La Fondazione Pietà de’ Turchini a Napoli Città Libro

“Niccolò Jommelli, Le stagioni” è il titolo dell’evento di presentazione della Turchini Edizioni e della collana discografica “Protagonisti e Miti della Scuola Musicale di Napoli”, realizzata in collaborazione con l’etichetta Arcana del gruppo Outhere.  

Saranno presenti lo storico della musica PaologiovanniMaione, il fotografo Mimmo Jodice, autore delle copertine da collezione degli album, e il violoncello diManuela Albano

Modera il critico musicale de Il Mattino, Stefano Valanzuolo


Giovedì 24 maggio ore 17

Sala del Chiostro Open

Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore

vico S. Domenico Maggiore 18, Napoli

 

 

La Fondazione Pietà de’ Turchini sarà presente a Napoli Città Libro, prima edizione del Salone del Libro e dell’Editoria di Napoli, che aprirà le sue porte dal 24 al 27 maggio 2018. “Niccolò Jommelli, Le stagioni” è il titolo dell’evento, giovedì 24 maggio alle ore 17 (Sala del Chiostro Open, Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, vico S. Domenico Maggiore 18, Napoli) nell’ambito del quale la Fondazione Pietà de’ Turchini presenterà la sua casa editrice, Turchini Edizioni, e la collana discografica “Protagonisti e Miti della Scuola Musicale di Napoli”,realizzata in collaborazione con l’etichetta Arcana del gruppo Outhere.

Saranno presenti il fotografo Mimmo Jodice, autore dei suggestivi scatti che fanno da copertine agli album, Paologiovanni Maione, membro del comitato scientifico della Fondazione Pietà de’ Turchini e storico della musica e dell’estetica musicale presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, e la direttrice artistica della Fondazione Pietà de’ Turchini, Mariafederica Castaldo. Modera il dibattito il critico musicale de Il Mattino, Stefano Valanzuolo, mentre la violoncellista Manuela Albano eseguirà dal vivo la Sarabanda dalla prima suite, il Preludio dalla prima suite e la Sarabanda dalla quinta suite di Johann Sebastian Bach. La Fondazione Pietà de’ Turchini sarà presente con il suo stand a Napoli Città Libro giovedì 24 maggio dalle ore 16 e da venerdì 25 dalle ore 10 alle ore 20, mentre domenica 27 maggio la chiusura è prevista per le 18. I biglietti sono acquistabili sul posto o su

www.napolicittalibro.it

 

“Niccolò Jommelli, Le stagioni” è il titolo dello studio monografico, promosso dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, dall’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dal Comune di Aversa, con la direzione scientifica di Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione, che ha sancito la conclusione delle celebrazioni per il trecentesimo anniversario della nascita dell’illustre musicista aversano, caduto nel 2014. Un anno di conferenze internazionali e una lunga fase di approfondimento delle scoperte storiche e scientifiche hanno infine portato alla realizzazione di questo straordinario volume, certamente una pietra miliare della riflessione musicologicasull’eredità della Scuola Musicale Napoletana.

 

«“Niccolò Jommelli, Le stagioni” è il frutto di una collaborazione internazionale nata dal coordinamento con il Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria, la Fondazione Pietà de’ Turchini, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, il Comune di Aversa e il progetto Divino Sospiro di Lisbona. – spiega lo storico della musica Paologiovanni Maione – Lo studio raccoglie i contributi dei maggiori studiosi del Settecento europeo. La scelta metodologica è stata quella dell’interdisciplinarietà, con l’incrocio, coerente ma sfidante, della Storia, della Storia dell’Arte, oltre che naturalmente della Musicologia e Storia della Musica, nel segno della ricostruzione della variegata curva della vita e dell’evoluzione artistica del compositore di Aversa, nonché del suo apporto, fondamentale quanto meno noto di altri, nel processo di rinnovamento drammaturgico del Melodramma, di certo non inferiore a quello operato negli stessi anni a Vienna da Christoph Willibald Gluck».

 

Fondata nel 2003, la Turchini Edizioni si connota per lo spiccato interesse nel campo delle discipline della musica e dello spettacolo, attraverso la pubblicazione di saggi, edizioni critiche di partiture, volumi miscellanei su tematiche afferenti ai vari aspetti delle arti della scena. L’idea fondante deriva dalla consapevolezza che la valorizzazione del patrimonio musicale e teatrale napoletano, soprattutto quello relativo ai secoli XVII e XIX, sia essenziale e funzionale ad una maggiore comprensione e valorizzazione di fenomeni di altri centri europei ed extraeuropei, con cui Napoli da sempre ha dialogato. Ulteriore caratteristica è quella di avere privilegiato motivi e protagonisti della scena e della vita musicale finora poco sondati.
Tra i progetti più ambiziosi e di ampio respiro, si segnalano la realizzazione della collana di volumi dal titolo “La Storia della musica e dello spettacolo a Napoli dal Cinquecento al Novecento”, con particolare riferimento alla realizzazione del terzo volume dedicato al Settecento, a cura di Paologiovanni Maione e Francesco Cotticelli, e il progetto di pubblicazione dell’opera omnia di Francesco Provenzale. Ai piani editoriali di partiture e saggi si affiancano i progetti di digitalizzazione dei giacimenti bibliografici e archivistici quali, ad esempio, quello che riguarda la librettistica della commedia settecentesca per musica, in via di completamento. Tra le iniziative più recenti vi è inoltre una collana dedicata alla didattica e alla divulgazione di metodi e strumenti pedagogici funzionali alla diffusione della musica anche tra i principianti.

 

«La Turchini Edizioni nasce per garantire spazio alle pubblicazioni in grado di analizzare, con metodologie corrette e un opportuno equilibrio tra la saggistica e divulgazione, la ricchissima e secolare esperienza dei palcoscenici napoletani, allora come oggi immagine vivida e positiva delle energie e del talento di un intero territorio. – spiega Mariafederica Castaldo, direttrice artistica della Fondazione Pietà de’ Turchini – Tuttavia, l’alta qualità scientifica delle nostre iniziative assicura ai volumi della Turchini Edizioni una circolazione che si estende ben oltre i confini territoriali e nazionali, grazie soprattutto alla rete di interlocutori di rango e centri di ricerca internazionali. Oltre al volume su Jommelli abbiamo pubblicato, sempre nel 2017, la partitura inedita, a cura di Gaetano Pitarresi, de “Gli Orti Esperidi – Componimento drammatico in due parti”, composta da Nicola Porpora a Napoli nel 1721. Di prossima presentazione la doppia operazione di “Musica in Purgatorio”, con un volume critico, a cura di Giacomo Sances, dedicato alla vita musicale nella chiesadi Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco dalla fondazione alla fine del XVIII secolo, al quale si affiancherà l’edizione, a cura di Emanuele Cardi e con l’apparato storico di Giacomo Sances, delle partiture dei compositori settecenteschi Gennaro e Gaetano Manna, rinvenute proprio negli archivi della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco».
Presso l’evento «Niccolò Jommelli, “Le stagioni”» e lo stand della Fondazione Pietà de’ Turchini a Napoli Città Libro sarà inoltre possibile conoscere e acquistare “Protagonisti e Miti della Scuola Musicale di Napoli”, la collana discografica, a cura della Fondazione Pietà de’ Turchini, realizzata in collaborazione con l’etichetta Arcana del gruppo Outhere.
Il progetto, che può fregiarsi dell’apporto creativo dei leggendari scatti di Mimmo Jodice, cui si deve la scelta di alcune delle sue opere per le copertine dei dischi, ha avuto il suo esordio nel 2015 con la realizzazione del primo CD “Arias for Nicolino”, interpretato dal controtenore Carlo Vistoli, accompagnato dall’Ensemble Talenti Vulcanici diretti dal clavicembalista Stefano Demicheli. “Arias for Nicolino” è dedicato alla produzione, scritta di proposito da geni del calibro di Alessandro Scarlatti, Giovanni Battista Pergolesi e il George Frideric Handel del “Rinaldo”, per la voce di Nicola Grimaldi, nato a Napoli nel 1673 e conosciuto in tutta Europa col diminutivo di “Nicolino”, voce sublime, attore provetto, regista e direttore musicale, antesignano della tradizione controtenorile partenopea prima di Farinelli, Caffarelli e Carestini.

 

A seguire, la pubblicazione di “The Fairy Genius” (Arcana, 2017), con l’Ensemble Aurora di Enrico Gatti, dedicato alla produzione strumentale e al repertorio violinistico napoletano tra il XVII e il XVIII secolo. L’ultima creatura è “Lux in Tenebris” (Arcana, 2017), con la voce solista di Silvia Frigato e l’esecuzione dell’Ensemble Talenti Vulcanici, diretti da Emanuele Cardi, che suonano le musiche settecentesche della liturgia della Settimana Santa composte da Gennaro e Gaetano Manna e da Francesco Feo. In corso di stampa l’album con l’esecuzione dello “Stabat Mater” di Nicola Bonifacio Logroscino, con protagoniste le voci di Giulia Semenzato e Raffaele Pe, accompagnati dall’Ensemble Talenti Vulcanici diretti da Stefano Demicheli. Infine, a settembre 2018, il progetto “Protagonisti e Miti della Scuola Musicale di Napoli” farà tappa ad Alessano, in Salento, per la registrazione del disco dedicato alle cantate da camera intorno al mito di Partenope, con il soprano Naomi Rivieccio e l’Ensemble Talenti Vulcanici diretti da Stefano Demicheli.

“Amori sospirati e amori disperati in commedia”

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

“Amori sospirati e amori disperati in commedia”


Le arie da “La Locandiera” di Pietro Auletta e da “La Finta Vedova” di Nicolò Conforto cantate dal talentuoso mezzosoprano Giuseppina Bridelli con l’Ensemble Galanterie a Plettri

Il concerto chiude il meeting internazionale “Goldoni avant la lettre” promosso a Napoli da ARPREGO (Archivio del Teatro Pregoldoniano)

Venerdì 13 aprile ore 20.30
Chiesa di Santa Caterina da Siena
via Santa Caterina, 76 Napoli

Si chiude con il concerto “Amori sospirati e amori disperati in commedia”, venerdì 13 aprile alle ore 20.30, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena (via Santa Caterina, 76 Napoli), il meeting internazionale “Goldoni avant la lettre”, promosso a Napoli da ARPREGO (Archivio del Teatro Pregoldoniano), insieme con la Fondazione Pietà de’ Turchini, l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, il Conservatorio “S. Pietro a Majella”, l’Università di Santiago di Compostela, l’Istituto Cervantes e la Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti.

