Le “Cantate napoletane per la notte sacra” per celebrare la riapertura della Chiesa delle Donne della Certosa e Museo di San Martino

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Le “Cantate napoletane per la notte sacra” per celebrare la riapertura della Chiesa delle Donne della Certosa e Museo di San Martino

 Giovedì 13 dicembre, ore 18.00

Chiesa interna del cortile monumentale

della Certosa di San Martino
Largo S. Martino 5, Napoli


Giovedì 13 dicembre alle ore 18.00 nella Chiesa interna del cortile monumentale della Certosa di San Martino (Largo S. Martino 5, Napoli) 
la Fondazione Pietà de’ Turchini, in collaborazione con la Soprintendenza del Polo Museale e gli amici del Museo di San Martino, presenta “Cantate napoletane per la notte sacra”, il programma che omaggia la tradizione delle composizioni per l’Avvento e la Natività a firma dei grandi maestri della Scuola Musicale Napoletana nel “secolo d’oro” di questa, tra il Seicento e il Settecento. Le “Cantate” saranno interpretate dal soprano Roberta Mameli, accompagnata dall’ensemble creato e prodotto dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, quello dei “Talenti Vulcanici” (Monika Toth e Karolina Habalo ai primi violini, Alessia Pazzaglia, Katarzyna Solecka, Rudolf Balazs e Andrea Beatriz Lizzaraga ai secondi violini; Simone Pirri e Filippo Bergo alle viole; Catherine Jones e Karolina Szewczykowska ai violoncelli; Elisa La Marca alla tiorba; Nicola Dal Maso al contrabbasso e Marco Crosetto all’ organo) diretto dal clavicembalista Stefano Demicheli.

Ingresso libero su invito. Per informazioni

081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it


«Numerose sono le istituzioni partenopee che, soprattutto tra il Seicento e i Settecento si fanno promotrici di sontuosi uffici sacri. – spiega il musicologo Paologiovanni Maione, membro del comitato scientifico della Fondazione Pietà de’ Turchini. E nell’ambito del fitto calendario liturgico di Napoli, le ricorrenze dell’Avvento e della Natività occupavano un posto di rilevanza tale da richiedere, alle realtà promotrici, religiose e non, un particolare sforzo in magnificenza delle composizioni musicali e degli allestimenti, come ad esempio le macchine presepiali. Ma soprattutto, l’ammaliante catechesi “scenica” tipica di Partenope attinge, senza alcuna remora, alle soluzioni drammatiche appartenenti, per intonazione e vocazione, ad altri generi. Nel caso del Natale – aggiunge Maione – è l’intera città che partecipa alla data memorabile, e alle stradali novene per l’avvento del Salvatore fanno da contraltare i sofisticati “concerti” spirituali. La pia semplicità – complessa quanto mai nelle intenzioni e negli esiti – si racchiude nell’ispirata operazione promossa da Alfonso Maria de’ Liguori – destinato agli onori degli altari per il suo alto magistero – nelle due “canzoncine” per la natività che rispettivamente soddisfano la lingua “unificante” con Tu scendi dalle stelle e quella nazionale con Quanno nascette ninno, toccando in tal modo i cuori dell’intera umanità con quella “tenerezza” propria destata dalla umile iconografia della celestiale natività».

 

Da Alessandro Scarlatti all’ Alfonso Maria de Liguori della nenia-capolavoro “Quando nascette Ninno”, e ancora Francesco Manfredini, Giacomo Maraucci, Angelo Ragazzi, Francesco Provenzale, non c’è dunque maestro di cappella che non si sia cimentato con musiche destinate ai servizi del Natale ricorrendo a tutti quei modelli stilistici e formali in voga, senza dimenticare quell’allure timbrica e strutturale apportatrice di chiare ascendenze pastorali. Ritmi ternari, andamenti lenti e legati, melodie semplici e idilliache contraddistinguono un repertorio che ancora oggi suggestiona gli ascoltatori di qualsiasi latitudine conducendoci idealmente ad abitare i colorati percorsi presepiali battuti da avi che non disdegnavano di affollare, “oleograficamente”, la Betlemme “immaginaria” in cui era la bella Partenope ad essere la cuna ideale del Redentore abitata da un’umanità̀ riconoscibilissima in cui trovavano diritto di cittadinanza anche i demoni e le maschere.

