Si conclude la stagione della Pietà de’ Turchini

Comunicato stampa Fondazione Pietà de' Turchini

COMUNICATO STAMPA

 

 Due concerti nel prossimo fine settimana concludono la densa e articolata stagione musicale della Fondazione Pietà de’ Turchini, entrambi gli appuntamenti si inquadrano nell’ambito del progetto Re.Crea (residenza Creativa) per la Chiesa di San Rocco a Chiaia.  Il primo ,  Venerdì 23 maggio 20.30,  propone  Maria Ercolano, soprano  e Antonio Maione, pianoforte, con un programma dal titolo “Il Vate e il Musicista” che rende omaggio al sodalizio umano ed artistico di Francesco Paolo Tosti e Gabriele D’annunzio. Il concerto si colloca nell’ambito della VII edizione di Wine&theCity e sarà accompagnato dalla degustazione offerta dalla azienda vinicola Fontanavecchia.  

Nel 1880 il giovanissimo Gabriele D’Annunzio, allora appena diciassettenne, in casa del pittore Michetti incontra per la prima volta il già famoso Francesco Paolo Tosti. Pochi mesi dopo nasce “Visione!…”, la composizione che sancisce l’inizio della collaborazione tra i due artisti, entrambi abruzzesi, che saranno legati da profonda amicizia fino alla morte di Tosti, avvenuta nel 1916.

Nel centocinquantesimo anniversario della nascita di D’Annunzio, il programma costituisce una silloge della produzione musicale di Tosti su testi dannunziani, da alcune delle prime liriche ai cicli della maturità.

Uniti da un’amicizia e una frequentazione testimoniata dalla creazione di romanze divenute patrimonio della letteratura musicale mondiale; quando, ad esempio, un gruppo di musicisti napoletani proclamò che una canzone napoletana poteva essere scritta solo da napoletani, Tosti e D’Annunzio, entrambi abruzzesi, decisero di cogliere la sfida e smentire l’assunto. Per puro gioco e in risposta ai colleghi partenopei, nacque ‘A vucchella, neologismo dannunziano ad indicare le labbra appassionate dell’amata, divenuta in breve un classico, a pieno titolo, della canzone napoletana.

Da accorto ascoltatore D’annunzio aveva individuato nella felicità e spontaneità dell’invenzione melodica la peculiarità che conferisce alle romanze di Tosti la loro inconfondibile fisionomia.

Si prosegue Domenica 25 maggio alle 18,00 sempre nella Chiesa di San Rocco a Chiaia con un altro sodalizio di grande esperienza:  Fabrizio Romano, pianoforte e Carlo Dumont, violino.

Il concerto fa da prologo all’integrale  della produzione per Violino e Pianoforte di Schumann e Brahms che si snoderà in 3 appuntamenti dal titolo  “Frei aber Einsam” 1/3, ed avrà il suo seguito  nel prossimo settembre.  

 

“Libero ma solo” era il motto del grande violinista ungherese, naturalizzato tedesco, Joseph Joachim (1831-1907), che attraversando tutta l’epopea romantica germanica, fu protetto di Mendelssohn, partner di Clara Schumann ed ispiratore di Robert, spalla per Listz, amico e consigliere di Brahms, nonchè ispiratore, dedicatario ed interprete delle più note pagine violinistiche ottocentesche.

Una delle più singolari fu la Sonata F.A.E. (“Frei aber Eisam”), dono di compleanno pensato da Schumann e scritta a più mani nel 1853 insieme a Johannes Brahms e Albert Dietrich, oggi raramente eseguita nella sua forma originale (1° tempo di Albert Dietrich – 2° e 4° tempo di Schumann – 3° tempo di Brahms). La Sonata fu eseguita da Joachim stesso con Clara Schumann al pianoforte e conserva tutt’oggi, nonostante i differenti autori, un forte humus comune che Robert seppe infondere con il suo carisma e la sua personalità, pur contemplando diversi stili compositivi.

Il ciclo si snoda in tre concerti, di cui quello del 25 è il primo appuntamento, durante i quali si è voluto cercare un equilibrio tanto estetico (stati d’animo, climax), quanto “tonale”,  tra le tre sonate di Schumann e le tre sonate di Brahms, intrecciate tra loro insieme  agli unici due movimenti che sopravvissero della Sonata F.A.E., caduta per un secolo nel dimenticatoio, che sopravvissero come “bis” nelle sale da concerto: lo Scherzo in Do minore di Brahms e l’Intermezzo in La minore di Schumann, unitamente alle sue 3 Romanza Op.94, piccoli gioielli coevi della grande “Renana”.

 

 

Biglietti 10 € ridotti 7 € prevendite abituali o mezz’ora prima del concerto al botteghino

info: www.turchini.it ufficio stampa Federica Castaldo, direzione@turchini.it

 

 

ECHI MEDITERRANEI – Gianluca Campanino e Jamel Chabbi, oud – Con la partecipazione di Francesco Manna alle percussioni

Comunicato stampa Fondazione Pietà de' Turchini

 

Comunicato Stampa

  

Venerdì 16 maggio
ore 20:30


Chiesa di San Rocco a Chiaia

Immagine lista

ECHI MEDITERRANEI

 

Gianluca Campanino e Jamel Chabbi, oud

Con la partecipazione di Francesco Manna alle percussioni

 

Progetto in partenariato con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi

 