L’incontro “Goldoni avant la lettre” ha esplorato i materiali teatrali e musicali e le pratiche attoriali tra Italia, Spagna e Francia negli anni 1650-1750, ai quali si sarebbe poi ispirato Carlo Goldoni, riformatore della Commedia dell’Arte e padre della commedia moderna. È il caso delle arie da “La Locandiera” di Pietro Auletta e da “La Finta Vedova” di Nicolò Conforto, che in “Amori sospirati e amori disperati in commedia” saranno interpretate dal talentuoso mezzosoprano Giuseppina Bridelli, accompagnata dall’Ensemble Galanterie a Plettri, diretto dal mandolinista Mauro Squillante.

Biglietto intero € 10,00 | Biglietto ridotto € 7,00 per gli over 60, under 30, Soci Fai, Feltrinelli Card, Wine&theCity Card, Artecard, Associati Distretto Culturale Siti Reali. Biglietti disponibili sul circuito online azzurroservice.net o al botteghino mezz’ora prima del concerto. Per informazioni 081402395 e coordinamento@turchini.it.
«Nei primi decenni del Settecento, Napoli è un cantiere inesauribile di idee spettacolari che promuove, strenuamente, producendo forme e stili destinati a essere modelli da emulare e declinare». A spiegarlo è Paologiovanni Maione, membro del Comitato Scientifico-Musicologico del Centro di Musica Antica “Pietà de’ Turchini” e docente di Storia della Musica e Storia ed Estetica Musicale presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. «Tra le botteghe più laboriose – prosegue Maione – vi è quella destinata alla produzione delle chellete per musica: la parola napoletana prescelta per i nuovi manufatti indica letteralmente “una qualunque cosa”, offrendo un giusto

riferimento sull’entità del fenomeno delle “commeddeje”, il cui raggio d’azione è assai esteso e poco circoscrivibile».

 

Giuseppina Bridelli, nata a Piacenza nel 1986, si diploma con il massimo dei voti e la lode a soli 21 anni sotto la guida di Maria Laura Groppi. Si perfeziona nel repertorio barocco con Sonia Prina. Nel 2007 vince il Concorso Internazionale As.Li.Co. e debutta nei panni di Despina in “Così fan tutte”, nei Teatri di Brescia, Cremona, Como e Pavia per la direzione di D. Fasolis e la regia di M. Dammacco. Dall’autunno del 2008 entra a far parte della Scuola dell’Opera italiana, presso il teatro Comunale di Bologna. Ha inoltre partecipato Tournèe in Giappone, come Enrichetta ne “I Puritani” e Mercedes in “Carmen”. Intensa anche l’attività nell’ambito della musica da camera e contemporanea: ha interpretato i “Cinque frammenti di Saffo” di Luigi DallaPiccola e i Ruckert Lieder di Mahler al Comunale di Bologna, il monologo“Le bel Indefferent” di M. Tutino e il ciclo “Das Knaben Wunderhorn” di Mahler al 36° Festival della Valle D’Itria. Ha vinto il primo premio al Concorso di canto barocco Fatima terzo di Vicenza, il 2° premio al Concours international de chant baroque de Froville 2012, il 1° premio al Concorso internazionale di canto barocco “F.Provenzale” 2012, e il secondo premio al Moniuszko international singing competition 2013.

 

Mauro Squillante, mandolinista, è considerato uno specialista negli strumenti antichi a plettro (mandolini e mandole, mandolone, colascioni, cetra), sul cui repertorio, organologia e prassi esecutiva conduce una costante attività di ricerca. Diplomato presso il conservatorio Pollini di Padova, ha approfondito i propri studi musicali con Hopkinson Smith e Crawford Young presso la Schola Cantorum Basilensis, Enrico Baiano, Federico Marincola, Emilia Fadini, Edoardo Eguez. Svolge una intensa attività concertistica in Italia ed all’estero esibendosi da solista, in duo col clavicembalista Raffaele Vrenna, in trio con l’arpista Mara Galassi e il soprano Marinella Pennicchi, e con gli ensemble Lirum li Tronc e Scherza l’Alma. Partecipa in qualità di esperto ad un progetto dell’Università di Bologna e dell’Università di Uppsala (Svezia) incentrato sulla ricerca del repertorio mandolinistico del ‘700 napoletano, nell’ambito del quale ha tenuto concerti, conferenze e masterclass a Londra, ospite della Lute Society presso il Royal College, in Ungheria a Budapest presso l’Ambasciata d’Italia, ed in varie città italiane. Tiene inoltre corsi e masterclass presso varie scuole di mandolino in Europa, come quella di Marsiglia (Francia) e di Heerde (Paesi Bassi), e in Giappone (Tokyo), dove annualmente si reca per presentare le proprie uscite discografiche. Numerose le sue collaborazioni con orchestre ed ensemble di musica antica di livello internazionale come il Zefiro Ensemble di Alfredo Bernardini, i Freiburger Barok Orchestrer, la Venice Baroque Orchestra, la Cappella della Pietà dei Turchini, Arte dell’Arco, European Chamber Orchestra, Musica Perduta, Collegium Pro Musica; svolge inoltre la propria attività presso enti lirici quali il Teatro S. Carlo, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Teatro Verdi di Salerno. Fra i Direttori d’orchestra con i quali si è pregiato di collaborare figurano Renè Jacobs, Andrea Marcon, Peter Maag, Louis Bacalov, Antonio Florio, Gabriele Ferro, Alessandro De Marchi. Ha inciso per le case discografiche Stradivarius, Harmonia Mundi, opus 111, Brilliant, Tactus, Felmay – Dunya records, Bongiovanni, Niccolò, Oriente Musik, Vigiesse, Respect Records. Ha effettuato inoltre registrazioni radiofoniche per la RAI e le emittenti radiofoniche e televisive francesi e tedesche. Ha pubblicato per la casa editrice musicale Mnemes – Alfieri e Ranieri Publishing di Palermo e per la casa editrice Santabarbara. E’ Presidente della Accademia Mandolinistica Napoletana, associazione riconosciuta per il proprio fondamentale apporto alla rinascita del mandolino a Napoli; direttore artistico dei Corsi estivi e del Festival mandolinistico che si svolgono annualmente ad Avigliano (PZ). Insegna Mandolino e strumenti a plettro storici nei Corsi di Musica Antica di Urbino organizzati dalla Fondazione Italiana per la Musica Antica. E’ docente di mandolino presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno. Dal 2015 tiene masterclass presso il Musik und Kunst Privatuniversität der Stadt Wien. Infine è componente del Comitato Scientifico del progetto Il Mandolino a Napoli nel XVIII delle Università di Bologna e Uppsala.

 

L’Ensemble Galanterie a Plettri, fondato da Anna Rita Addessi (Università di Bologna), Mauro Squillante (Conservatorio di Salerno) e Pietro Marchese (direttore dell’ Orchestra Infantile Quattrocento di Palermo), nasce a nell’ambito del progetto di ricerca “Il Mandolino a Napoli nel Settecento” e si propone come una nuova formazione strumentale espressamente dedicata all’interpretazione, storicamente informata, di musiche per mandolino napoletano del Settecento, eseguite con l’utilizzo di mandolini e strumenti storici, originali o copie di modelli settecenteschi. La direzione musicale dell’Ensemble è affidata a Mauro Squillante, mandolinista e specialista negli strumenti antichi a plettro.

L’Ensemble Galanterie a Plettri dedica le sue ricerche all’esecuzione di composizioni per  mandolino di autori campani della metà del Settecento, in particolare le composizioni della Collezione Gimo i cui manoscritti, conservati nella Biblioteca “Carolina Rediviva” dell’ Università di Uppsala, furono portati in Svezia da un rampollo di una famiglia svedese di origine ugonotta francese, Jean Lefebure, durante il tour europeo condotto insieme con il precettore Bengt Ferrner, dal 1758 al 1763. I manoscritti della Collezione Gimo rappresentano un esempio brillante del “stile galante” e della cosiddetta Scuola napoletana e di un repertorio squisitamente “urbano”, composto per essere suonato anche da amatori, per “conversazioni tra amici” nelle mura domestiche, o anche per il solo piacere personale. Un tipo di repertorio diffuso, eseguito e ascoltati nelle maggiori capitali Europee dell’epoca, in un’Europa ricca di scambi e illuminata da un’aristocrazia e dalla nascente ricca borghesia artistica e imprenditoriale.


Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini
Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
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“Juxta Crucem Lacrymosa”

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Il concerto “Juxta Crucem Lacrymosa” del Coro del Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna sostiene il crowdfunding di “In-Cantiamoci”, promosso dalla Fondazione Pietà de’ Turchini

Maurizio De Giovanni, Clementino e Serena Rossi testimonial dell’iniziativa sulla piattaforma Meridonare della Fondazione Banco di Napoli


domenica 8 aprile ore 20

Coro del Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna in

“Juxta Crucem Lacrymosa”

Chiesa di S. Maria Incoronatella della Pietà dei Turchini

via Medina, 19, Napoli

 

 

La solidarietà per promuovere l’educazione all’arte e alla cultura: domenica 8 aprile alle ore 20, presso la Chiesa di S. Maria Incoronatella della Pietà dei Turchini (via Medina, 19, Napoli), il Coro del Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna, diretto da Roberto Parmeggiani, esegue “Juxta Crucem Lacrymosa”, il concerto con le musiche antiche della Settimana Santa firmate da Alessandro Scarlatti, Francesco Durante e Emanuele d’Astorga, più la prova di virtuosismo del Divertimento in Re Maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart. Di d’Astorga in particolare, il coro canterà uno “Stabat Mater” di rara esecuzione e grande raffinatezza.

Il concerto sarà introdotto da un’esibizione de “Le Voci del 48 e di San Rocco”, i due cori di voci bianche, creati dalla Fondazione Pietà de’ Turchini e guidati dal maestro Salvatore Murru, protagonisti di “In-Cantiamoci”, il crowdfunding, promosso dalla Pietà de’ Turchini e ospitato dalla piattaforma Meridonare della Fondazione Banco di Napoli, che nasce per finanziare il sogno dei giovanissimi de “Le Voci del 48 e di San Rocco” di partecipare a “Garda in coro”, il prestigioso concorso internazionale di musica corale che avrà luogo a Malcesine sul Garda dal 12 al 15 aprile.

È possibile donare su https://www.meridonare.it/progetto/in-cantiamoci, dove hanno già lasciato la loro video-testimonianza in favore dell’iniziativa personalità della cultura e dello spettacolo come lo scrittore Maurizio De Giovanni, il rapper Clementino e l’attrice e cantante Serena Rossi. Sarà inoltre possibile versare la propria sottoscrizione ad “In-Cantiamoci” di persona, mediante il Donamat, il bancomat per donare fornito dalla Fondazione Banco di Napoli. Il Donamat sarà presente proprio domenica 8 aprile, presso la chiesa di S. Maria Incoronatella della Pietà dei Turchini, in occasione del concerto “Juxta Crucem Lacrymosa”. L’evento è a ingresso gratuito. Per informazioni 081402395 e coordinamento@turchini.it.