 

Fondazione Pietà de’ Turchini
“Cantate napoletane per la notte sacra”
Roberta Mameli, soprano
Ensemble “Talenti vulcanici”
Stefano Demicheli, clavicembalo, direzione

Programma:

Francesco Manfredini (1684-1762)
Concerto grosso Pastorale per il Santissimo Natale op.3 n.12 in do maggiore
Largo, Largo, Allegro

Giacomo Maraucci (sec. VIII)
Cantata pastorale per soprano con strumenti in do maggiore
Allegretto grazioso, Allegretto, Larghetto

Angelo Ragazzi (1680-1750)
Sonata a 4 XII op. 1 in sol maggiore “Pastorale” per archi e basso continuo
Apparizione (recitativo), Andata (Allegro), Adorazione (Vivace), Canzona, Ritornata (Allegro), Allegro

Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Cantata pastorale per la nascita di Nostro Signore “O di Betlemme altera” in la maggiore per soprano, due violini, viola e basso continuo

Francesco Provenzale (1624-1704)
Per la nascita del verbo per soprano e basso continuo

Alfonso Maria de Liguori (1696-1787)
La Santa Allegrezza, tarantella per la Natività di Nostro Signore
Arrangiamento di Alessandro Quarta

Alfonso Maria de Liguori (1696-1787)
Quando nascette Ninno. Arrangiamento di Alessandro Quarta*

*brano dedicato a Stefano Demicheli e Francesca Aspromonte


Fondazione Pietà de’ Turchini
Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
345 59 96 167
351 01 78 836
rosacriscitiello@gmail.com

Il fine settimana dell’Immacolata è all’insegna della musica sulle antiche corde d’Italia, tra Venezia, Roma e Napoli: per “Note d’Altrove”, il violoncello di Catherine Jones con il clavicembalo di Stefano Demicheli, gli archi e l’organo dell’Ensemble Giardino di Delizie e le cantate romanesche, con liuti e colascioni, dell’Ensemble Mare Nostrum

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Il fine settimana dell’Immacolata è all’insegna della musica sulle antiche corde d’Italia, tra Venezia, Roma e Napoli: per “Note d’Altrove”, il violoncello di Catherine Jones con il clavicembalo di Stefano Demicheli, gli archi e l’organo dell’Ensemble Giardino di Delizie e le cantate romanesche, con liuti e colascioni, dell’Ensemble Mare Nostrum


Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

Venerdì 7 dicembre ore 20.30
Catherine Jones,
Stefano Demicheli

Viaggio da Venezia a Napoli sulle corde di un violoncello


Sabato 8 dicembre ore 18

Ensemble Giardino di Delizie
Essere Corelli

Domenica 9 dicembre ore 12
Ensemble Mare Nostrum
Il Canto di Roma

Per il fine settimana dell’Immacolata, la Fondazione Pietà de’ Turchini, presenta, nell’ambito della stagione musicale “Note d’Altrove” una tre giorni di musica sulle antiche corde d’Italia, per raccontare il dialogo tra Napoli, Roma e Venezia tra Sei e Settecento.

La Chiesa di Santa Caterina da Siena (Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli) ospiterà, venerdì 7 dicembre alle 20.30, la violoncellista australiana Catherine Jones insieme con il clavicembalista Stefano Demicheli, direttore dell’ensemble “Talenti Vulcanici” prodotto dalla Pietà de’ Turchini, per interpretare “Viaggio da Venezia a Napoli sulle corde di un violoncello”. Il programma riflette sullo sviluppo dello strumento ad arco, soprattutto grazie alle scritture dei veneziani Benedetto Marcello e Antonio Vivaldi, ma pure dei napoletani Francesco Alborea, detto Francischiello, Andrea Caporale, Pasquale Pericoli, Francesco Paolo Scipriani e Salvatore Lancetti.

Ingresso a pagamento. Per informazioni

081402395, coordinamento@turchini.it

Note di sala e dettaglio dei programmi: www.turchini.it

Biglietto unico € 5,00

Biglietti disponibili sul circuito online o in prevendita presso

Concerteria, via Schipa 23
MC Revolution, via Palermo 124
o al botteghino mezz’ora prima del concerto

 

Sabato 8 dicembre alle 18, la formazione tutta al femminile “Ensemble Giardino di Delizie” (Katarzyna Solecka, violino, Ewa Augustynowicz, violino, Cristina Vidoni, violoncello, Elisabetta Ferri, organo) suonerà “Essere Corelli”, il programma che ripercorre l’esperienza barocca dei compositori attivi nella Roma del primo Seicento, a cominciare dal genio ravennate Arcangelo Corelli, antesignano del linguaggio orchestrale e violinistico del primo Settecento in tutta l’Europa.