Realizzare scambi culturali e musicali tra le sponde del Mediterraneo, valorizzare le tradizioni di Italia e Tunisia per metterne in luce le affinità artistiche. Con questi propositi arriva alla terza esperienza la collaborazione tra Istituto italiano di Cultura di Tunisi e il Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini di Napoli.
Dopo il concerto di musica barocca del Quartetto Gagliano nell’ottobre 2013 e quello del giovanissimo Duo Ausonia, protagonista questa primavera al Festival dei “Giovani virtuosi” di Sidi Bou Said, il 16 maggio alla chiesa di San Rocco a Chiaia prenderà il via un progetto più articolato che pone direttamente a confronto due artisti, il napoletano Gianluca Campanino e il tunisino Jamel Chabbi, , alle prese con uno strumento di grande tradizione e suggestione come l’oud, sul terreno della musica tradizionale colta, araba e italiana. “Rivisitare i motivi della tradizione sulle corde dell’ispirazione e degli stati d’animo del momento, assecondare il sottile legame che si crea con il pubblico in sala: l’ascolto e partecipazione del pubblico, basati sul coinvolgimento attivo ed emotivo con l’artista, accomunano la musica colta tradizionale e la musica tradizionale colta italiana; l’esecuzione, in virtù dell’improvvisazione, di citazioni e processi di parodia, diventa essa stessa un processo creativo”, spiegano i due musicisti che si esibiranno in un duplice concerto che unirà Napoli e Tunisi. Prima tappa il 16 Maggio a Napoli, nella Chiesa di San Rocco a Chiaia, nell’ambito del programma Re.Crea. (Residenza Creativa) ideato dalla Fondazione per San Rocco,  con il concerto “Echi Mediterranei”: due momenti solistici e una parte finale con la  partecipazione del percussionista Francesco Manna,  in cui i due artisti dialogheranno, intrecciando le melodie della loro formazione orientale: siriano-marocchina quella di Campanino; modulata sulla cultura del Malouf tunisino quella di Chabbi, che eseguirà anche brani di sua composizione. Da Napoli l’eco degli oud arriverà poi fino a Tunisi, il 26 settembre prossimo, quando Campaninoo e Chabbi si ritroveranno ad improvvisare a Sidi Bou Said, al Palazzo Ennajma Ezzahra, per la serata di “Echoes mediterranéens entre Napoli et Tunis”.

 

 


 

Biglietti 10€  ridotti 7 € mezz’ora prima del concerto

Info  www.turchini.it 081402395

Ufficio stampa Federica Castaldo direzione@turchini.it

Bach padre e figlio: capolavori da camera di Johann Sebastian e Carl Philip Emanuel

Comunicato stampa Fondazione Pietà de' Turchini

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Venerdì 28 marzo 20.30h

 

Gallerie d’Italia Palazzo Zevallos Stigliano

 

Bach padre e figlio: capolavori da camera di Johann Sebastian e Carl Philip Emanuel

Per il III centenario della nascita di C.P.E. Bach

 

Collegium Pro Musica

Federico Guglielmo, violino Leonardo Massa, violoncello Andrea Coen, clavicembalo

Stefano Bagliano, flauto e direzione

 

 

All’insegna della musica da camera barocca, il concerto accosta Sonate, Triosonate e Quartetti e propone un confronto fra due straordinari compositori di quel periodo, Johann Sebastian Bach e il figlio Carl Philipp Emanuel Bach – del quale quest’anno si celebra il 300° anno dalla nascita. Entrambi, per motivi diversi, si distinsero così tanto da travalicare gli ambiti del loro periodo storico e influenzare anche la musica dei secoli successivi. Occasione preziosa per chi non la conoscesse, per visitare l’esposizione permanente della collezione del Banco di Napoli, che trova la sua ideale collocazione nelle gallerie di Palazzo Zevallos.

Se è superfluo tracciare il profilo di Johann Sebastian Bach, universalmente considerato come uno dei più grandi geni dell’intera storia della musica, la cui opera costituì la summa e lo sviluppo delle svariate tendenze compositive della sua epoca, vale la pena gettare un po’ di luce su Carl Philipp Emanuel Bach; ammirato da Mozart, studiato da Haydn e Beethoven, che si occupò principalmente delle sue sonate per clavicembalo – le quali incisero nella storia della forma musicale grazie alla lucidità di stile, alla delicatezza e alla morbidezza d’espressione, alla libertà e alla varietà della struttura. Primo compositore a utilizzare i colori armonici dal tempo di Claudio Monteverdi, Carl Philipp può essere considerato il capostipite della Prima Scuola Viennese. Nel XIX secolo la sua fama diminuì, ma non tra gli addetti ai lavori: infatti, anche compositori come Schumann e Brahms (che pubblicò qualche suo lavoro) ebbero di lui grande rispetto.

Secondo figlio di Johann Sebastian Bach, Carl Philipp Emanuel Bach (Weimar 1714 – Amburgo 1788) frequentò la Thomasschule di Lipsia e l’Università di Francoforte sull’Oder, dove studiò legge. Dal 1740 al 1767 fu al servizio di Federico II il Grande come clavicembalista e dal 1767 direttore di musica nelle chiese di Amburgo. Fu un fecondo compositore e la musica strumentale occupa una posizione molto importante nella sua produzione, con sinfonie, concerti, musica da camera e pezzi per strumento a tastiera. Il suo trattato Saggio di metodo per la tastiera è fondamentale per l’interpretazione della musica strumentale settecentesca, e viene molto usato in particolare per quella di Johann Sebastian Bach. Senza ripudiare del tutto la polifonia dotta che caratterizza molta musica del padre, egli contribuì all’affermazione dello stile galante, ma depurandolo da ogni manierismo sentimentale: approfondì la sonata bitematica in senso poetico-espressivo, collaborando alla sua maturazione come forma classica per eccellenza. Viene considerato uno degli iniziatori della musica strumentale moderna.