 

«La creazione di spazi nei quali giovani e giovanissimi possano sentirsi protagonisti dell’esperienza della musica “colta”. La divulgazione della musica classica e del teatro dell’opera a scuola e tra le comunità giovanili. La promozione dell’importanza del canto corale come strumento per determinare la dimensione cognitiva, emotiva, affettivo-relazionale di ciascun individuo. È questo il cuore della mission della Fondazione Pietà de’ Turchini. – spiega il direttore artistico della Fondazione, la musicologa e storica del teatro Mariafederica Castaldo – L’impegno per “Le Voci del 48 e di San Rocco” è dunque perfettamente in linea con la nostra plurisecolare tradizione che, già a partire dal Seicento, offriva agli orfani, presso la chiesa di Santa Maria Incoronatella della Pietà dei Turchini, primo conservatorio di Napoli e tra i più antichi d’Europa, vitto, alloggio e la possibilità concreta di trovare, nella formazione musicale, riscatto e futuro».

 

I cori

 

Il Conservatorio di Musica “Giovan Battista Martini” di Bologna coltiva da sempre giovani talenti, italiani e stranieri, nelle sue classi di Canto e di Esercitazioni Corali. A unire queste due esperienze didattiche è il Coro madrigalistico-barocco, formato soprattutto da studenti di canto, che ogni anno si produce in raffinati spettacoli offerti alla cittadinanza bolognese. Concerta e dirige il Maestro Roberto Parmeggiani. Il Coro si è esibito nelle più prestigiose sale e chiese della città, quali la Sala Bibiena e il Foyer Respighi del Teatro Comunale, la Sala Bossi del Conservatorio, la Sala Farnese del Palazzo Comunale, le Basiliche di Santa Maria dei Servi e di San Martino Maggiore, partecipando a rassegne quali Bologna Modern (TCBO e Musica Insieme), i Concerti di primavera (TCBO) e i Tre quarti d’ora di musica (Conservatorio). Nel giugno 2018, insieme a tutti gli studenti di Esercitazioni corali del Conservatorio, eseguirà i Chichester Psalms di Leonard Bernstein nel centenario della sua nascita. In questa trasferta napoletana si esibirà alla Chiesa della Pietà de’ Turchini e al Complesso Monumentale di Santa Chiara.

 

Il coro “Le Voci del 48 e di San Rocco” nasce, nel 2017, dall’unione di due gruppi vocali preesistenti. Il primo è il “Coro di Voci Bianche di San Rocco”, creato nel 2015 nell’ambito del progetto “Liberi di Cantare”, promosso dalla Fondazione Pietà de’ Turchini per la valorizzazione della Chiesa di San Rocco a Chiaia. Il “Coro di Voci Bianche di San Rocco”, aperto a tutti e rimpolpato attraverso audizioni periodiche, ha partecipato alla Stagione Concertistica per la Giornata Europea della Musica Antica con l’esecuzione dei “Miserere” di Niccolò Jommelli, Antonio Lotti e Leonardo Leo. Il coro è stato inoltre invitato ad esibirsi alla rassegna “Concertosa”, organizzata dal Museo Nazionale di San Martino in collaborazione con Gli Amici del Museo di Capodimonte dove, nell’ottobre del 2017 e in occasione del meeting internazionale del REMA (Rete Europea della Musica Antica), ha cantato lo “Stabat Mater” di Nicola Bonifacio Logroscino, accompagnato dall’ensemble de “I talenti Vulcanici”, guidato da Stefano Demicheli e prodotto dalla Fondazione Pietà de’ Turchini.

 

L’altra metà de “Le Voci del 48 e di San Rocco” è costituita dal coro dei giovanissimi studenti del 48° Circolo Didattico Statale “Madre Claudia Russo” di Napoli, fortemente voluto dalla preside Rosa Seccia e punta di diamante dell’istituto, che opera in un territorio di frontiera come la periferia orientale del capoluogo campano. Il coro del 48° Circolo Didattico si è già esibito eseguendo l’”Inno alla Gioia” di Ludwig van Beethoven, cantato in tedesco in occasione della visita, presso la scuola, degli ex ministri Francesco Profumo e Fabrizio Barca e del commissario europeo Johannes Hahn. La formazione è stata inoltre invitata a rappresentare le scuole italiane all’Accademia dei Lincei, in occasione del conferimento del Premio Nobel per la Pace all’Unione Europea, nel 2012. Il Coro del 48° Circolo Didattico Statale “Madre Claudia Russo” ha partecipato e vinto al Festival Nazionale “Ercolano in canto” e al Premio Teatro S. Carlo di Napoli; ha partecipato inoltre alla rassegna estiva organizzata dal Comune di Napoli. Il coro è stato infine protagonista, nel gennaio 2016, nel progetto La Chiara Stella del M° Ambrogio Sparagna, presso il Parco della Musica a Roma.

 

 

PROGRAMMA:

 

“Juxta Crucem Lacrymosa”

Coro del Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna

Domenica 8 aprile ore 20, Chiesa di S. Maria Incoronatella della Pietà dei Turchini

 

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Divertimento in re maggiore per archi KV 136 (1772)

 

Alessandro Scarlatti (1660-1725)

dai Responsori per la Settimana Santa (1708)

Vinea mea electa (n. 12)

Plange quasi virgo (n. 21)

Eram quasi agnus (n. 7)

 

Francesco Durante (1684-1755)

Litanie della Beata Vergine (1750)

 

Emanuele d’Astorga (1680-1757)

Stabat Mater (pubbl. 1704)

 

Interpreti:

Coro del Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna

M° Roberto Parmeggiani, direttore

 

Daniele Negrini, violino

Fiamma Kamenchtchik, violino

Wu Tianyao, viola

Francesca Coco, violoncello

Paolo Molinari, contrabbasso

Marco Arlotti, continuo

 

Maria Teresa Becci, soprano

Asumi Motoyama, soprano

Lisa Zhao, contralto

Qiang Fu, tenore

Alessandro Branchi, basso

Yuri Guerra, basso


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“Una Nota per l’A.T.”

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini


presenta

 

“Una Nota per l’A.T.”

 

Il Coro della Pietà de’ Turchini diretto da Davide Troìa in concerto a sostegno dell’Associazione Nazionale Atassia Telangiectasia

 

 

Venerdì 9 marzo ore 20.30

Christ Church (Via San Pasquale a Chiaia 15/B)

Napoli

 

 

Una bambina o un bambino su una forbice che oscilla tra i 40.000 e i 100.000 nati vivi di tutti i popoli della Terra: è questa l’incidenza con la quale colpisce l’Atassia Telangiectasia, malattia genetica che determina la progressiva perdita di coordinazione muscolare, la dilatazione incontrollata dei vasi sanguigni e un grado di degenerazione del sistema immunitario dalle conseguenze severe e mortali. L’Associazione Nazionale Atassia Telangiectasia raccoglie e rappresenta, su tutto il territorio italiano, la richiesta di aiuto dei malati di A.T. e delle loro famiglie. Venerdì 9 marzo alle ore 20.30, presso la Christ Church (Via San Pasquale a Chiaia 15/B, Napoli), la Fondazione Pietà de’ Turchini – Centro di Musica Antica organizza “Una Nota per l’A.T.”, il concerto del Coro della Pietà de’ Turchini, diretto da Davide Troìa e con la partecipazione straordinaria del sassofonista Domenico Luciano, a sostegno dell’Associazione Nazionale Atassia Telangiectasia (www.associazione-at.it). In programma capolavori della musica barocca per coro di Johan Sebastian Bach, Henry Purcell, Alessandro Scarlatti, Antonio Lotti, Gregorio Allegri, Cristóbal de Morales; e composizioni per le voci della musica contemporanea di Arvo Pärt, Ola Gjeilo, Franz Xaver Biebl, Gyorgy Deak Bardos e i “Tre mottetti per l’Uomo” di Gaetano Panariello, in prima esecuzione assoluta. Il concerto, patrocinato dalla Regione Campania e dalla società E.A.V., prevede un ingresso a offerta libera. Per informazioni 081402395 e coordinamento@turchini.it

«Il coro è un’organizzazione del tutto particolare, nell’ambito della quale si strutturano peculiari legami creativi ed empatici. – chiarisce il maestro Davide Troìa, direttore del Coro della Pietà de’ Turchini – Abbiamo dunque accolto con entusiasmo la possibilità di mettere la nostra musica al servizio di un’altra organizzazione, l’Associazione Nazionale Atassia Telangiectasia, che lavora per far ascoltare forte la voce di quanti soffrono di questo raro e grave disagio, e dei loro cari. Per l’occasione – prosegue Davide Troìa – abbiamo messo a punto un programma che mescola l’ispirazione barocca del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini con le composizioni dei contemporanei, anche mischiando le carte in maniera ardita: è il caso della partecipazione di Domenico Luciano, il quale improvviserà, con il suo sassofono, sulle note del mottetto “Parce mihi, Domine…” di Cristóbal de Morales, considerato il più importante compositore spagnolo di musica vocale della prima metà del XVI secolo».

 

«L’Atassia Telangiectasia colpisce sin da piccolissimi e le persone affette da questa anomalia genetica perdono la capacità di compiere i movimenti più semplici, diventando di fatto inabili a provvedere a sé stessi e ad esprimersi con il linguaggio. La sopravvivenza media di questi pazienti è stimata attorno ai 19 – 25 anni: gli ammalati di Atassia Telangiectasia muoiono per infezioni broncopolmonari o neoplasie, soprattutto ai danni del sistema linfatico, rispetto alle quali il loro organismo immunodeficiente è quasi del tutto indifeso». A spiegarlo è Federica Castaldo, direttore artistico della Fondazione Pietà de’ Turchini – Centro di Musica antica.

«La Pietà de’ Turchini – aggiunge Federica Castaldo – resta fedele alla sua ultrasecolare vocazione a prendersi cura dei giovanissimi, soprattutto quelli nel disagio, dando loro una chance attraverso la musica, in particolare quella del nostro Coro, certamente tra le iniziative più prestigiose e impegnate promosse dalla nostra Fondazione».
Il Coro della Pietà de’ Turchini nasce a Napoli nel 2013 dal progetto “Liberi di cantare” della Fondazione Pietà de’ Turchini – Centro di Musica Antica. Il Coro riunisce circa 40 elementi ed è affidato alla direzione di Davide Troìa. La compagine vocale svolge un’intensa attività concertistica dedicandosi allo studio e all’esecuzione di brani a cappella, con continuo e con orchestra, appartenenti al repertorio sacro, profano e popolare dal ’400 ai giorni nostri, attraverso una costante ricerca vocale ed esecutiva In 4 anni di vita ha già portato a compimento importanti progetti ed eseguito concerti per la stagione del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini: è il caso del “Requiem” di G. Fauré; del “Requiem” di N. Jommelli; dello “Stabat Mater” di G. Sellitto; del “Requiem” e dello “Stabat Mater” di G. Panariello, in prima esecuzione assoluta; del “Miserere” di L. Leo, di N. Jommelli e di A. Lotti; del “Jesu meine Freude” di J. S. Bach, per l’VIII edizione di “Notti Sacre” a Bari e per altre rassegne in Campania.

