Tesori della musica strumentale napoletana. Ensemble La Divina Armonia

Comunicato stampa Fondazione Pietà de' Turchini

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 21 febbraio ore 20.30

Gellerie d’Italia Palazzo Zevallos Stigliano sede museale di Intesa Sanpaolo

Ensemble La Divina Armonia

Stefano Barneschi, Mayumi Hirasaki  violini  

Marco Testori violoncello

Lorenzo Ghielmi cembalo e direzione

Tesori della musica strumentale napoletana

Musiche di Arcangelo Corelli; Giuseppe Avitrano; Domenico Scarlatti; Salvatore Lanzetti, Niccolò Porpora

 Ritorna a Napoli, negli spazi di palazzo Zevallos Stigliano, per la stagione musicale della Pietà de’ Turchini, Lorenzo Ghielmi con La Divina Armonia, l’ensemble fondato nel 2005 attraverso il coinvolgimento di musicisti con una lunga esperienza nel campo della musica barocca. Il gruppo che ha ottenuto numerosi premi (il “Diapason d’Or”, il riconoscimento Cd del mese della rivista tedesca “Toccata” e della rivista italiana “Amadeus”), propone una nuova produzione in omaggio al repertorio strumentale di Scuola napoletana accostandolo al grande Corelli. Mentre Corelli guadagnava in vita una fama in tutta Europa, tale da divenire il modello per eccellenza di moltissimi compositori di tutto il Settecento, diversa fu la sorte di molti compositori napoletani, la cui musica in effetti ben avrebbe potuto ben misurarsi, per qualità e sapienza compositiva, con quella di Corelli a partire da Giuseppe Antonio Avitrano, violinista presso l’orchestra della corte di Napoli dalla fine degli anni 1690 fino alla sua morte, che diede alle stampe due serie di sonate a tre voci bellissime e ben poco conosciute. Di Domenico Scarlatti si ascoltano per lo più le sue sonate per clavicembalo, ma fra queste ne troviamo alcune dove la scrittura ci suggerisce una destinazione per strumento melodico (probabilmente il violino) e basso continuo. Negli anni trenta del Settecento sempre più musicisti partenopei cercarono la fortuna spostandosi in tutta Europa. Se la fama della scuola partenopea si legò sempre più alla musica vocale ed in particolare dalla musica operistica, alcuni musicisti, cresciuti nei vivai dei Conservatori napoletani, divennero grandi virtuosi di uno strumento: fra loro Salvatore Lanzetti, grande violoncellista. Nato a Napoli intorno al 1710, e formatosi presso il conservatorio di S. Maria di Loreto, soggiornò a Parigi e a Londra, dove trascorse poi lunghi periodi documentabili almeno fino al 1754. A Parigi venne coinvolto per i prestigiosi Concerts spirituels, dove presentò al pubblico alcune sue composizioni violoncellistiche. Uno dei musicisti destinati ad occupare un posto di grandissimo rilievo fra gli operisti del Settecento, Niccolò Porpora, pubblicava sempre a Parigi una sua opera prima di musica strumentale: le Sinfonie a tre che rielaborano con una vena partenopea e con grande modernità di atteggiamenti la scrittura corelliana, continuando – una generazione più tardi – a riproporre sonate per un organico destinato a divenire simbolo del barocco: la combinazione di due violini con un violoncello sostenuti dalle armonie del clavicembalo. Un’altra occasione per il pubblico di godere della collezione permanente delle opere esposte a Palazzo Zevallos in occasione dei concerti organizzati in sinergia con la Fondazione Pietà de’ Turchini.

Biglietto unico 10 € a partire dalle 10 del 21 febbraio presso la biglietteria di Palazzo Zevallos o nelle prevendite abituali

Ufficio Stampa Federica Castaldo direzione@turchini.it 335492769

 

 

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