Al suo debutto per la Pietà de’ Turchini, l’ensemble Collegium Pro Musica, fondato nel 1990 e diretto dal flautista Stefano Bagliano si è esibito insieme a celebri interpreti, tra cui le cantanti Emma Kirkby, Roberta Invernizzi e Gemma Bertagnolli, la violinista Monica Huggett e il clavicembalista Bob Van Asperen.

Stefano Bagliano e il Collegium Pro Musica hanno suonato per molti fra i più prestigiosi festival e organizzazioni musicali in USA, Giappone, Cina, Canada, Israele, Turchia e tutta Europa, hanno all’attivo una intensa attività discografica avendo registrato – per le etichette Brilliant, Stradivarius, Dynamic, Nuova Era e Tactus -, musiche di Telemann, Vivaldi, B. Marcello, G. Sammartini, N. Fiorenza, A. Scarlatti, Graupner e Graun, Stradella, Bitti etc

Biglietto unico 10 € alla biglietteria di Palazzo Zevallos a partire dalle 10 del 28 marzo 2014 o presso le prevendite abituali

Per info www.turchini.it

Ufficio Stampa Federica Castaldo direzione@turchini.it

 

Le manifestazioni per la Giornata Europea della Musica Antica. Recital per fisarmonica del virtuoso Francesco Gesualdi

Comunicato stampa Fondazione Pietà de' Turchini

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 da venerdì 21 a domenica  23

Un fine settimana all’insegna dell’arte e  della musica nelle sue più varie  declinazioni: antica, classica, jazz e contemporanea, da venerdì 21 a domenica  23 le due sedi del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini: la Chiesa di Santa Caterina da Siena e la Chiesa di San Rocco a Chiaia saranno animate da concerti,visite guidate, performance artistiche.  Il 21 marzo alle 19 a Santa Caterina, per la stagione Pietà de’ Turchini, si renderà omaggio in maniera del tutto originale alla II edizione  della Giornata Europea della Musica Antica promossa dal REMA (Rete Europea della Musica Antica), che quest’anno può fregiarsi del  patrocinio dell’UNESCO, con il concerto dal titolo Anti-con-Temporaneo, un  recital per fisarmonica del virtuoso Francesco Gesualdi.

In programma Frescobaldi; Gesualdo; Clementi; Gubaidulina  e in prima esecuzione assoluta,  composizioni di Stefano Gervasoni che sarà presente per l’occasione ed impegnato nella stessa giornata per un seminario di estetica coordinato dall’Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno (Ispf) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Le manifestazioni per la Giornata Europea della Musica Antica  prenderanno vita contemporaneamente in tutta Europa e potranno essere seguite dal grande pubblico attraverso la trasmissione live su web all’indirizzo www.e-concerthouse.com. Il progetto si avvale della collaborazione dell’Unione Europea e della Radio-Diffusione EBU.

Secondo Gesualdi sono molte le definizioni per spiegare la fisarmonica. Di certo la fisarmonica è strumento a tasto, un organo in formato ridotto,  è – anche per ricchezza timbrica – vari strumenti a fiato, ad “ance libere” che vibrano insufflate da un mantice. La fisarmonica è strumento ad arco: così come per uno strumento ad arco il suono della fisarmonica è molto dinamico ed è gestito da un “arco” – il mantice della fisarmonica – che ne definisce forza espressiva e tipo di articolazioni.

In quanto strumento così multiforme gli possono gravitare attorno vari caratteri musicali, alcuni dei quali qui presenti in questo programma.

La fisarmonica può anche appropriarsi del carattere e dello stile della Musica Antica, per organo e per clavicembalo di Frescobaldi, con una propria autonoma interpretazione – ben profilata – senza però affrancarsi dallo stile esecutivo di quell’epoca in cui le tastiere dell’organo, clavicordo, clavicembalo hanno conosciuto il loro apogeo. La parte di Musica Antica del programma prevederà l’esecuzione di tre Toccate di Girolamo Frescobaldi, tratte dal II Libro di Toccate del 1627, cui sarà affiancata la Canzon francese del principe di Carlo Gesualdo, compositore noto per il torturato e sperimentale cromatismo dei suoi madrigali. Le pagine di musica contemporanea e antica, intrecciate fra loro, esemplificano molto bene il senso di questo programma, cui è stato dato, il titolo di Anti-con-Temporaneo. Stili musicali temporalmente così lontani ma spesso così vicini, in grado di evocarsi reciprocamente, sia per aspetti legati alla concezione del suono, sia per aspetti più strettamente legati alla pratica compositiva. E la fisarmonica è lo strumento medium più interessante per una operazione di questa natura. Uno strumento sintesi delle tastiere tradizionali, dotato di suono tenuto dell’organo e di suono espressivo del clavicembalo. Il programma si arricchisce di una prima esecuzione assoluta di un importante compositore italiano, Stefano Gervasoni, premio Abbiati 2010. Si tratta di un ciclo di quattro brevi composizioni che il noto compositore bergamasco – docente di composizione al Conservatorio superiore di Parigi – ha scritto in origine per pianoforte e di cui ha affidato a Gesualdi una trascrizione critica per fisarmonica,