 

Davide Troìa si è diplomato in Musica Corale e Direzione di Coro, Composizione, Pianoforte, Strumentazione per Banda, presso il Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, e in Canto presso il Conservatorio A. Boito di Parma. Ha frequentato il corso biennale di Perfezionamento in Direzione di Coro con N. Balasch presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma; corsi di Direzione di Coro con G. Acciai, corsi sulla musica corale contemporanea con B. Zanolini, G. Hollerung, G. Graden; dopo essersi diplomato come baritono, inizia lo studio della vocalità antica come controtenore sotto la guida di Claudio Cavina; interessato alle problematiche di filologia e prassi esecutiva, ha seguito numerosi seminari di vocalità e musica antica con C. Cavina, G. Banditelli, C. Ansermet, R. Invernizzi, A. Florio, e alla Civica Scuola di Musica di Milano con R. Gini e C. Miatello. È fondatore e direttore, dal 1990, del Coro Polifonico “Exsultate Deo” di Napoli. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui: il 1° premio assoluto alla IV Edizione del Concorso Nazionale per Cori Polifonici “Premio Mutterle”, il 2° premio all’VIII edizione del TIM (Torneo Internazionale di Musica), il 2° premio (1° premio non assegnato) alla II edizione del Concorso Nazionale “San Bartolomeo; ha partecipato a numerose rassegne e festival nazionali e internazionali tra cui: Ascoli Piceno-Festival ’99, IX Stagione musicale “Itinerari vocali” di Arezzo, 40° e 49° Rassegna Internazionale Lauretana di Musica Sacra di Loreto (An), Festival di Jesi nel terzo centenario della nascita di Pergolesi, Troisième Printemps Musical International de Saint_Martin de Crau. Dal 2013 è alla guida del Coro da Camera e del Coro di Voci bianche della Fondazione Pietà de’ Turchini, con la quale svolge importanti progetti, trascrizioni e prime esecuzioni di opere corali di scuola napoletana del ‘700, ma anche prime esecuzioni contemporanee prodotte dal Centro. Ha realizzato numerose elaborazioni per coro e ha curato la revisione di opere corali di diversi autori tra cui F. Grazioli, G. Sigismondo, C. Lenzi. Il suo repertorio ha sempre compreso composizioni di rara esecuzione e opere di autori contemporanei, con prime esecuzioni assolute in importanti festival e stagioni concertistiche (C. Cotumacci, G. Russo, G. Panariello, G. Vessicchio). Ha collaborato col M° Roberto De Simone in alcune sue opere (“Quem vidistis pastores”, “Festa di Requiem”, “Dedicato a Giulia Di Caro”), con i Choral Scholars e collabora attivamente come maestro del coro col M° Peppe Vessicchio. Affianca all’attività di direttore quella di controtenore, svolgendo attività solistica e in diversi gruppi madrigalistici. Ricopre il ruolo di giurato in concorsi di Esecuzione e Composizione Corale. Ha sempre svolto un’intensa attività didattica, tenendo frequentemente corsi di Vocalità e Direzione di Coro per varie associazioni corali. Dal 2007 è docente di Direzione di Coro e Composizione Corale presso il Conservatorio “L. Canepa” di Sassari.

 

UNA NOTA PER L’A.T.

Concerto a sostegno dell’Associazione Nazionale Atassia Telangiectasia

 

Coro della Pietà de’ Turchini

Davide Troìa, direttore

Con la partecipazione di Claudia Fiorillo, voce bianca nel Miserere di Allegri

e di Domenico Luciano al Sassofono nel Parce mihi, Domine di De Morales

 

PROGRAMMA

 

H. Purcell (1659-1695)

Hear my prayer, O Lord (a 8 v.)

 

J. S. Bach (1685-1750)

dal Mottetto BWV 227 “Jesu, meine Freude”

- Jesu, meine Freude

- Unter deinem Schirmen

- Weg mit allen Schätzen

- Weicht, ihr Trauergeister

 

A. Lotti (1667-1740)

Crucifixus (a 6 v.)

 

G. Allegri (1582-1652)

“Miserere” per tenore, quartetto vocale e coro a 5 v.

 

A. Lotti (1667-1740)

Crucifixus (a 8 v.)

 

A. Scarlatti (1660-1725)

Ad Te Domine levavi animam meam

 

C. De Morales (1500-1553)

Improvvisazioni di un Sax sul mottetto “Parce mihi, Domine…”

Domenico Luciano, sassofono

 

G. Panariello (1961)

“Tre mottetti per l’Uomo” (prima esecuzione assoluta)

- Et incarnatus est

- Crucifixus

- O vos omnes

 

G. D. Bardos (1905-1991)

Eli, Eli

 

F. Biebl (1906-2001)

Ave Maria (a 7 v.)

 

O. Gjeilo (1978)

Northern lights

 

A.Part (1935)

Da pacem Domine


Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini

Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
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“Identità parallele: Francia e Italia”

 

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini


in occasione della mostra


“Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo” in corso alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano


presenta

 

 “Identità parallele: Francia e Italia”: tre solisti d’eccezione interpretano il dialogo tra la tradizione del nostro Paese e la musica d’Oltralpe, con l’esecuzione dei capolavori della musica da camera di Gabriel Fauré, Nino Rota e Mario Pilati

 

Martedì 20 febbraio ore 20.30

Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano

Via Toledo, 185

Napoli

 

 

“Identità parallele: Francia e Italia” è l’ultimo dei tre appuntamento musicali ideati dalla Fondazione Pietà de’ Turchini nell’ambito della mostra “Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo”, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca, in corso, fino all’8 aprile, alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos di Stigliano (Via Toledo, 185, Napoli), sede museale di Intesa Sanpaolo, diretta da Antonio Denunzio. Martedì 20 febbraio, alle ore 20.30, tre solisti d’eccezione, Eric Porche al clarinetto, Luca Signorini al violoncello e Dario Candela al pianoforte, eseguono tre capolavori della musica da camera firmati da Gabriel Fauré, Nino Rota e Mario Pilati.
«I due trii, quello di Gabriel Fauré e quello di Nino Rota, e la sonata per violoncello e pianoforte di Mario Pilati, che suoneremo nell’ambito del progetto “Identità parallele: Francia e Italia”, sono da considerarsi autentiche chicche, le cui esecuzioni sono rarissime. – spiega Dario Candela, che aggiunge – La “Sonata per violoncello e pianoforte in la” di Mario Pilati, ad esempio, è addirittura una prima esecuzione assoluta a Napoli, scelta per celebrare il Maestro napoletano nell’ottantesimo anniversario della sua morte, sopraggiunta quando il compositore era appena trentacinquenne».

Dario Candela, specialista della cifra di Mario Pilati, ha inciso, insieme con il violoncello di Luca Signorini e il violino di Francesco Manara, “Pilati: Chamber Music for Violin, Cello and Piano” (Brilliant Classics, 2017).

«Abbiamo trovato interessante – prosegue Candela – pure indagare la continuità musicale che, nel caso di Nino Rota, lega con un sottile ma riconoscibilissimo fil rouge le celeberrime colonne sonore, soprattutto quelle scritte per la cinematografia di Federico Fellini, con le composizioni classiche e, in particolare, con la musica da camera. Il nostro ponte sonoro ideale tra l’Italia e la Francia, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, non poteva che completarsi con una composizione di Gabriel Fauré, precursore dell’Impressionismo in musica e maestro di Debussy».

Biglietto unico 10€ | Biglietti disponibili su azzurroservice.net o presso la biglietteria delle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano mezz’ora prima del concerto. L’ingresso entro le ore 19.00 da diritto alla visita alla mostra, inclusa nel prezzo del biglietto.

 

Eric Porche ha conseguito il diploma di studi musicali superiori nel 1988 al CNSMD di Lione nella classe di Jacques Di Donato. È clarinetto solo nell’Orchestra Dijon-Bourgogne. Si esibisce regolarmente come musicista da camera in Francia, Italia, Spagna e Polonia, in particolare in duetto con il pianista francese Manuel Schweizer o con il pianista napoletano Dario Candela. Appassionato di musica contemporanea, ha partecipato alla fondazione di diversi ensemble, in particolare nel 2004, con il compositore Daniel d’Adamo, l’Ensemble XXI. Nel 2014 e nel 2015, ha diretto una serie di concerti e interventi educativi per il ciclo “Improvvisamente il vento …” Sonata per clarinetto e pianoforte di Jean-Louis Gand a Napoli, Parigi e in Borgogna e Franca County. Nel 2017 è entrato a far parte del collettivo ZDC, un gruppo di musicisti attorno al compositore Vincent Carinola. Ha partecipato alla registrazione di diversi CD, tra cui “Betlemme Doloris” per clarinetto e fisarmonica Olivier Urbano (2002), “Twists tormalina e Neumes” per clarinetto solo Vincent Carinola (2009-2014), con tutto il Circolo Artistico di Napoli, le opere di Jean-Louis Gand “Tarantella” per clarinetto, violino, violoncello e pianoforte (2011), “Improvvisamente respiro …” per clarinetto e pianoforte (2014), “Disco-tarentelle” per clarinetto, violino, violoncello e pianoforte di Philippe Forget (Cracovia, 2017), “Indosso il nome di Saint Anne” per due clarinetti, trombone e percussioni di Vincent Carinola (2017). Maestro di clarinetto, dal 1991 ha insegnato clarinetto, clarinetto basso e musica da camera al CRR di Digione. Insegna anche presso ESM Bourgogne-Franche-Comté e tiene regolarmente corsi di perfezionamento all’estero nell’ambito del programma Erasmus.