Ingresso libero

 

Domenica 9 dicembre alle 12, l’Ensemble Mare Nostrum (Furio Zanasi, baritono; Simone Vallerotonda, arciliuto, chitarra, tiorba e chitarra barocca; Lucia Adelaide Di Nicola, clavicembalo), diretto da Andrea De Carlo, propone “Il Canto di Roma”, in collaborazione con il Festival Alessandro Stradella di Viterbo, viaggio musicale nella vocalità nella capitale dal Medioevo al Rinascimento, e fino al Barocco, tra scritture per le celebrazioni e stornelli popolareschi.

Biglietto unico € 5,00

Biglietti disponibili sul circuito online https://bit.ly/2SYMVb5 o in prevendita presso

Concerteria, via Schipa 23

MC Revolution, via Palermo 124

o al botteghino mezz’ora prima del concerto

Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it


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Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
345 59 96 167
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Ensemble Villancico in “Serenissima una noche”: la prima data assoluta in Italia del concerto che svela il repertorio di musiche sacre e profane e di danze dell’America latina, tra tradizione del rinascimento europeo, canti natalizi in castigliano, tonadilla e negrinho afro-cristiano

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Ensemble Villancico in “Serenissima una noche”: la prima data assoluta in Italia del concerto che svela il repertorio di musiche sacre e profane e di danze dell’America latina, tra tradizione del rinascimento europeo, canti natalizi in castigliano, tonadilla e negrinho afro-cristiano

Martedì 4 dicembre ore 20.30
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli


Martedì 4 dicembre alle ore 20.30 nella Chiesa di Santa Caterina da Siena (Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli),
 la Fondazione Pietà de’ Turchini ospita la prima esibizione assoluta in Italia di Ensemble Villancico, tra le più importanti formazioni al mondo nell’interpretazione delle musiche e danze antiche dell’America Latina, diretto dal musicologo e revisore danese Peter Pontvik. Ensemble Villancico suonerà l’unica data italiana di “Serenissima una noche”, il concerto che rivela la musica del Rinascimento e del Barocco proveniente dagli antichi codici degli archivi di cattedrali e istituti dell’America centro-meridionale, ricostruiti e trascritti dall’ensemble. Il programma offre pagine dal repertorio sacro e canzoni profane, forme abbinate alla danza e ulteriori espressioni affini al genere, quali la spagnola tonadilla, di matrice teatrale, o il negrinho afro-cristiano.

Ingresso a pagamento. Per informazioni

081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it

 

«Il repertorio di “Serenissima una noche” rappresenta alla perfezione l’idea che anima la nostra stagione musicale e il motivo per il quale abbiamo deciso di intitolarla “Note d’Altrove”. –spiega Mariafederica Castaldo, direttrice artistica della Fondazione Pietà de’ Turchini – Il lavoro dell’Ensemble Villancico e di Peter Pontvik riscopre infatti l’incontro tra la musica europea antica e le musiche tradizionali dei luoghi del mondo nei quali essa è arrivata, e con le quali si è contaminata. In questo caso, si tratta dell’approdo nel Nuovo Mondo della musica spagnola, quella “colta”, ma pure del villancico (diminutivo di villano, rustico, contadino), canto popolare natalizio in castigliano, e ancora, ad esempio, della tonadilla, sorta di opera popolare dalla quale deriva la zarzuela, e del negrinho, canto di preghiera degli schiavi convertiti. Tutte queste musiche hanno variamente incontrato i patrimoni di musiche e danze popolari di Ecuador, Messico, Perù, Bolivia, Panama, Cile, Guatemala e Colombia, creando combinazioni uniche».

L’Ensemble Villancico, danese, è composto dai soprano Jessica Bäcklund e Helena Wall Ströberg, Dan Johansson, controtenore e cembalista, il contralto Charlotta Hedberg, i tenori Love Tronner e Emanuel Roll, il baritono Yamandú Pontvik, il basso Erik Arnelöf. E gli strumentisti: Markus Ström ai flauti dolci, Karl Nyhlin alla chitarra barocca, Magdalena Mårding alla viola da gamba e Tomas Lindberg alla percussione. Infine, i ballerini Daniela Pontvik Valero e Niklas Blomqvist alla danza barocca. La formazione ha al suo attivo sette album e ha ricevuto, con “Hyhyhy – il nuovo libro della giungla del barocco” la nomina per il Grammis Recording Prize svedese.