Francesco Gesualdi è riconosciuto dalla critica e dall’ambiente musicale come uno dei principali fisarmonicisti italiani impegnati nello sviluppo della fisarmonica da concerto e nell’esecuzione di musica contemporanea. Padrone di un ampio repertorio – che spazia da Frescobaldi, Bach e Carlo Gesualdo a Berio, Donatoni, Stockhausen, a Sciarrino, a Gubaidulina, fino a W.Rihm, ad Hosokawa e al Teatro della Musica di Kagel – svolge la sua attività concertistica in alcuni dei centri musicali più importanti riuscendo a far entrare dalla porta principale la fisarmonica. Tra questi si segnalano l’Auditorium di Milano, ‘Auditorium della NGV di Melbourne, l’Auditorium della Monash University, in diretta per Rai Radio3, per la SBS Radio australiana, per Radio Orf di Vienna, Amici della Musica di Firenze, Amici della Musica di Modena, Amici della Musica di Ancona, Sala Petrassi e Sala Sinopoli del Parco della Musica di Roma, Tempo reale Festival, Piccolo Teatro Comunale di Firenze (Stagione GAMO), Piccolo del Teatro Regio di Torino (Settembre Musica), Teatro della Pergola di Firenze, Teatro Metastasio di Prato, Teatro Romano di Fiesole, Auditorium ZKM di Karlsruhe, Giornate di Musica Contemporanea di Segovia in Spagna, Conservatorio di Oviedo, Altdorf Festival in Svizzera, ecc.

Ha inciso per EMA records e per la Curci. Insegna presso il Conservatorio di Avellino. Ha fondato il RowsEnsemble di cui è il direttore artistico. Dal 2011 è Direttore del Gruppo Aperto Musica Oggi (G.A:M.O.) di Firenze.

In primavera registrerà un programma monografico dedicato a Frescobaldi. La registrazione diventerà un CD Brillant classic che uscirà i primi mesi del 2015.

 

Stefano Gervasoni classe 1962, ha iniziato a studiare la composizione nel 1980 grazie al consiglio di Luigi Nono: questo incontro, così come quello con Brian Ferneyhough, Peter Eötvös e Helmut Lachenmann, è stato decisivo per la sua carriera. Dopo aver studiato presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, Stefano Gervasoni ha completato la sua formazione in Ungheria con György Ligeti nel 1990, e successivamente a Parigi, dove nel 1992 ha seguito il Corso di Composizione e di Musica informatica dell’Ircam. I primi tre anni del suo soggiorno in Francia hanno creato le condizioni di una carriera internazionale che l’ha portato a essere “pensionnaire” a Villa Medici nel 1995-1996. Commissionato tra gli altri dalla WDR, dalla SWR, dall’Orchestra Nazionale della RAI, dal Festival d’Automne di Parigi, da Radio France, dall’IRCAM, dalla Casa da Musica di Porto, dal Festival Archipel di Ginevra, dal Divertimento Ensemble di Milano, dall’Ensemble Intercontemporain, dall’Ensemble Modern, dall’Ensemble Contrechamps di Ginevra, dal festival Maerzmusik di Berlino, da Ars Musica Bruxelles, dal Festival Musica di Strasburgo, dal Ministero della Cultura francese, dal Teatro alla Scala di Milano e dalla Suntory Hall di Tokyo, Stefano Gervasoni si è imposto come uno dei più importanti compositori italiani della sua generazione. Il suo catalogo – che comprende musica da camera, vocale, concertante, per orchestra, per ensemble e un’opera (Limbus-Limbo), commissionata per il cinquantesimo anniversario delle Percussions de Strasbourg (2012) – è stato pubblicato da Ricordi a partire dal 1987 e, dal 2000, è pubblicato da Suvini Zerboni. Della sua discografia ricordiamo ancora i CD monografici Harmonia Mundi della serie Musique Française d’Aujourd’hui, (Ensemble Contrechamps), Stradivarius (Divertimento Ensemble) e il recente Dir – In dir pubblicato in Germania da Winter und Winter. Coronato di numerosi premi, tra cui il Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” (2010), il suo lavoro gli ha consentito di essere borsista della Fondation des Treilles a Parigi (1994) e del DAAD a Berlino (2006) e compositore in residence al Domaine de Kerguéhennec per il triennio 2008- 2010. Dal 2006 Stefano Gervasoni è professore titolare di composizione al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica e di Danza di Parigi.

Sabato 22 e domenica 23 il complesso di Santa Caterina,  sarà aperto al pubblico per le giornate di primavera del Fai con visite guidate a cura dei piccoli Ciceroni.  Il 23 a San Rocco a Chiaia ,  per l’intera giornata dalle 11 alle 23 , prenderà forma Violoncelliade il nuovo progetto di Luca Signorini e Nicola dal Falco, nell’ambito del  programma di residenza creativa Re.Crea  promosso dalla Pietà de’ Turchini per animare la Chiesa di San Rocco.

Dodici ore di violoncello e non solo a proporre un vasto repertorio che spazia dal 1600 ai nostri giorni. Ma Violoncelliade è qualcosa di più: i testi poetici di Nicola Dal Falco, le figure danzate di Simona Perrella, il video di Andreas Linder, le voci recitanti di Maria Luisa Firpo e Rosario Natale e ancora Flauto, Chitarra, Pianoforte, Viola da gamba e il Jazz di Mariella Pandolfi e Bruno Persico: un’installazione vivente nella chiesa di San Rocco con la consulenza del regista Pierpaolo Sepe. “ E’ la poesia a dare un senso alla vita, poesia trasversale che attraversa l’uomo di ogni condizione o status. Ogni visitatore potrà passeggiare nella chiesa di San Rocco, sostare, sedersi, allontanarsi e tornare, essere lui stesso attore curioso e avere il violoncello come compagno di viaggio e di scoperte” dice Luca Signorini.