 

Dario Candela si è formato a Napoli, dove ha conseguito il diploma in pianoforte, in Musica corale e Direzione di coro e in Composizione, quindi in Francia dove è stato allievo di Aldo Ciccolini. Laureato in Lettere all’ l’Università “Federico II” di Napoli, presso la quale ha vinto una borsa di ricerca e collabora per progetti di ricerca musicologica. Ha inciso perla Phoenix Classice Naxos e ha suonato in diretta perla RadioRAI3 e per Radio France. Ha partecipato a vari concorsi pianistici nazionali ottenendo 5 Primi premi. Premier prix à l’unanimité al Conservatorio Superiore Cortot di Parigi. Suona da solista e in varie formazioni cameristiche ed ha collaborato con i Virtuosi Italiani, i Solisti del San Carlo, Rocco Filippini, Alain Meunier, Antony Pay, Francesco Manara, Luca Signorini, e inoltre con Aldo Ciccolini, Bruno Canino e Roberto De Simone, in sedi e enti come il Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Mercadante di Napoli, Teatro dela Commedie Francaise di Parigi, Teatro delle Erbe di Milano, Università Bocconi di Milano, Accademia Filarmonica  e Dams di Bologna, Teatro Studio Auditorium della musica di Roma, Ass. Scarlatti di Napoli, e all’estero, Grecia, Francia, Germania, Slovenia, Svizzera.   Ha scritto musica per teatro in Francia (Winter Afternoons -premio alla creazione dal Ministero della Cultura Francese 2001; La Legendedes siecles di Victor Hugo, rappresentata al Teatro della Comédie Francaise; Le viceconsul) e in Italia (Erotismo barocco, rappresentato nei teatri La Soffitta-Bologna, La pergola- Firenze, Nuovo-Napoli). Le sue musiche per Emily L. sono state pubblicate dalle Editions Armiane (Versailles). Ha avviato un progetto con altri compositori per far rivivere attraverso nuove musiche la tradizione folklorica delle danze del sud Italia (TaranTODAY) Ha lavorato come maestro concertatore per il Teatro Bellini di Napoli e per il Teatro Verdi di Salerno. Ha pubblicato saggi di musicologia per le Ediz.Scient.Italiane, la LIM, la Fond. Morra. L’Università Federico II e per Curci, recentemente, ha pubblicato il volume “conversazioni con Aldo Ciccolini”. Ha tenuto per 3 anni un corso al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sulla Fisiologia e Didattica pianistica, ripetuto poi in altri conservatori e ha scritto un volume sull’argomento intitolato “Il corpo e il suono” edito da Simeoli.  È fondatore de Il Circolo Artistico Ensemble che si occupa di riscoprire la musica del Novecento Italiano e con il quale svolge intensa attività concertistica e di ricerca, è Direttore della Biblioteca sul Novecento Musicale intitolata a Mario Pilati e fondatore del Centro Italiano di Musica da Camera. Insegna musica da camera al Conservatorio di Cosenza. http://www.dariocandela.it/

 

Luca Signorini è violoncellista di fama internazionale, compositore e scrittore. Con le orchestre dell’Accademia di Santa Cecilia, Scarlatti di Napoli, maggio Musicale Fiorentino, del Teatro di San Carlo di Napoli, e nelle più importanti sale concertistiche giapponesi, tra cui la prestigiosa “Casals Hall” di Tokyo, ha eseguito con grande successo brani del repertorio solistico per violoncello, sotto la direzione, tra gli altri, di Carlo Maria Giulini, Daniele Gatti, Jeffrey Tate. Ha inciso per Nuova Era, BNA, RCA, una considerevole parte del repertorio, dal ’700 ai contemporanei. Ha affrontato brani per organici che vanno dal Trio con pianoforte al Sestetto, collaborando con Uto Ughi, Ruggiero Ricci, Bruno Canino, Wolfam Christ, Felix Ayo, Franco Petracchi. È stato Primo Violoncello nell’orchestra Sinfonica della Rai, dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, del Teatro dell’Opera di Roma. Il Teatro di San Carlo di Napoli gli ha offerto, per “chiara fama”, il posto di Primo Violoncello. Per la Cattedra di Musicologia della Facoltà di Lettere dell’Università di Napoli “Federico II”, con la quale ha collaborato negli ultimi anni, ha tenuto seminari e conferenze su temi di natura diversa: la comunicazione nell’esecuzione musicale, problemi di interpretazione nei repertori antichi e contemporanei, tecniche di interpretazione in alcune opere di Beethoven e Wagner. Ha pubblicato, nei «Quaderni del Dipartimento di Discipline Storiche», L’offerta musicale 2, un saggio dal titolo Comunicazione errata. Con lo stesso titolo un trittico di suoi spettacoli, per i quali ha composto i testi da lui stesso recitati, è stato presentato nella stagione concertistica dell’Associazione “Centro di musica antica Pietà dei Turchini” di Napoli. È autore degli spettacoli, per i quali ha composto le musiche e assemblato i testi, Bach&Bach, Le donne di Spoon River e Variazioni sul tram, rappresentati con grande successo negli ultimi anni. È ideatore del progetto Decamerone in musica per la stagione concertistica del “Centro di musica antica Pietà dei Turchini”. Ha inciso, a beneficio di Amnesty International, l’integrale delle suites di J.S.Bach per violoncello solo. Aracne Editrice ha recentemente pubblicato il suo romanzo Per violoncello solo ed è di prossima pubblicazione in DVD il suo lavoro teatrale “Rustico e Alibech” – Decamerone in musica. Collabora inoltre con articoli su vari argomenti relativi a Napoli e al mezzogiorno con il Corriere del Mezzogiorno (inserto quotidiano del Corriere della Sera). https://www.facebook.com/signorini.violoncello

 

“Identità parallele: Francia e Italia” – martedì 20 febbraio ore 20.30

Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos di Stigliano


Programma

M. Pilati 

Sonata per violoncello e pianoforte in la

I Moderato mosso, II Tema con variazioni, III Animato 


G. Fauré

Trio per cl. vlc e pf 

I Allegro ma non troppo, II Andantino, III Allegro Vivo 

 

N. Rota 

Trio per cl, vlc, e pf 

I Allegro, II Andante, III Allegrissimo

 


Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini

Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
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Allée – Retour

 

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini


in occasione della mostra


“Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo” – Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano


presenta

 

il secondo dei tre concerti che, grazie a Banca Intesa, ripercorrono il dialogo musicale tra Napoli e Parigi, negli spazi museali di Palazzo Zevallos di Stigliano. Sabato 10 febbraio con “Allée – Retour”, e l’esecuzione delle musiche di Gabriel Fauré, Francesco Paolo Tosti e i napoletani Luigi Denza e Francesco Cilea

 

Allée – Retour” – sabato 10 febbraio ore 20.00

Gallerie d’Italia

Palazzo Zevallos di Stigliano

Via Toledo, 185

Napoli

 

 

Secondo appuntamento musicale, sostenuto da Banca Intesa e ideato dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, nell’ambito della mostra “Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo”, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca, ospitata presso Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos di Stigliano (Via Toledo, 185, Napoli), fino all’8 aprile 2018. “Allée – Retour”, sabato 10 febbraio ore 20.00, è il concerto, eseguito dal soprano Maria Ercolano e dal pianoforte da Antonio Maione. Un viaggio nel tempo che intende evocare le atmosfere della Belle-Époque. Le composizioni in programma, firmate dal francese Gabriel Faurè, da Francesco Paolo Tosti, amico di Gabriele D’Annunzio e autore di monumenti della canzone napoletana come “Marechiaro” e “‘A vucchella”, e dai partenopei Luigi Denza e Francesco Cilea, ben illustrano il fitto interscambio di stili e di idee che in quegli anni avvenne tra Napoli e la capitale francese. Biglietto unico 10€ | Biglietti disponibili su azzurroservice.net o al botteghino mezz’ora prima del concerto. L’ingresso entro le ore 19.00 da diritto alla visita alla mostra, inclusa nel prezzo del biglietto.

 

«Il nostro viaggio musicale comincia proprio da Parigi – spiega il maestro Antonio Maione – dove Gabriel Faurè compose i tre capolavori che aprono il nostro programma. “Mai” (Maggio), su testo di Victor Hugo, è una delle sue prime composizioni: scritta nel 1862, quando il diciassettenne Faurè era ancora allievo di Saint-Saëns, è un incantevole idillio la cui affascinante melodia descrive la radiosa bellezza di un giorno di primavera. Eseguiremo inoltre “Les berceaux” (Le culle) e “Après un rêve”(Dopo un sogno), una delle più famose Mélodies di Faurè. L’ortonese Francesco Paolo Tosti – aggiunge Maione – fu notevolmente influenzato dalla produzione musicale d’Oltralpe e soprattutto dalla musica di Faurè, che ne ricambiò la stima dedicandogli “Le parfum impérissable”. Tra le sue composizioni in francese abbiamo scelto “Ninon”, su testo di Alfred de Musset, un’invocazione a godere le gioie dell’amore. Poi la “Chanson de l’adieu” (Canzone dell’addio), che inizia e finisce con il famoso verso “Partir, c’est mourir un peu”, e la deliziosa “Pour un baiser” (Per un bacio). Il programma prosegue – svela Antonio Maione – con il partenopeo Luigi Denza, noto per essere l’autore di “Funiculì funiculà”, dalla brillante carriera internazionale con oltre ottocento composizioni. Suoneremo dunque “L’échange” (Lo scambio), una divertente chansonnette, “Violettes” (Violette), dall’Autore definita “Sonetto d’autunno”, l’elegante “Riant poirtrat” (Ritratto ridente) ed infine una delle sue composizioni più note, “Si tu m’amais” (Se tu m’amassi), che ebbe all’epoca vasta popolarità. Arriveremo a destinazione – conclude Maione – guidati da Francesco Cilea, grande compositore e didatta, allievo e poi direttore del Conservatorio di Napoli. A lui dedichiamo l’unico brano in italiano del nostro concerto, “Io son l’umile ancella” da Adriana Lecovreur, che è anche l’unico brano operistico del programma. L’opera, composta nel 1902 e tratta da un lavoro di Eugène Scribe, ispirato alla vita della grande attrice francese, è unanimemente considerata il capolavoro di Cilea».

 

Antonio Maione è nato a Sorrento e si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Carlo Alessandro Lapegna. Inoltre, ha studiato composizione con Gaetano Panariello e direzione d’orchestra con Francesco Vizioli, diplomandosi quindi in musica corale e direzione di coro e in direzione d’orchestra. Ha seguito inoltre corsi di perfezionamento tenuti da Donato Renzetti per la direzione d’orchestra e Irwin Gage per la musica vocale da camera. Nel 1989 ha debuttato come pianista solista al Teatro di San Carlo di Napoli nello spettacolo Nijinskij con Carla Fracci: inizia così una lunga collaborazione artistica con la grande danzatrice che lo vedrà impegnato come pianista e maestro sostituto in importanti teatri come La Fenice di Venezia, il Lirico di Milano, il Filarmonico di Verona, il Verdi di Firenze, l’Olimpico di Vicenza ed altri ancora. Ha lavorato al fianco di celebri cantanti come Mariella Devia, Leyla Gencer, Katia Ricciarelli e Luciana Serra, e di grandi attori quali Valeria Moriconi, Valentina Cortese, Valeria Valeri, Pupella Maggio, Mario Scaccia, Virginio Gazzolo. Ha inoltre collaborato con Roberto de Simone come pianista e maestro sostituto per le prime esecuzioni della cantata Populorum progressio, al Teatro Mercadante di Napoli, e di Festa da Requiem al Teatro dell’Aquila di Fermo. Nel 1999 ha debuttato come direttore d’orchestra dirigendo la Nuova Orchestra Scarlatti nella prima esecuzione moderna dell’oratorio Adamo ed Eva di Galuppi. Ha collaborato per numerose produzioni liriche con il M° Marko Letonja, direttore del Teatro dell’Opera di Strasburgo. Dal 2007 al 2011 è stato direttore artistico degli “Incontri musicali sorrentini”. Nel 2015 ha collaborato con il Teatro dell’Opera di Strasburgo per Matrimonio segreto di Cimarosa. Svolge attività concertistica come pianista e direttore d’orchestra e ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive per la Rai. Insegna Accompagnamento pianistico presso il Conservatorio di Napoli.