Peter Pontvik, musicologo, si è formato in direzione di coro in Uruguay, e composizione al Royal College of Music di Stoccolma, in Svezia, nonché sotto Wolfgang Rihm al Karlsruhe State College of Music, Germania. Nel campo della musica antica ha studiato con Hans-Georg Renner. Le composizioni di Pontvik, profonda e inedita esplorazione del patrimonio della musica antica dell’America Latina, includono “Candombe” per orchestra di fiati, “Sagitra” per coro e “Missa Brevis”. Fondatore  dell’Ensemble Villancico nel 1995, ne è il direttore artistico. È anche il fondatore e il direttore artistico del Stockholm Early Music Festival dal 2002, è stato presidente del REMA (European Early Music Network) dal 2011 al 15 e attualmente è il presidente di NORDEM (Nordic Early Music).

 

Fondazione Pietà de’ Turchini

Ensemble Villancico
Peter Pontvik, direttore

“Serenissima una noche”

 

Ingresso a pagamento.

Biglietto intero € 10,00 | Biglietto ridotto € 7,00* Biglietto under 30 € 5,00 | Ingresso gratuito under 14, *over 60, Soci Fai, Feltrinelli Card, Wine&theCity Card, Artecard, Associati Distretto Culturale Siti Reali

Biglietti disponibili sul circuito online https://bit.ly/2SYMVb5 o in prevendita presso

Concerteria, via Schipa 23
MC Revolution, via Palermo 124
o al botteghino mezz’ora prima del concerto

Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it
Programma:

Oy nuestra Reyna del cielo - Anonimo, Codice Ibarra, 1680, Ecuador
(Trascrizione: Peter Pontvik)

*
Una tonadilla nueva - Anonima, Codice Ibarra , 1680, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

Maria todo es Maria – Anonimo, registrato in 1713 per Amedée François Frézier, Peru/Chile

Baile del chimo, Anonyma, Codice Martínez Compañón, Peru 1783-85
(Trascrizione: Peter Pontvik – coreografia: Kaj Sylegård/Daniela Valero)

*
Vamos a Belén - Anonima, Biblioteca Nazionale Sucre, Bolivia, secolo XVIII
(Trascrizione: Peter Pontvik)

Sagales a prisa - Anonima, Collezione Ascencio Pauta, Siglos XVIII/XIX, Loja, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

Si el amor se quedare dormido - Juan de Araújo, 1646-1712, Bolivia/Panama
(Trascrizione: Robert Stevenson)

 

Vamos todos a ver - Joseph Hortuño, ?-1722, Anonimo, Codice Ibarra, 1680, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik) 

*

Xácaras por primer tono di “Luz y Norte Musical” - Lucas Ruiz de Ribayaz (1626-?, attivo 1677 in Peru)Spagna/Peru (Coreografia: Kaj Sylegård/Daniela Valero)

Salve Regina - Gutierre Fernández Hidalgo, aprox. 1547-1623, Archivio della Cattedrale di Bogotá, Colombia, (Transcr: Robert Stevenson)
Curi muyito - Tradizionale, Secolo XVIII, Ecuador (Transcr: Juan Mullo)
Los coflades de la estleya - Juan de Araújo, Sucre-Peru-Panama 1646-1712 (Trascrizione: Robert Stevenson) 

Negrinho tiray vós la – Gaspar Fernandes, apross. 1570-1629, Messico
(Transcr: Aurelio Tello)

Canción de una pastorita al Niño Dios – Anonimo, Collezione Ascencio Pauta, Secoli XVIII/XIX, Loja, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

Canción de un negro al Señor Dios – Anonimo, Collezione Ascencio Pauta, Secoli XVIII/XIX, Loja, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

Gaytas y zarambeques (da “Luz y Norte Musical”) Lucas Ruíz de Ribayaz, España 1626-?, documentato en 1677, in Perú . (Coreografia: Kaj Sylegård/Daniela Valero)

*

La chacona me piden, vaya - Manuel Blasco, 1628-1697, attivo 1683-1695 in Quito – Codice Ibarra, 1680, Ecuador (Trascrizione: Peter Pontvik)

 

Serenissima una noche – Fray Gerónimo Gonzáles, apross 1633, Spagna/Messico

Tambalagumbá – Juan Gutiérrez de Padilla, apross. 1590 – 1664, Puebla, Messico

(Trascrizione: Ricardo Henríquez)