“Ho sempre pensato che il violoncello abbia un destino letterario, nel senso che la sua voce sia una voce narrante. Non è la prima volta che con Luca Signorini sottolineiamo questo aspetto, sommandola alla lettura di prose e di poesie.

Ora, con Violoncelliade, la sfida è più ambiziosa, perché dovremmo trasformare dodici ore di una giornata, dalle 11 alle 23, in un racconto continuo dove, ad ogni momento, si possa cogliere se non il filo del discorso uno spunto di riflessione e di bellezza” gli fa eco  Nicola Dal Falco .

 

 

Per biglietteria e info www.turchini.it 081402395

Ufficio stampa Federica Castaldo direzione@turchini.it

 

 

 

 

L’UNESCO concede il suo patrocinio alla Giornata Europea della Musica Antica

Comunicato stampa Fondazione Pietà de' Turchini

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 21 marzo 2014

Il 21 marzo 2014 si celebrerà in Europa la seconda edizione della Giornata Europea della Musica Antica (European Day of Early Music). Mentre la sua prima edizione ha ricevuto il patrocinio di Androulla Vassiliou, membro della Commissione Europea, le celebrazioni del 2014 si potranno fregiare del patrocinio dell’UNESCO.

Irina Bokova, direttrice generale dell’UNESCO, afferma con convinzione che  « questa giornata contribuirà senza alcun dubbio a promuovere il patrimonio musicale e ad incoraggiare la creazione artistica. In questa prospettiva, vanno le mie più sincere congratulazioni agli organizzatori della manifestazione che si inscrive pienamente nella direzione in cui si muovono gli sforzi dell’UNESCO per favorire il dialogo interculturale. »

Il 21 marzo, primo giorno di primavera e compleanno di Johann Sebastian Bach, concerti, conferenze e altri eventi sparsi su tutto il territorio europeo contribuiranno ad aumentare la consapevolezza della diversità e ricchezza dell’eredità storico-musicale in Europa. Buona parte delle manifestazioni potranno essere seguite dal grande pubblico attraverso la trasmissione live su web. Il progetto si avvale della collaborazione dell’Unione Europea e della Radio-Diffusione EBU.

Peter Pontvik, Presidente del REMA (Réseau Européen de Musique Ancienne) commenta : « Siamo molto orgogliosi e felici dell’interesse crescente verso la Musica Antica, lo siamo particolarmente per il patrocinio concesso dall’UNESCO che conferisce alla Giornata Europea della Musica Antica una dimensione mondiale. »

Sacre Passioni – la Reverdie che propone a Napoli I Dodici Giardini. Cantico di Santa Caterina da Bologna (1413-1463)

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Sacre Passioni

8 marzo

Dei 5 appuntamenti in calendario nel solo mese di marzo i primi due offrono al pubblico l’opportunità di fare un piccolo viaggio oltre il tempo e gli spazi consueti. Si comincia l’8 marzo con uno dei gruppi medioevali più interessanti nel panorama europeo: la Reverdie che propone a Napoli I Dodici Giardini. Cantico di Santa Caterina da Bologna (1413-1463), donna di grande sapienza teologica, ma anche di straordinario talento artistico, chiamata nel 1456 a fondare e dirigere il primo monastero di Clarisse nella città di Bologna. LaReverdie racconta il cammino di ascesi mistica, descritto proprio da Caterina nel suo trattato  ”I Dodici Giardini”, attraverso ricche combinazioni timbriche strumentali e una limpida vocalità femminile sia solistica che corale, per rendere appieno la semplice freschezza e insieme il fascino arcano di questo inesplorato repertorio. La Fondazione Pietà de’ Turchini ne propone l’ascolto nel giorno della festa delle donne, nel monastero di Santa Santa Caterina da Siena alle 19, immaginando un ideale incontro tra due donne prima che sante dalla eccezionale personalità. LaReverdie nella formazione di sole donne Claudia Caffagni, voce e liuto Livia Caffagni voce, flauti, viella, Elisabetta de Mircovich voce, ribeca, viella Cristina Calzolari, voce, organo portativo, claviciterio, Sara Mancuso arpa, claviciterio, organo portativo, per l’assidua ricerca e l’esperienza accumulata in venticinque anni di intensa attività, è un gruppo assolutamente unico per l’affiatamento, l’entusiasmo e l’acclamato virtuosismo vocale e strumentale. Molti i premi discografici ottenuti negli anni dal Diapason d’or, a 10 Repertoire, fff Telerama ed altri ancora.