 

 

 

Maria Ercolano è diplomata presso il Conservatorio Musicale S. Pietro a Majella di Napoli con Tina Quagliarella Marchetti. Ha continuato i suoi studi prima con Elizabeth Smith e poi con Anna Gaggiotti. Vincitrice di tre borse di studio, ha seguito il corso di perfezionamento con Raina Kabaivanska e Maurizio Arena a Palermo, dove ha debuttato ne “Il matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa. Con l’ orchestra barocca “La Cappella della Pietà de ’ Turchini” si è esibita in numerose opere e concerti nei festival e teatri di tutto il mondo, tra i quali citiamo Konzerthaus-Vienna, Filarmonica di Berlino, Cité de la Musique – Parigi, Palao de la Musica-Barcellona, Zarzuela-Madrid, Siviglia, Londra, Lisbona, Montreal, Accademia di Santa Cecilia e Teatro Ol impico di Roma, Carlo Felice di Genova, Comunale di Ferrara, Teatro Verdi di Pisa. Le sue performance l’hanno inoltre condotta in tournée in Sud America, Canada, Giappone, Europa dell’ Est, Norvegia. Nel 2009 e 2010 in Spagna (Ponferrada, Leon, Santander, Sevilla) e in Italia (teatro San Carlo di Napoli) interpreta Arsace nella “Partenope” di L. Vinci diretta da A. Florio sotto la regia di G. Tambascio. In tourné (Spagna e Italia) con l’Orchestra della Pietà de’ Turchini ha cantato lo “Stabat Mater” di Pergolesi. Ancora nel 2010 è Violetta nella “Traviata” di G. Verdi al teatro Villamarta di Jerez de la Frontera (Spagna) diretta da C. Aragon con regia di P. Lopez. Nel 2011 interpreta Arsace nella “Partenope” di Vinci nell’Auditorium Villegas di Murcia (Spagna), registrazione (CD e DVD) DINAMIC. Ha inciso, per la prestigiosa casa discografica OPUS 111, quattro dischi premiati dalla critica internazionale. Negli ultimi anni si è dedicata allo studio e all’approfondimento del repertorio musicale internazionale a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento in collaborazione con i Maestri A. Maione, P. F. Borrelli e S. Biancardi, producendo concerti dedicati alla musica americana (Gershwin, Bernstein), spagnola  (De Falla, Turina), tedesca (Schumann, Schubert), napoletana, Italiana (Tosti).

 

“Allée – Retour” – sabato 10 febbraio ore 20.00

Gallerie d’Italia

Palazzo Zevallos di Stigliano


Programma

Gabriel Faurè (1845-1924)
Mai

Les berceaux

Après un rêve

 

Francesco Paolo Tosti (1846-1916)
Pour un baiser

Chanson de l’adieu

Ninon

 

Luigi Denza (1846-1922)
L’échange

Violettes (Sonnet d’Automne)

Riant  portrait

Si tu m’amais!

 

Francesco Cilea (1866-1950)
Da “Adriana Lecouvreur”:

Io son l’umile ancella

 


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“Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo”

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini


in occasione della mostra


“Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo” – Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos di Stigliano


presenta

 

i tre concerti che, grazie a Banca Intesa, ripercorrono il dialogo musicale tra Napoli e Parigi, negli spazi museali di Palazzo Zevallos di Stigliano. Al via martedì 6 febbraio con “Promenade Napolitaine”, e l’esecuzione delle musiche di Claude Debussy, Gabriel Fauré, Francis Poulenc e i napoletani Franco Alfano e Mario Pilati

 

“Promenade Napolitaine” – martedì 6 febbraio ore 20.30

Gallerie d’Italia

Palazzo Zevallos di Stigliano

Via Toledo, 185

Napoli

 

“Allée – Retour” – sabato 10 febbraio ore 20.00

Gallerie d’Italia

Palazzo Zevallos di Stigliano

Via Toledo, 185

Napoli

 

“Identità parallele: Francia e Italia” – martedì 20 febbraio ore 20.30

Gallerie d’Italia

Palazzo Zevallos di Stigliano

Via Toledo, 185

Napoli

 

 

Triplo appuntamento musicale, a cura della Fondazione Pietà de’ Turchini, nell’ambito della mostra “Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo”, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca, ospitata presso Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos di Stigliano (Via Toledo, 185, Napoli), fino all’8 aprile 2018. Il primo concerto, martedì 6 febbraio alle ore 20.30, è “Promenade Napolitaine”, il viaggio sonoro, con Gabriella Colecchia (mezzosoprano) e Dario Candela (pianoforte), che ripercorre itinerari impressionistici sulle scie di compositori con diversi destini: il genio del simbolismo musicale Claude Debussy, che ebbe con l’impressionismo un rapporto seminale quanto controverso. Francis Poulenc, rapito da una forma di esotismo di cui è protagonista, come fonte ispiratrice, anche Napoli. Franco Alfano, napoletano che cercò proprio a Parigi la sua affermazione. Gabriel Fauré, il capostipite della moderna cultura francese dell’800 e il partenopeo Mario Pilati, la cui produzione iniziale risente fortemente nella scrittura degli influssi d’oltralpe. Biglietto intero 10€ | Biglietti disponibili su azzurroservice.net o al botteghino mezz’ora prima del concerto. L’ingresso entro le ore 19.00 da diritto alla visita alla mostra, inclusa nel prezzo del biglietto.

 

Dario Candela si è formato a Napoli dove si è diplomato in pianoforte, in Musica corale e Direzione di coro e in Composizione, quindi in Francia dove è stato allievo di Aldo Ciccolini. Laureato in Lettere all’ l’Università “Federico II” di Napoli, presso la quale ha vinto una borsa di ricerca e collabora per progetti di ricerca musicologica. Ha inciso perla Phoenix Classice Naxos e ha suonato in diretta perla RadioRAI3 e per Radio France. Ha partecipato a vari concorsi pianistici nazionali ottenendo cinque primi premi, mentre il Conservatorio Superiore Cortot di Parigi l’ha insignito del Premier Prix à l’unanimité. Suona da solista e in varie formazioni cameristiche ed ha collaborato con i Virtuosi Italiani, i Solisti del San Carlo, Rocco Filippini, Alain Meunier, Antony Pay, Francesco Manara, Luca Signorini, e inoltre con Aldo Ciccolini, Bruno Canino e Roberto De Simone, in sedi e enti come il Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Mercadante di Napoli, Teatro della Commedie Francaise di Parigi, Teatro delle Erbe di Milano, Università Bocconi di Milano, Accademia Filarmonica e Dams di Bologna, Teatro Studio Auditorium della musica di Roma, Ass. Scarlatti di Napoli, e all’estero, Grecia, Francia, Germania, Slovenia, Svizzera. Ha scritto musica per teatro in Francia (Winter Afternoons -premio alla creazione dal Ministero della Cultura Francese 2001; La Legendedes siecles di Victor Hugo, rappresentata al Teatro della Comédie Francaise; Le viceconsul) e in Italia (Erotismo barocco, rappresentato nei teatri La Sofftta-Bologna, La pergola- Firenze, Nuovo-Napoli). Le sue musiche per Emily L. sono state pubblicate dalle Editions Armiane (Versailles). Ha avviato un progetto con altri compositori per far rivivere attraverso nuove musiche la tradizione folklorica delle danze del sud Italia (TaranTODAY) Ha lavorato come maestro concertatore per il Teatro Bellini di Napoli e per il Teatro Verdi di Salerno. Ha pubblicato saggi di musicologia per le Ediz.Scient.Italiane, la LIM, la Fond. Morra. L’Università Federico II e per Curci, recentemente, ha pubblicato il volume “conversazioni con Aldo Ciccolini”. Ha tenuto per 3 anni un corso al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sulla Fisiologia e Didattica pianistica, ripetuto poi in altri conservatori e ha scritto un volume sull’argomento intitolato “Il corpo e il suono” edito da Simeoli. È fondatore de Il Circolo Artistico Ensemble che si occupa di riscoprire la musica del Novecento Italiano e con il quale svolge intensa attività concertistica e di ricerca, è Direttore della Biblioteca sul Novecento Musicale intitolata a Mario Pilati e fondatore del Centro Italiano di Musica da Camera. Insegna musica da camera al Conservatorio di Cosenza. www.dariocandela.it

 

Gabriella Colecchia è nata a Napoli, dove si è diplomata in Canto presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” della sua città. Giovanissima, vince prestigiosi concorsi come il “Luciano Pavarotti International Voice Competition” di Philadelphia (1995). Nel 2002 si perfeziona all’ “Accademia Rossiniana” di Pesaro, scelta da Alberto Zedda per interpretare il ruolo di Melibea in Viaggio a Reims per il Rossini Opera Festival. Nel 2004 riceve il “Premio Gigli” dall’Associazione Beniamino Gigli ad Helsinki. Per la sua duttilità affronta anche il repertorio settecentesco debuttando come Dorabella in “Così fan tutte”, in una coproduzione Teatro Massimo di Palermo-Teatro Manoel di Malta per la regia di Mauro Avogadro. Si dedica in particolar modo al ’700 Napoletano cantando il Miserere di Paisiello nella stagione sinfonica del San Carlo di Napoli, Stabat Mater di Abos a cura di Roberto De Simone per la riapertura della Sala Scarlatti di Napoli, Conftebor tibi Domine e Messa di S.Emidio di Pergolesi, Salve Regina di Anfossi e Stabat Mater di Logroscino al Festival dell’Aurora in Calabria, Stabat Mater di Pergolesi con l’Orchestra Alessandro Scarlatti di Napoli. Di

rilievo la sua collaborazione con l’ensemble barocco “Cappella della Pietà de’Turchini” per la prima esecuzione moderna dell’opera Motezuma di de Majo allo Stadttheater di Aschaffenburg, alla Calouste Gulbenkian Foundation di Lisbona ed al Teatro Mercadante di Napoli. La troviamo nuovamente a Napoli al “Centro di Musica Pietà de’ Turchini” come protagonista ne I Virtuosismi delle primedonne, progetto a cura di Sergio Ragni. Spumeggiante interprete di Serpina in La Serva Padrona di Paisiello inaugura il Teatro Sangiorgi di Catania (Teatro Massimo Bellini) e subito dopo Serpilla ne Il Giocatore di Cherubini. Di rilievo il recital al Fondation Royaumont Festival in Francia: Una soirée a Napoli tra XVIII e XIX secolo – arie da camera inedite. La sua discografa comprende Oberto, conte di San Bonifacio (Fonè), Bianca e Falliero (Opera Rara) con Jennifer Larmore e la London Philharmonic Orchestra, Just for a while (Fonè)-standard jazz per voce e

percussioni, il DVD di La Serva Padrona di Paisiello (Fabula Classica – Ermitage), La Sonnambula (Dynamic). Di prossima uscita i DVD di La Bella Dormente nel bosco (Bongiovanni) e il CD de Il Finto Turco di Piccinni (CPO). www.gabriellacolecchia.it

 

La “promenade” musicale in 3 tappe, a cura del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini, prosegue, sabato 10 febbraio alle ore 20.00, sempre presso le Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos di Stigliano, con “Allée – Retour”, il viaggio sonoro da Parigi a Napoli, eseguito da Isa Ercolano (soprano) e Antonio Maione (pianoforte), che intende evocare le atmosfere di quel periodo straordinario ed irripetibile che va sotto il nome di Belle-Époque. Il programma, con le musiche di Tosti, Denza, Satie e Saint Saëns, è stato concepito per dare l’idea del fitto interscambio di stili e di suggestioni sonore che in quegli anni avvenne tra Napoli e la capitale francese.