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Il mandolino a Napoli nel Settecento: la due giorni di confronto tra esperti e musicisti per riscoprire lo strumento simbolo della tradizione partenopea. In scena l’Ensemble Galanterie a Plettri diretto da Mauro Squillante

Comunicato Stampa

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Fondazione Pietà de’ Turchini

Kungl Vitterhetsakademien (Svezia)

presentano

Il mandolino a Napoli nel Settecento: la due giorni di confronto tra esperti e musicisti per riscoprire lo strumento simbolo della tradizione partenopea. In scena l’Ensemble Galanterie a Plettri diretto da Mauro Squillante

Convegno
Venerdì 30 novembre dalle 14 alle 21.30
Sabato 1 dicembre dalle 9 alle 14
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

Concerto
Venerdì 30 novembre ore 20
Ensemble Galanterie a Plettri
“Musica da camera per mandolini dalla collezione Gimo”
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

Concerto
Sabato 1 dicembre ore 13.15
Solisti dell’Ensemble Galanterie a Plettri
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli


Una preziosa due giorni di musica e confronti tra studiosi, musicisti e pubblico, dedicata allo strumento simbolo della musica napoletana: il mandolino. Venerdì 30 novembre dalle ore 14 alle ore 21.30 e sabato 1 dicembre dalle ore 9 alle ore 14, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, la Fondazione Pietà de’ Turchini e la Kungl Vitterhetsakademien (Svezia) organizzano il convegno “Il mandolino a Napoli nel Settecento”, presso la chiesa di Santa Caterina da Siena (via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli). L’appuntamento è promosso da Alma Mater Studiorum-Università di Bologna e Kungl Vitterhetsakademien (Svezia), in collaborazione con il Conservatorio di Napoli, Il Conservatorio di Salerno e l’Accademia Mandolinistica Napoletana. Due sono i concerti che avranno luogo nei giorni del forum. Venerdì 30 novembre alle ore 20, l’Ensemble Galanterie a Plettri diretto da Mauro Squillante suonerà, presso la chiesa di Santa Caterina da Siena, la “Musica da camera per mandolini dalla collezione Gimo”. Sabato 1 dicembre dalle ore 13.15 si esibiranno invece i Solisti dell’Ensemble Galanterie a Plettri. Ingresso gratuito. Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it e  www.mandolinonapoli700.com

Le Giornate di Studio “Il mandolino a Napoli nel Settecento” sono promosse con l’obiettivo di raccogliere e far dialogare tra loro e con il pubblico alcuni tra i maggiori esperti del mandolino napoletano e della musica napoletana del ‘700, per riportare alla luce uno strumento e un repertorio importanti per la storia musicale, culturale e sociale del XVIII secolo. L’evento nasce nell’ambito del progetto omonimo, coordinato dall’Università di Bologna, l’Università di Uppsala e l’Accademia Mandolinistica Napoletana, ed è il primo di tre appuntamenti che verranno realizzati nei prossimi anni, dopo Napoli, a Bologna e a Uppsala. Sono previsti gli interventi di Anna Rita Addessi, Lars Berglund, Rosa Cafiero, Domenico D’Alessandro, Raffaele Di Mauro, Massimiliano Essolito, Cesare Fertonani, Chiara Lijoi, Paologiovanni Maione, Francesco Nocerino, Anna Maria Rao, Davide Rebuffa, Renato Ruotolo, Pasquale Scialò, Francesca Seller, Rosa Smurra, Paul Sparks, Mauro Squillante, Lucio Tufano, Stefano Valanzuolo. Mentre il comitato scientifico che ha prodotto il dibattito è composto da Anna Rita Addessi (Università di Bologna), Lars Berglund (Università di Uppsala), Mariafederica Castaldo (Fondazione Pietà de’ Turchini), Paologiovanni Maione (Conservatorio di Napoli) e Mauro Squillante (Conservatorio di Salerno).

L’Ensemble Galanterie a Plettri (Mauro Squillante, Anna Rita Addessi, Andrea Benucci, Margriet Greydanus, Davor Krkljus, Pietro Marchese, Elena Parasacco ai mandolini storici, Leonardo Massa al violoncello storico, Raffaele Vrenna al clavicembalo) è diretto da Mauro Squillante, considerato uno dei massimi specialisti negli strumenti antichi a plettro (mandolini e mandole, mandolone, colascioni, cetra), sul cui repertorio conduce una costante attività di ricerca. La formazione si dedica all’interpretazione storicamente informata di musiche per mandolino napoletano del Settecento, utilizzando esclusivamente mandolini e strumenti storici, originali o copie di modelli settecenteschi.