Con un salto di 3 secoli, venerdì 14 marzo nella magnifica Chiesa della Trinità dei Pellegrini, alle ore 19 ritorna Talenti Vulcanici, per una nuova produzione frutto di una nuova residenza per-formativa di 10 giorni. L’ensemble formatosi attraverso un laboratorio orchestrale permanente su strumenti antichi promosso dalla Pietà de’ Turchini dal 2011, questa volta si confronterà con una pagina tutta da scoprire del repertorio sacro del Settecento napoletano: lo Stabat Mater di Nicola Bonifacio Logroscino e alcuni brani strumentali inediti del veneziano Domenico Gallo. A dare voce alla partitura saranno la soprano Silvia Frigato e il controtenore Carlo Vistoli, entrambi vincitori di diverse edizioni del Concorso di Canto Barocco Francesco Provenzale organizzato con cadenza annuale dalla Pietà de’ Turchini. Direttore sarà Stefano Demicheli insieme ai tutor di violino, violoncello e tiorba barocchi, Monika Toth, Marco testori, Luca Tarantino. Il progetto si avvale della collaborazione dell’Arciconfraternita Santa Maria della Misericordia, che ha reso possibile l’esposizione per l’occasione delle splendide statue cinquecentesche raffiguranti La Vergine dolente, San Giovanni e La Maddalena, custodite dall’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini, la cui collezione museale sarà accessibile al pubblico a partire da un’ora prima del concerto.

Per biglietteria e info www.turchini.it 081402395

Ufficio stampa Federica Castaldo direzione@turchini.it

Tesori della musica strumentale napoletana. Ensemble La Divina Armonia

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Venerdì 21 febbraio ore 20.30

Gellerie d’Italia Palazzo Zevallos Stigliano sede museale di Intesa Sanpaolo

Ensemble La Divina Armonia

Stefano Barneschi, Mayumi Hirasaki  violini  

Marco Testori violoncello

Lorenzo Ghielmi cembalo e direzione

Tesori della musica strumentale napoletana

Musiche di Arcangelo Corelli; Giuseppe Avitrano; Domenico Scarlatti; Salvatore Lanzetti, Niccolò Porpora

 Ritorna a Napoli, negli spazi di palazzo Zevallos Stigliano, per la stagione musicale della Pietà de’ Turchini, Lorenzo Ghielmi con La Divina Armonia, l’ensemble fondato nel 2005 attraverso il coinvolgimento di musicisti con una lunga esperienza nel campo della musica barocca. Il gruppo che ha ottenuto numerosi premi (il “Diapason d’Or”, il riconoscimento Cd del mese della rivista tedesca “Toccata” e della rivista italiana “Amadeus”), propone una nuova produzione in omaggio al repertorio strumentale di Scuola napoletana accostandolo al grande Corelli. Mentre Corelli guadagnava in vita una fama in tutta Europa, tale da divenire il modello per eccellenza di moltissimi compositori di tutto il Settecento, diversa fu la sorte di molti compositori napoletani, la cui musica in effetti ben avrebbe potuto ben misurarsi, per qualità e sapienza compositiva, con quella di Corelli a partire da Giuseppe Antonio Avitrano, violinista presso l’orchestra della corte di Napoli dalla fine degli anni 1690 fino alla sua morte, che diede alle stampe due serie di sonate a tre voci bellissime e ben poco conosciute. Di Domenico Scarlatti si ascoltano per lo più le sue sonate per clavicembalo, ma fra queste ne troviamo alcune dove la scrittura ci suggerisce una destinazione per strumento melodico (probabilmente il violino) e basso continuo. Negli anni trenta del Settecento sempre più musicisti partenopei cercarono la fortuna spostandosi in tutta Europa. Se la fama della scuola partenopea si legò sempre più alla musica vocale ed in particolare dalla musica operistica, alcuni musicisti, cresciuti nei vivai dei Conservatori napoletani, divennero grandi virtuosi di uno strumento: fra loro Salvatore Lanzetti, grande violoncellista. Nato a Napoli intorno al 1710, e formatosi presso il conservatorio di S. Maria di Loreto, soggiornò a Parigi e a Londra, dove trascorse poi lunghi periodi documentabili almeno fino al 1754. A Parigi venne coinvolto per i prestigiosi Concerts spirituels, dove presentò al pubblico alcune sue composizioni violoncellistiche. Uno dei musicisti destinati ad occupare un posto di grandissimo rilievo fra gli operisti del Settecento, Niccolò Porpora, pubblicava sempre a Parigi una sua opera prima di musica strumentale: le Sinfonie a tre che rielaborano con una vena partenopea e con grande modernità di atteggiamenti la scrittura corelliana, continuando – una generazione più tardi – a riproporre sonate per un organico destinato a divenire simbolo del barocco: la combinazione di due violini con un violoncello sostenuti dalle armonie del clavicembalo. Un’altra occasione per il pubblico di godere della collezione permanente delle opere esposte a Palazzo Zevallos in occasione dei concerti organizzati in sinergia con la Fondazione Pietà de’ Turchini.

Biglietto unico 10 € a partire dalle 10 del 21 febbraio presso la biglietteria di Palazzo Zevallos o nelle prevendite abituali

Ufficio Stampa Federica Castaldo direzione@turchini.it 335492769

 

 

Evangelina Mascardi (liuto e chitarra barocca) e Lincoln Almada (arpa gesuita e percussioni) in un concerto di musiche sudamericane del Settecento, del Venezuela, del Paraguay, del Perù e della regione Guaran

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Venerdì 7 febbraio ore 19.00

Chiesa di Santa Caterina da Siena – Napoli

Un solo camino”