 

Ultimo appuntamento martedì 20 febbraio alle ore 20.30 con “Identità parallele: Francia e Italia”, la performance, con Eric Porche al clarinetto, Dario Candela al pianoforte e Luca Signorini al violoncello, che intende indagare il modo in cui la scena musicale napoletana dei primi del ‘900 guarda a Parigi come punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo delle nuove idee, e delle nuove correnti musicali. In programma tre capolavori della musica da camera di Fauré, Pilati e Rota, nella interpretazione di tre solisti d’eccezione.

 

“Promenade Napolitaine” – martedì 6 febbraio ore 20.30

Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano

Programma


G. Fauré

Le papillon et la fleur

Automne

Mai

Chanson du pecheur

Au bord de l’eau

Après un reve
C. Debussy

Prèmière Arabesque ( pianoforte)
F. Alfano

Sonnet
F. Poulenc

Air Romantic

Violon

Voyage à Paris

Torédor

Hotel

Les chemins de l’amour
M. Pilati

3 Bagatelle per pianoforte
M. Pilati

O’ vico

Divuzzione

Tammurriata

 


Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini

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Rosa Criscitiello
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Entre Italia y España

Comunicato Stampa

 

Fondazione Pietà de’ Turchini

 

presenta

 

Entre Italia y España

 

“I Bassifondi”, l’ensemble di musica antica creato dal liutista Simone Vallerotonda, esegue la musica dei compositori che seppero interpretare le influenze del dominio spagnolo nell’Italia del Seicento, attraverso il costante dialogo tra i chitarristi e i liutisti delle due Penisole

 

Domenica 28 gennaio ore 20.00

Gallerie d’Italia
Palazzo Zevallos Stigliano

Via Toledo, 185

Napoli

 

Domenica 28 gennaio alle ore 20.00, presso le Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos Stigliano

(Via Toledo, 185, Napoli), la Fondazione Pietà de’ Turchini presenta “Entre Italia y España” il concerto nell’ambito del quale l’ensemble “I Bassifondi” (Simone Vallerotonda, tiorba, chitarra e direzione; Stefano Todarello, colascione e chitarra; Gabriele Miracle, percussioni) ripercorre l’eredità musicale generata dal dialogo tra i chitarristi e i liutisti della tradizione italiana e iberica, con particolare riferimento al periodo della dominazione spagnola nell’Italia del Seicento. In programma l’esecuzione di composizioni di Giovanni Paolo Foscarini (1600-1647), Hieronimus Kapsberger (1580-1651), Gaspar Sanz (1640-1710), Francesco Corbetta (1615-1685), Alessandro Piccinini (1566-1638), Angelo Michele Bartolotti (?-1682), Antonio Carbonchi, Santiago de Murcia (1673-1739), Gaspar Sanz (1640-1710).
«La maggior parte della musica del ‘600 e ‘700 per Liuto, Chitarra, Tiorba e Arciliuto, è stata immaginata e scritta con l’idea di esser suonata insieme ad altri strumenti. – spiega il liutista e chitarrista Simone Vallerotonda, fondatore dell’ensemble “I Bassifondi” – Autori come Kapsberger, Corbetta, Piccinini, de Visée, Granata, Weiss e molti altri, hanno scritto la loro musica con l’aggiunta della parte del basso continuo, oppure hanno trasformato la loro intavolatura per strumento solista, in una partitura a più voci, o hanno, in casi più espliciti, scritto direttamente musica per consort di liuti, o per liuto e altri strumenti. Numerose son le cronache dell’epoca che ci testimoniano una maniera di suonare questa musica “a più strumenti”. Spesso i chitarristi solevano farsi accompagnare da tiorbe, colascioni, liuti e viceversa. Sulla base delle testimonianze scritte e delle fonti musicali e iconografiche a nostra disposizione, “I Bassifondi” si propongono dunque di riscoprire e offrire al pubblico questa musica, in una versione da camera». Biglietto unico € 10,00. Biglietti disponibili sul circuto online azzurroservice.net o al botteghino mezz’ora prima del concerto.

Il “power trio” barocco de “I Bassifondi” è inoltre impegnato nella presentazione dell’album di debutto “Alfabeto falso” (Arcana, 2017), dedicato alla musica per chitarra e tiorba del primo Seicento italiano e spagnolo. Un repertorio sconosciuto, caratterizzato da bizzarrie, come l’utilizzo dell’alfabeto ordinario come sistema con cui i chitarristi dell’epoca segnavano gli accordi: ad ogni lettera corrispondeva un accordo. In questo “alfabeto falso”, però, le lettere graficamente segnate da un taglio, indicavano accordi ricchi di dissonanze spesso molto ardite. “Alfabeto Falso”, viaggio musicale dentro una misteriosa e antica tradizione con sorprendenti aspetti di avanguardismo, è stato nominato negli ICMA 2018 (International Classical Music Award) tra i migliori dischi di musica strumentale barocca.


Simone Vallerotonda è
nato a Roma nel 1983 ha iniziato gli studi musicali sulla chitarra classica. Affascinato dalla musica antica a 18 anni acquista un liuto senza minimamente saperlo suonare. Ha iniziato così a studiarlo con Andrea Damiani al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, dove si è diplomato col massimo dei voti. Ha successivamente conseguito il diploma di Master su Tiorba e Chitarra barocca con il massimo dei voti presso la “Staatliche Hochschule für Musik” di Trossingen, sotto la guida di Rolf Lislevand. Si è laureato in Filosofia col massimo dei voti presso l’Università “Tor Vergata” di Roma e si è specializzato in Estetica col massimo dei voti e la lode, dedicandosi ai rapporti tra la musica del ‘700 e gli Enciclopedisti. Nel 2011 è risultato miglior classificato, nella sezione solisti, al Concorso Internazionale di Liuto “Maurizio Pratola” e vincitore del concorso REMA (Rèseau Européen de Musique Ancienne) nella sezione musica da camera. È solista selezionato dalla Fondazione Gioventù Musicale d’Italia. Ha suonato nei teatri e nelle sale più prestigiose in USA, Australia, Sud America, Oriente, Europa, tra cui: Carnegie Hall di New York, Sydney Conservatorium, Teatro de la Ciudad a Città del Messico, Teatro Municipal di Santiago del Cile, Singapore Lyric Opera, Concertgebouw di Amsterdam, Wigmore Hall di Londra, Theater an der Wien, Theatre de Champs Élysées di Parigi, Casa da Música di Oporto, Liszt Academy di Budapest, Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma e nei più importanti Festival tra cui: Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, Sferisterio Opera Festival, Lufthansa Festival of Baroque Music, Settimane Musicali di Stresa, Ravenna Festival, Festival di Beaune, Festival di Ambronay, Musikfestspiele Potsdam, Festival di Bruges, Festival di Utrecht, Festival Hactus Humanus Danzig, Festival OperaRara – Kracow, Poznan Baroque Festival. Ha registrato per importanti emittenti radio e televisive quali: RAI, ABC, BBC, Mezzo, France Musique, Radio4, Arte, Polskie Radio, Kulturradio, RSI, Radio Classica, Radio Vaticana e ha inciso per Naïve, Sony, Erato, EMI, Decca, Amadeus, Brilliant, Aparté, E Lucevan Le Stelle Records, Arcana Outhere Music. Oltre alla sua attività di solista, collabora come continuista con vari ensembles tra cui: Modo Antiquo, Les Ambassadeurs, Imaginarium Ensemble, Mare Nostrum, Il Pomo d’Oro, Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Aperto anche alla sperimentazione, collabora con l’ensemble Soqquadro Italiano. Ha collaborato inoltre con Vinicio Capossela al progetto “IN-SANITA’: oratorio al politeismo napoletano”, che si è concretizzato in un live inedito presso la presso la Basilica di Santa Maria Della Sanità, prodotto da Sky Arte. Insegna chitarra barocca al Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna con cattedra a progetto. Nel 2014 fonda “I Bassifondi“, suo ensemble con cui propone il repertorio per Chitarra, Tiorba e Liuto del ‘600 e ‘700 con il basso continuo. È sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica, sia nell’attività solistica che in quella con I Bassifondi Ensemble.