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Les Cris de Paris, per la prima volta in Italia grazie alla collaborazione della Fondazione Nuovi Mecenati.  “Melancholia”, questo il titolo del concerto proposto in matinée, rilettura contemporanea del sentimento che ispirò il madrigale, tra Carlo Gesualdo e Samuel Beckett con un’anteprima di un brano di Paolo Perezzani previsto in prima assoluta per il festival Milano Musica.

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Les Cris de Paris, per la prima volta in Italia grazie alla collaborazione della Fondazione Nuovi Mecenati.  “Melancholia”, questo il titolo del concerto proposto in matinée, rilettura contemporanea del sentimento che ispirò il madrigale, tra Carlo Gesualdo e Samuel Beckett con un’anteprima di un brano di Paolo Perezzani previsto in prima assoluta per il festival Milano Musica.


Domenica 25 novembre ore 11.30
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli


Domenica  25 novembre alle ore 11.30 presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena (Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli),
 la Fondazione Pietà de’ Turchini ospita la prima esibizione assoluta in Italia di Les Cris de Paris, il laboratorio polivocale francese diretto da Geoffroy Jourdain, per l’unica data italiana del concerto di “Melancholia” (Harmonia Mundi, 2018), ultimo album della formazione vocale e strumentale che indaga le contaminazioni tra la musica del Rinascimento e la sensibilità contemporanea, grazie alla collaborazione della Fondazione Nuovi Mecenati. Ingresso a pagamento. Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it

 

In programma l’esecuzione in anteprima della composizione di Paolo Perezzani, mantovano classe 1955, che con “What is the Word”, commissionato dal Festival Milano Musica, dove sarà eseguito in prima assoluta, omaggia l’omonima, ultima opera poetica di Samuel Beckett, l’autentico “ultimo nastro di Krapp” del genio irlandese, speculazione densissima e struggente sull’inafferrabilità della parola. Senza soluzione di continuità, i dieci cantanti de Les Cris de Paris suoneranno poi gli estratti da “Melancholia”, a completare la riflessione, trasversale ai secoli e alle temperie, sul senso della melancolìa, intesa soprattutto come sentimento di dolorosa tensione e irreparabile perdita. Figura ispiratrice di questa parte del progetto è Carlo Gesualdo che, in preda al terrore e al senso di colpa, incarna da solo tutta questa parte oscura ed enigmatica delle ultime ore del Rinascimento musicale. Come lui, Orlando Gibbons, William Byrd o Luca Marenzio, hanno favorito l’espressione di malinconia per scrivere mottetti e madrigali sorprendentemente moderni, laboratori di armonie e audacie vocali.

 

Fondazione Pietà de’ Turchini

Les Cris de Paris

Geoffroy Jourdain, direttore

“Melancholia”

Domenica 25 novembre ore 11.30

Chiesa di Santa Caterina da Siena

Via Santa Caterina da Siena, 38, Napoli

 

Ingresso a pagamento.

Biglietto intero € 10,00 | Biglietto ridotto € 7,00* Biglietto under 30 € 5,00 | Ingresso gratuito under 14, *over 60, Soci Fai, Feltrinelli Card, Wine&theCity Card, Artecard, Associati Distretto Culturale Siti Reali

Biglietti disponibili sul circuito online https://bit.ly/2SYMVb5 o in prevendita presso

Concerteria, via Schipa 23

MC Revolution, via Palermo 124

o al botteghino mezz’ora prima del concerto

Per informazioni 081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it
Programma:

Paolo Perezzani (1955): What is the Word (omaggio a Samuel Beckett) (2018) Commande Festival Milano Musica
Da “Melancholia”:

Carlo GESUALDO (v. 1560-1613) O vos omnes a 5 / Tristis est anima mea a 6
John WILBYE (1574-1638) Draw on sweet night a 6 / O wretched man a 5
Pomponio NENNA (1556-1608) La mia doglia s’avanza a 4
Orlando GIBBONS (1583-1625) What is our life a 5
Luca MARENZIO (1553-1599) Crudele acerba a 5
William BYRD (1543-1623) Tristitia et anxietas (prima pars) a 5


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