L. Almada, percussioni e arpa gesuita

E. Mascardi, liuto e chitarra barocca

Il Centro di Musica Antica ospita il duo di straordinaria bravura formato da Evangelina Mascardi (liuto e chitarra barocca) e Lincoln Almada (arpa gesuita e percussioni) in un concerto di musiche sudamericane del Settecento, del Venezuela, del Paraguay, del Perù e della regione Guaranì, fra nord dell’Argentina, e sud Brasile. L’arpa e la chitarra, come tanti altri strumenti musicali, sono arrivati in America Latina agli inizi del 1600 per mano dei gesuiti, che utilizzarono la musica come mezzo di evangelizzazione. Nel 1604 la provincia gesuitica del Perù si divide e nasce la nuova provincia gesuitica del Paraguay o “Paraquaria” che comprendeva l’odierno territorio della Bolivia orientale, del Brasile meridionale, dell’Uruguay, del Paraguay, dell’Argentina nord-occidentale e inizialmente anche del Cile. I gesuiti introdussero strumenti musicali europei, istallarono fabbriche per la loro produzione e iniziarono gli “indios” all’arte della musica, sia sacra che profana. I padri Antón Sepp, Domenico Zipoli, Martin Schmid e Luis Berger, dopo anni di lavoro con gli abitanti delle “reducciones”, arrivarono a un livello musicale così altro che lo stesso Papa Benedetto XIV, nella sua enciclica del 19 febbraio 1749, riferisce che “quasi non v’è differenza alcuna tra le messe e i vespri cantati dai devoti della provincia del Paraguay e le nostre”. I gesuiti godevano di un grande potere economico e di un’assoluta indipendenza dal potere civile. Nel 1767 la Compagnia di Gesù fu espulsa dal Nuovo Continente per ordine di Carlo III. I gesuiti dovettero trasferirsi, ma la musica rimase, all’interno e all’esterno della chiesa. I loro strumenti si confusero con i ritmi e le tradizioni musicali già esistenti e con quelle portate dalle tante altre culture presenti: indios, europei e africani. Da quel momento l’arpa e la chitarra rimassero protagoniste nella formazione, attraverso i secoli, di quello che oggi chiamiamo musica tradizionale.

 

Biglietto intero 10€ ridotto 7€ mezz’ora prima del concerto o presso le presso le prevendite abituali

 

ufficio stampa Federica Castaldo direzione@turchini.it 335492769

Una “musa” per Metastasio: Marianna Benti Bulgarelli detta la Romanina Giuseppina Bridelli mezzosoprano Concerto de’ Cavalieri Marcello Di Lisa, cembalo e direzione

Comunicato stampa

Venerdì 17 gennaio ore 20.30

Gallerie d’Italia Palazzo Zevallos Stigliano

Produzione tra le più significative della stagione 2014, il concerto in calendario venerdì 17 alle 20.30 a Palazzo Zevallos Stigliano, è un tributo ad una cantante di straordinario fascino: Marianna Benti Bulgarelli detta la Romanina, sulla quale il Centro aveva già acceso i riflettori con Gli Orti Esperidi di Porpora e durante un convegno dedicato alle cantanti attrici lo scorso novembre. L’appuntamento realizzato in collaborazione con Banca Intesa, rientra nel progetto sulla committenza privata e le grandi voci del Settecento, a cura di Paologiovanni Maione e Francesco Cotticelli, giunto al suo terzo anno di programmazione, e in questa particolare circostanza anche di Rosy Candiani, esperta metastasiana. La Candiani, che firma le note di sala, racconta che la scintilla che portò la Bulgarelli a legare il suo destino al giovane Metastasio si accese con l’Angelica di Porpora che riproduceva, grazie alla raffinatezza squisita e melodiosa della parola scenica metastasiana, nelle micro-dimensioni della festa teatrale, le migliori caratteristiche del repertorio della virtuosa già all’apice del suo successo. L’esordio del Metastasio sul palcoscenico del teatro musicale tra il 1720 e il 1721, avviene attraverso una quinta laterale, quella dei componimenti d’occasione, coincidendo dunque con un “passo indietro” della Romanina, rispetto alle abbaglianti scene dei teatri, verso le più élitarie sale private.

Seguirono poi i rinnovati contatti con l’impresa del San Bartolomeo e la rentrée nel 1723 con un collaudato Siface affidato alla mano anonima del Metastasio per la revisione; e poi la Didone abbandonata di Domenico Sarro nel gennaio del 1724: un successo, forse addirittura inatteso, e la decisione – in quale percentuale professionale o affettiva? – di ‘lanciare’ il librettista sulla piazza teatrale più ambita d’Italia e la trasferta a Venezia.

Le testimonianze dei contemporanei e il ritratto “schizzato” da Pierleone Ghezzi, nel 1728, fissano la Benti Bulgarelli proprio in questi ultimi anni della carriera, quarantenne: braccia e mani di una donna matura, sguardo “di spirito”, lineamenti del viso un po’ marcati, piglio energico, non molto raffinata: una discussa avvenenza, ma un fascino irresistibile, se Giuseppe Riva la definì “la maga Circe”. La virtuosa era dotata di una voce particolare e di una grande espressività; la sua eccezionale padronanza della scena, le doti di recitazione, la forte personalità che calamitava l’attenzione ci parlano di una cantante-attrice che imponeva la sua fascinazione seduttiva a dispetto delle attrattive fisiche e oltre lo spazio e il ruolo a lei assegnati. Le sue tonalità espressive coprivano le sfumature della decisione volitiva e del contrappunto ironico fino all’ira, ma erano altrettanto efficaci nelle modulazioni più sensuali e nelle diverse manifestazioni patetiche ed emozionali.