 

 

Programma

 

Giovanni Paolo Foscarini (1600-1647) Gagliarda francese
Li cinque libri della chitarra spagnuola, Roma 1640
Passacaglio per la O
Aria di Firenze

 

Hieronimus Kapsberger (1580-1651) Toccata II, Sfessania,
Passacaglia

Libro IV d’Intavolatura di chitarone, Roma, 1640

 

Gaspar Sanz (1640-1710) Jacaras

Istrucion de musica, Madrid 1674

 

Francesco Corbetta (1615-1685) Folias
Varii scherzi di sonate per la chitara spagnola, Bruxelles, 1648

 

Alessandro Piccinini (1566-1638) Partite sopra l’aria francese

Intavolatura di Chitarrone, Bologna, 1639 Corrente
Angelo Michele Bartolotti (?-1682) Passacaglia per la D

Libro II di guitarra, Roma 1655
Antonio Carbonchi/Santiago de Murcia (?- XVII) Mariona
Le dodici chitarre spostate, Firenze 1645

 

Santiago de Murcia (1673-1739) Cumbées Codex Saldivar,
Mexico 1730 Zarambeques y Muecas Tarantelas

 

Gaspar Sanz (1640-1710) Canarios
Istruccion de musica sobre la guitarra española, Zaragoza, 1674

 


Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini

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“Misa Criolla” e “Navidad Nuestra”

Comunicato Stampa

 

Fondazione Pietà de’ Turchini

 

presenta

 

“Misa Criolla” e “Navidad Nuestra”

 

Per la prima volta a Napoli l’esecuzione dei capolavori di Ariel Ramírez, il compositore argentino che seguì la lezione del genio del folk Atahualpa Yupanqui e contaminò la tradizione europea con i suoni dei gauchos e dei creoli e i ritmi dell’America Latina

 

Domenica 14 gennaio ore 19.00

Chiesa di Santa Caterina da Siena

Via S. Caterina da Siena 38

Napoli

 

Domenica 14 gennaio alle ore 19.00, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena (via S. Caterina da Siena 38, Napoli), il Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini presenta “Misa Criolla” e “Navidad Nuestra”, le esecuzioni dei due capolavori di Ariel Ramìrez, il compositore argentino di Santa Fé che, nato nel 1921, seppe unire alla formazione classica la scoperta della tradizione musicale creola e di quella dei “gauchos”, i mandriani delle pampa dell’America del Sud. L’incontro con il mito della musica folclorica argentina Atahualpa Yupanqui, durante gli studi al Conservatorio Nacional di Buenos Aires, gli valse la scoperta dei ritmi tradizionali dell’area nord-orientale dell’Argentina e la creazione di un sincretismo culturale e musicale senza pari. Ad interpretare le due partiture di Ariel Ramìrez l’Ensemble vocale della Cappella musicale di Sant’Antonino, diretto da Antonio Maione, con il soprano solista Maria Ercolano e gli stumentisti Ugo Ercolano (tastiere e maestro del coro), Gaetano Ambrosino (violino), Antonio Lambiase (contrabbasso), Maximiliano Soccodato (chitarra) Vincenzo Racioppi (charango) Pasquale Benincasa (percussioni). Ingresso gratuito. Per informazioni 081402395 e cordinamento@turchini.it.

 

«L’idea di scrivere una composizione sacra venne a Ramìrez già a partire dagli anni Cinquanta. – spiega Antonio Maione – Durante un soggiorno in Germania, il compositore di Santa Fé conobbe due suore tedesche, Elizabeth e Regina Brückner, le quali gli raccontarono degli sforzi che avevano compiuto durante la Seconda Guerra Mondiale per aiutare i prigionieri di un campo di concentramento vicino al loro convento, mettendo a repentaglio le loro vite pur di assicurargli del cibo. Il racconto – prosegue Maione – impressionò l’autore a tal punto da spingerlo ad ideare una composizione dedicata alle due suore, che onorasse la vita umana senza alcuna distinzione di razza, di credenze o di origini e che, come disse lo stesso Ramìrez, “si riferisca all’uomo, alla sua dignità e valore, alla libertà e al rispetto dell’uomo in relazione con Dio, suo Creatore”».

Il progetto tuttavia prese forma solo negli anni Sessanta, quando il compositore concepì una Messa “con ritmi e forme musicali di questa terra”. L’idea venne sviluppata insieme al suo amico d’infanzia Padre Antonio Osvaldo Catena, all’epoca presidente della Commissione Episcopale per il Sudamerica ed autore dell’adattamento del testo liturgico della Messa Cattolica in spagnolo, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II. Nacque così la “Misa Criolla”, che sposa la tradizione classica della Messa, intesa come forma musicale, alle sonorità e ai ritmi tipici del Sudamerica. Le cinque parti dell’Ordinarium Missae vengono infatti associate ad altrettante forme musicali della tradizione popolare di quella terra. La strumentazione prevede, accanto a strumenti “classici” come il pianoforte e il clavicembalo, strumenti folclorici come il charango, una chitarra a cinque corde dal suono caratteristico, oltre ad una grande varietà di percussioni. Il brano fu inciso nel 1964 ed ebbe immediatamente un enorme successo. Vinse infatti il disco di platino, a testimonianza della risonanza mondiale che ottenne, e fu presentata a Paolo VI come “opera di importanza religiosa universale”.

Insieme alla Misa Criolla, Ramìrez compose anche la Cantata “Navidad Nuestra” (“Il Nostro Natale”), che costituiva originariamente il lato B del disco. Si tratta di un’opera basata su sei episodi del Vangelo dell’infanzia di San Matteo e San Luca, musicati con melodie e ritmi tipici della tradizione musicale argentina. I testi sono di Félix Luna, celebre poeta e scrittore argentino ed importante esponente della cultura sudamericana della seconda metà del Novecento. La Cantata descrive la nascita di Gesù con la vivacità, i colori e la gioia caratteristici dei popoli latinoamericani, così lontani da noi ma così affini al nostro modo di sentire lo spirito del Natale.

 

Antonio Maione si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Carlo Alessandro Lapegna. Inoltre ha studiato composizione con Gaetano Panariello e direzione d’orchestra con Francesco Vizioli, diplomandosi in musica corale, direzione di coro e direzione d’orchestra. Ha seguito inoltre corsi di perfezionamento tenuti da Donato Renzetti per la direzione d’orchestra e Irwin Gage per la musica vocale da camera. Nel 1989 ha debuttato come pianista solista al Teatro di San Carlo di Napoli nello spettacolo “Nijinskij” con Carla Fracci: inizia così una lunga collaborazione artistica con la grande danzatrice che lo vedrà impegnato come pianista e maestro sostituto in importanti teatri come La Fenice di Venezia, il Lirico di Milano, il Filarmonico di Verona, il Verdi di Firenze, l’Olimpico di Vicenza ed altri. Ha inoltre collaborato con Roberto de Simone come pianista e maestro sostituto. Nel 1999 ha debuttato come direttore d’orchestra con la Nuova Orchestra Scarlatti nella prima esecuzione moderna dell’oratorio “Adamo ed Eva” di Baldassarre Galuppi. Ha lavorato come pianista e direttore al fianco di celebri cantanti come Mariella Devia, Leyla Gencer, Katia Ricciarelli, Luciana Serra e Maria Grazia Schiavo. Svolge attività concertistica come pianista e direttore d’orchestra. Ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive per la Rai. Ha recentemente collaborato con l’Opéra National du Rhin di Strasburgo per l’allestimento de “Il matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa. Insegna Accompagnamento e Collaborazione al Pianoforte presso il Conservatorio di Napoli.

 

Ariel Ramìrez

(1921-2010)

“Misa Criolla”

Kyrie (vidala-baguala)

Gloria (carnavalito-yaraví)

Credo (chacarera trunca)

Sanctus (carnaval cochabambino)

Agnus dei (estilo pampeano sureño)

 

“Navidad Nuestra”
“La anunciacion” (chamamé)

“La peregrinación” (huella pampeana)

“El nacimiento” (vidala catamarqueña)

“Los pastores” (chaya riojana)

“La huida” (vidala tucumana)

“Los reyes magos” (takirari)

 


Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini

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Nativitas

A 20 anni di distanza dalla sua prima esecuzione assoluta commissionata dalla Fondazione Pietà de’ Turchini al M° Gaetano Panariello, l’oratorio Nativitas è riproposto nella magnifica sede della Chiesa S.Maria Incoronatella alla Pietà de’ Turchini in occasione di un progetto sostenuto dal MIBACT per la Salvaguardia del Patrimonio Musicale Tradizionale – anno 2017.

Si ringrazia Padre Simone Osanna per la preziosa collaborazione.

 

Nativitas

 

Artboard Copy

 

15 Dicembre | ore 20.30

Chiesa S.Maria Incoronatella alla Pietà dei Turchini

 

INGRESSO GRATUITO

 

Candida Guida, contralto

Filippo Morace, basso

Leopoldo Punziano, tenore

 

Giuseppe Guida, I violino

Antonio Salerno, II violino

Mario dell’Angelo, viola

Giovanni Sanarico, violoncello

Antonio Lambiase, contrabbasso

Giuseppe Scotto Galletta, clarinetto

Antonio Nicolaci, flauto

Carlo Gargiulo, pianoforte

Pasquale Benincasa, percussioni

 

Antonio Maione, direttore

 

Coro della Pietà de’ Turchini – Davide Troìa, maestro del coro

 

Coro di Voci Bianche di San Rocco e Coro del 48° Circolo – Salvatore Murru, maestro del coro

 

Note di Sala

Nativitas è un oratorio che ruota intorno alla maternità: la maternità divina e la maternità umana.  In esso due piani narrativi si intrecciano costantemente fino a fondersi e confondersi: uno rievoca IL PARTO, il parto di Maria, l’altro UN PARTO, un parto di una donna qualunque, di ogni tempo, di qualsiasi condizione sociale o razza. Entrambi i racconti trovano il loro punto di arrivo nel dolore e nella gioia che accomunano tutte le donne nel momento di dare alla luce una nuova vita. In quel momento sul volto di ogni donna risplende “il sorriso di Dio, ogni donna diventa il sorriso di Dio……”

Una citazione dalla Lettera alle donne di Papa Giovanni Paolo II del 1995 – sul sommesso sciabordio delle onde del mare (l’acqua e la sua simbologia vitale ritornano più volte nel corso dell’oratorio) -  dà avvio alla narrazione.  Sin dal Prologo la scrittura musicale si pone subito in stretta relazione con i diversi livelli narrativi, assecondandone lo spirito e i differenti, tradizionali ambiti di intervento. Alla lingua latina delle sacre scritture del coro degli adulti si contrappone l’italiano del coro dei bambini mentre al lessico giornalistico del baritono corrisponde l’aulico latino del tenore/historicus.

Il percorso stilistico-musicale di tipo circolare e chiuso (15 numeri) fa da contraltare al percorso linguistico. La scrittura per il coro di voci bianche si serve di espedienti quanto mai vicini alla letteratura musicale per l’infanzia: la filastrocca “Arriva un bambinello” è un chiaro esempio di questo procedimento avvalorato ancor più dall’uso dell’onomatopea e degli strumentini ritmici.

Il culmine dell’intero lavoro è rappresentato dal Te solo adoro (aria del contralto) il cui testo, nato dalla riscrittura di due quartine affidate al personaggio Achior da Pietro Metastasio nell’azione sacra della “Betulia liberata”, genera un eccentrico gioco retorico. Il nome del principe degli Ammoniti, Achior, viene destrutturato per anagramma e divisione sillabica generando un’architettura stravagante fondata su varie e forti allitterazioni. Il tutto serve a intessere la pagina di fonemi funzionali alla vocalità prescelta per il clima emotivo: è il momento del parto.

Nativitas fu eseguito per la prima volta su strumenti antichi al Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini nel Natale 1998. Rivisto più volte, riscritto per strumenti moderni, esso è oggi un omaggio alla grande tradizione musicale napoletana sei-settecentesca che ruota intorno al repertorio ispirato al Natale: la procreazione della Vergine è pretesto per celebrare la figura femminile nel suo ruolo di Madre. Le gioie, i timori, le ansie, le preoccupazioni, le speranze appartengono a qualsiasi madre e forse anche alla Madre celeste che è simbolo altissimo di una femminilità dolente e trionfante.