Una “musa” per Metastasio: Marianna Benti Bulgarelli detta la Romanina Giuseppina Bridelli mezzosoprano Concerto de’ Cavalieri Marcello Di Lisa, cembalo e direzione

Comunicato stampa

Venerdì 17 gennaio ore 20.30

Gallerie d’Italia Palazzo Zevallos Stigliano

Produzione tra le più significative della stagione 2014, il concerto in calendario venerdì 17 alle 20.30 a Palazzo Zevallos Stigliano, è un tributo ad una cantante di straordinario fascino: Marianna Benti Bulgarelli detta la Romanina, sulla quale il Centro aveva già acceso i riflettori con Gli Orti Esperidi di Porpora e durante un convegno dedicato alle cantanti attrici lo scorso novembre. L’appuntamento realizzato in collaborazione con Banca Intesa, rientra nel progetto sulla committenza privata e le grandi voci del Settecento, a cura di Paologiovanni Maione e Francesco Cotticelli, giunto al suo terzo anno di programmazione, e in questa particolare circostanza anche di Rosy Candiani, esperta metastasiana. La Candiani, che firma le note di sala, racconta che la scintilla che portò la Bulgarelli a legare il suo destino al giovane Metastasio si accese con l’Angelica di Porpora che riproduceva, grazie alla raffinatezza squisita e melodiosa della parola scenica metastasiana, nelle micro-dimensioni della festa teatrale, le migliori caratteristiche del repertorio della virtuosa già all’apice del suo successo. L’esordio del Metastasio sul palcoscenico del teatro musicale tra il 1720 e il 1721, avviene attraverso una quinta laterale, quella dei componimenti d’occasione, coincidendo dunque con un “passo indietro” della Romanina, rispetto alle abbaglianti scene dei teatri, verso le più élitarie sale private.

Seguirono poi i rinnovati contatti con l’impresa del San Bartolomeo e la rentrée nel 1723 con un collaudato Siface affidato alla mano anonima del Metastasio per la revisione; e poi la Didone abbandonata di Domenico Sarro nel gennaio del 1724: un successo, forse addirittura inatteso, e la decisione – in quale percentuale professionale o affettiva? – di ‘lanciare’ il librettista sulla piazza teatrale più ambita d’Italia e la trasferta a Venezia.

Le testimonianze dei contemporanei e il ritratto “schizzato” da Pierleone Ghezzi, nel 1728, fissano la Benti Bulgarelli proprio in questi ultimi anni della carriera, quarantenne: braccia e mani di una donna matura, sguardo “di spirito”, lineamenti del viso un po’ marcati, piglio energico, non molto raffinata: una discussa avvenenza, ma un fascino irresistibile, se Giuseppe Riva la definì “la maga Circe”. La virtuosa era dotata di una voce particolare e di una grande espressività; la sua eccezionale padronanza della scena, le doti di recitazione, la forte personalità che calamitava l’attenzione ci parlano di una cantante-attrice che imponeva la sua fascinazione seduttiva a dispetto delle attrattive fisiche e oltre lo spazio e il ruolo a lei assegnati. Le sue tonalità espressive coprivano le sfumature della decisione volitiva e del contrappunto ironico fino all’ira, ma erano altrettanto efficaci nelle modulazioni più sensuali e nelle diverse manifestazioni patetiche ed emozionali.

Il poeta che continuò a darle ‘voce’ fu il giovane Metastasio e senza nulla togliere al grande virtuoso della parola e della affettività scenico-musicale, conoscitore delle pieghe riposte dell’animo umano e delle sfumature poetiche per esprimerle, sostiene la Candiani che non fu una collaborazione alla pari: se la Benti Bulgarelli fu ispiratrice del Metastasio nella creazione di personaggi come Viriate, come Didone o Emira, non fu il poeta a inventare il suo ruolo: lei – la Romanina – era già in scena, sul teatro e nella vita, da oltre vent’anni, e su Maria Anna Garberini Benti Bulgarelli il Metastasio costruì i suoi personaggi di maggior successo.

Il programma prevede arie di Leonardo Vinci; Francesco Feo, Domenico Sarro, Nicola Porpora, ovvero “la meglio gioventù musicale” del secolo luminoso a Napoli, affidate alla voce della giovane Giuseppina Bridelli, mezzosoprano che la Fondazione ha voluto al primo posto nella classifica della penultima edizione del Concorso Internazionale di canto barocco Francesco Provenzale. Con lei l’ensemble Concerto de’ Cavalieri guidato da Marcello Di Lisa, in residenza alla Pietà de’ Turchini dal 2010 per la realizzazione del progetto menzionato, molto attivo e apprezzato sulla scena internazionale.

Biglietti a partire dalle ore 10 presso la biglietteria di palazzo Zevallos Stigliano o nelle prevendite abituali

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