Il poeta che continuò a darle ‘voce’ fu il giovane Metastasio e senza nulla togliere al grande virtuoso della parola e della affettività scenico-musicale, conoscitore delle pieghe riposte dell’animo umano e delle sfumature poetiche per esprimerle, sostiene la Candiani che non fu una collaborazione alla pari: se la Benti Bulgarelli fu ispiratrice del Metastasio nella creazione di personaggi come Viriate, come Didone o Emira, non fu il poeta a inventare il suo ruolo: lei – la Romanina – era già in scena, sul teatro e nella vita, da oltre vent’anni, e su Maria Anna Garberini Benti Bulgarelli il Metastasio costruì i suoi personaggi di maggior successo.

Il programma prevede arie di Leonardo Vinci; Francesco Feo, Domenico Sarro, Nicola Porpora, ovvero “la meglio gioventù musicale” del secolo luminoso a Napoli, affidate alla voce della giovane Giuseppina Bridelli, mezzosoprano che la Fondazione ha voluto al primo posto nella classifica della penultima edizione del Concorso Internazionale di canto barocco Francesco Provenzale. Con lei l’ensemble Concerto de’ Cavalieri guidato da Marcello Di Lisa, in residenza alla Pietà de’ Turchini dal 2010 per la realizzazione del progetto menzionato, molto attivo e apprezzato sulla scena internazionale.

Biglietti a partire dalle ore 10 presso la biglietteria di palazzo Zevallos Stigliano o nelle prevendite abituali

LE SONATE A QUATTRO MANI DI W. A . MOZART – Rossella Policardo e Basilio Timpanaro

Comunicato stampa Fondazione Pietà de' Turchini

COMUNICATO STAMPA

 Venerdì 10 gennaio 2014 ore 19 Chiesa di Santa Caterina da Siena

LE SONATE A QUATTRO MANI DI W. A . MOZART

Sonates pour le Clavecin ou Forte-piano”

Il 2014 si apre per la Fondazione nel segno di Mozart, con una coppia di artisti di grande talento : Rossella Policardo e Basilio Timpanaro, l’una allievo dell’altro. Il primo titolare della cattedra di Clavicembalo e Tastiere storiche presso il Conservatorio “V. Bellini” di Palermo, ha svolto attività concertistica con diversi gruppi, tra cui l’Orchestra Barocca Siciliana, “Les Elements”, lo Studio di musica antica “A. Il Verso” di Palermo, l’ Ensemble “Elyma” di Ginevra, realizzando diverse incisioni discografiche (tra cui l’integrale delle opere di C. Monteverdi sotto la direzione di G. Garrido), alcune delle quali hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti della critica internazionale: Diapason d’Or, Premio Vivaldi, Gran Prix du Disque . Un suo CD, con brani solistici di J. H. d’Anglebert, è di imminente realizzazione nel 2014 dalla casa discografica olandese Brilliant. Rossella Policardo, nata a Palermo nel 1990, si è formata con Basilio Timpanaro, ma ha già al suo attivo, nonostante la giovanissima età, molteplici esperienze: “Associazione per la Musica antica Antonio il Verso” di Palermo, “Settimane Barocche” di Brescia, “Musica antica a Villa Reale” di Monza, “Pavia barocca” e “Fondazione Royaumont” (Francia).

Premiata al Concorso europeo di Clavicembalo e Basso Continuo “Gianni Gambi”, svoltosi a Pesaro nel marzo 2011, ha vinto le selezioni per la partecipazione all’Orchestra Barocca Europea (EUBO) per il tour 2011, con concerti in tutta Europa, ed è stata nuovamente chiamata a farne parte per il 2013. Dal 2012 è membro dell’ensemble barocco “Talenti Vulcanici” della Fondazione Pietà de’ Turchini con la direzione di Stegfano Demicheli ed Emanuele Cardi.

Il programma presenta, accanto ad alcune tra le più famose “sonate” a quattro mani, anche il delizioso Andante con Variazioni KV 501 e la Fantasia in fa m KV608; quest’ultimo brano, capolavoro maturo, originariamente scritto per un organo-orologio automatico, si adatta perfettamente al cembalo con il suo  drammatico contrasto tra le sezioni tipo ouverture e quelle fugate. Le prime edizioni delle sonate di Mozart, comprese quelle per violino e pianoforte, portano spesso l’indicazione “Sonates pour le Clavecin ou Forte-piano”. D’altra parte frequentissimo all’epoca è l’uso di un termine come Klavier, che indica una generica destinazione per strumento a tastiera; senza dire poi che la sonorità e le tecniche esecutive del fortepiano di fine settecento si avvicinano più a quelle del clavicembalo che del moderno pianoforte.

Se da un certo punto in poi della produzione mozartiana la destinazione pianistica appare chiara, al di là del titolo, dal tipo di scrittura e di indicazioni dinamiche, sicuramente per una buona parte della prima produzione sonatistica l’esecuzione al clavicembalo non solo è perfettamente pertinente e filologica ma anche di sicuro effetto musicale.

Ciò è particolarmente vero proprio per le sonate a quattro mani, genere di cui Mozart può essere considerato il creatore. Questo repertorio, infatti, con la sua scrittura che mira a ricreare sonorità più “sinfoniche” rispetto alla più intima sonata solistica, cercando anche spesso di riprodurre la dialettica di solo e tutti, trova una perfetta realizzazione sonora nella differenziazione di piani sonori possibile grazie alle due tastiere del clavicembalo.

Biglietti da 7 a 10 € mezz’ora prima del concerto o nelle prevendite abituali.

indo@turchini.it 081402395

 

ufficio stampa Federica Castaldo