’, il pianista più veloce al mondo torna
con un nuovo sorprendente album in uscita

 il 7 dicembre per Erased Tapes/Audioglobe

 

LUBOMYR MELNYK 

presenta 


‘FALLEN TREES’

ad anticipare ‘Fallen Trees’ il brano ‘Son Of Parasol’, un ipnotico flusso di note: 

https://soundcloud.com/erasedtapes/lubomyr-melnyk-son-of-parasol

fallen trees 

Tracklist:

1.Requiem for a Fallen Tree 2. Son of Parasol 3. Barcarolle 4. Fallen Trees – Part I: Preamble 5. Fallen Trees – Part II: Existence 6. Fallen Trees – Part III: Apparition 7. Fallen Trees – Part IV: They Are Down 8. Fallen Trees – Part V: Not Forgotten


Lubomyr Melnyk in concerto in Italia
:

14 ottobre, Genova, Palazzo Spinola
25 ottobre, Trento, Teatro Sanbàpolis
26 ottobre, Napoli, Fondazione Pietà dé Turchini, Chiesa di Caterina da Siena

 

 

E’ in uscita il 7 dicembre su etichetta Erased Tapes Record/Audioglobe ‘Fallen Trees’, il nuovo album di Lubomyr Melnyk, singolare talento noto anche come ‘il profeta del piano’, per via della sua devozione allo strumento. La pubblicazione del disco coincide con il settantesimo compleanno dell’artista e, a dispetto del titolo, è in realtà una raccolta di brani vibranti ed altamenti energici, grazie sicuramente alla capacità di Lubomyr di creare un flusso ininterrotto di note che scorrono velocissime, tra la neoclassica e la più rigida impostazione classica, un magico fluire connesso alla natura, un fiume in piena di estatica energia. Il brano che da il titolo al disco, ‘Fallen Trees’, una sequenza di cinque composizioni per circa 20 minuti, è forse il brano più ambizioso e rappresentativo dell’intera carriera musicale di Lubomyr, arricchito dalla voci di alcuni artisti di casa Erased Tapes, dalla giapponese Hatis Noit, ad Anne Müller fino a David Allred.

Lubomyr Melnyk

“my whole body is transformed as I play, it honestly feels like that. My fingers feel like the winds of the world;
it feels like you’re physically transcending dimensions.”
 Lubomyr Melnyk

Praise for 2015’s ‘Rivers And Streams’:

“It’s very human—serenity delivered through sustained concentration and ecstatic energy,
via a lifetime of practice and perfection”
7.2 — Pitchfork

 

“Melnyk’s truly defining quality is surely the constant tingle that his music leaves
in your heart”
★★★★★ — The Guardian

 

“Performing piano to rapturous effect” Drowned In Sound

 

“His playing is like looking at a starry sky, the notes arrayed in front of you and laying on top of you,
twinkling at their own intervals
★★★★ — Tiny Mix Tapes

Cascades of notes, canyons and rivers of sound: there’s something about his music that channels the natural world at its most awe-inspiring. In ‘Fallen Trees’ the connection with the environment continues, taking its cue from a long rail journey Melnyk made through Europe. Glancing out of the window as the train passed through a dark forest, he was struck by the sight of trees that had recently been felled. “They were glorious,” he says. “Even though they’d been killed, they weren’t dead. There was something sorrowful there, but also hopeful.” That sense of sadness touched by optimism infuses the album, too: rarely has Melnyk made music so shot through with melancholy and regret, but which sounds so rapt, even radiant.

Drawing comparisons with Steve Reich and the post-rock group Godspeed You, Black Emperor!, Pitchfork praised his 2015 album ‘Rivers And Streams’ for it’s “sustained concentration and ecstatic energy”.  That energy is present in ‘Fallen Trees’ too, but at points the tone is quieter, the mood darker and more wistful. At points elsewhere on the album, despite being rooted in the wonders of the natural world, there’s a kaleidoscopic quality in the fractal flurry of notes and the broad spectrum of colour they summon. The work that gives it its name, the five-part, 20-minute ‘Fallen Trees’, is one of the most ambitious and demanding pieces he has ever created. Though the music is – as ever – Melnyk’s own, ‘Fallen Trees’ once again features a number of Erased Tapes artists. Japanese vocal artist Hatis Noit, whose first EP ‘Illogical Dance’ came out to much acclaim earlier this year, lends ethereal vocals, floating mysteriously above the surface of Melnyk’s eddying piano lines before diving far beneath. Other contributors include Berlin-based cellist Anne Müller, a sometime collaborator with Nils Frahm, and American singer David Allred, the most recent addition to the label family. “More than any of the albums that I’ve done, it’s a real collaboration,” Melnyk insists, emphasising how much he owes to his producer, Erased Tapes founder Robert Raths.

Born in the Ukraine in 1948, Melnyk fell for the piano at an early age. Given lessons as a young child after his family emigrated to Canada after the iron curtain came down, he was immediately transfixed by the possibilities of the instrument. “On the piano, you can create whole worlds,” he reflects. “I realised that it could be an orchestra, a choir of sound.” After studying classical piano and graduating with a degree in Latin and Philosophy from St Paul’s College in Winnipeg, in the early 1970s Melnyk found himself in Paris. Homeless and in desperate need of money, he supported himself by accompanying dance lessons for a company run by the experimental choreographer Carolyn Carlson. The experience became a kind of epiphany: watching Carlson’s dancers, he began to play a new kind of music, spontaneous and improvisatory – responding not to rigid classical conventions but the dance he saw unfolding. Using the sustain pedal to create echo and reverb, he transformed free-flowing cascades of notes into hypnotic waves of sound. Eventually he found a name for this new style: ‘continuous music’, which he uses to this day.

Critics have detected the influence of Ravi Shankar and other Indian styles in Melnyk’s music, along with the insistent, repetitive textures of minimalist pioneers such as Steve Reich and Philip Glass. Melnyk himself cites his debt to the American composer Terry Riley, particularly the legendary 1964 work ‘In C’, which he says “opened the world for me”. But he adds that if you listen carefully, you’ll also be able to hear the lilting contours of traditional Ukrainian folk music.

It might be truer to say that there is genuinely nothing quite like Melnyk’s work: a unique musical pioneer, he has defiantly carved his own path. “I don’t say to people I’m a composer,” he declares. “I don’t know what I am.” Melnyk composes, as he plays, at the piano, feeling out lines and individual rhythmic cells that bubble, undulate and gradually expand into vast, interlinked frameworks. Asked to describe what it’s like to live inside his music, he says “my whole body is transformed as I play, it honestly feels like that. My fingers feel like the winds of the world; it feels like you’re physically transcending dimensions.”

 

www.lubomyr.comwww.facebook.com/lubomyrmelnykwww.erasedtapes.com 

 

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