Le “Cantate napoletane per la notte sacra” per celebrare la riapertura della Chiesa delle Donne della Certosa e Museo di San Martino

Comunicato Stampa

Fondazione Pietà de’ Turchini

presenta

Le “Cantate napoletane per la notte sacra” per celebrare la riapertura della Chiesa delle Donne della Certosa e Museo di San Martino

 Giovedì 13 dicembre, ore 18.00

Chiesa interna del cortile monumentale

della Certosa di San Martino
Largo S. Martino 5, Napoli


Giovedì 13 dicembre alle ore 18.00 nella Chiesa interna del cortile monumentale della Certosa di San Martino (Largo S. Martino 5, Napoli) 
la Fondazione Pietà de’ Turchini, in collaborazione con la Soprintendenza del Polo Museale e gli amici del Museo di San Martino, presenta “Cantate napoletane per la notte sacra”, il programma che omaggia la tradizione delle composizioni per l’Avvento e la Natività a firma dei grandi maestri della Scuola Musicale Napoletana nel “secolo d’oro” di questa, tra il Seicento e il Settecento. Le “Cantate” saranno interpretate dal soprano Roberta Mameli, accompagnata dall’ensemble creato e prodotto dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, quello dei “Talenti Vulcanici” (Monika Toth e Karolina Habalo ai primi violini, Alessia Pazzaglia, Katarzyna Solecka, Rudolf Balazs e Andrea Beatriz Lizzaraga ai secondi violini; Simone Pirri e Filippo Bergo alle viole; Catherine Jones e Karolina Szewczykowska ai violoncelli; Elisa La Marca alla tiorba; Nicola Dal Maso al contrabbasso e Marco Crosetto all’ organo) diretto dal clavicembalista Stefano Demicheli.

Ingresso libero su invito. Per informazioni

081402395, coordinamento@turchini.it, www.turchini.it


«Numerose sono le istituzioni partenopee che, soprattutto tra il Seicento e i Settecento si fanno promotrici di sontuosi uffici sacri. – spiega il musicologo Paologiovanni Maione, membro del comitato scientifico della Fondazione Pietà de’ Turchini. E nell’ambito del fitto calendario liturgico di Napoli, le ricorrenze dell’Avvento e della Natività occupavano un posto di rilevanza tale da richiedere, alle realtà promotrici, religiose e non, un particolare sforzo in magnificenza delle composizioni musicali e degli allestimenti, come ad esempio le macchine presepiali. Ma soprattutto, l’ammaliante catechesi “scenica” tipica di Partenope attinge, senza alcuna remora, alle soluzioni drammatiche appartenenti, per intonazione e vocazione, ad altri generi. Nel caso del Natale – aggiunge Maione – è l’intera città che partecipa alla data memorabile, e alle stradali novene per l’avvento del Salvatore fanno da contraltare i sofisticati “concerti” spirituali. La pia semplicità – complessa quanto mai nelle intenzioni e negli esiti – si racchiude nell’ispirata operazione promossa da Alfonso Maria de’ Liguori – destinato agli onori degli altari per il suo alto magistero – nelle due “canzoncine” per la natività che rispettivamente soddisfano la lingua “unificante” con Tu scendi dalle stelle e quella nazionale con Quanno nascette ninno, toccando in tal modo i cuori dell’intera umanità con quella “tenerezza” propria destata dalla umile iconografia della celestiale natività».

 

Da Alessandro Scarlatti all’ Alfonso Maria de Liguori della nenia-capolavoro “Quando nascette Ninno”, e ancora Francesco Manfredini, Giacomo Maraucci, Angelo Ragazzi, Francesco Provenzale, non c’è dunque maestro di cappella che non si sia cimentato con musiche destinate ai servizi del Natale ricorrendo a tutti quei modelli stilistici e formali in voga, senza dimenticare quell’allure timbrica e strutturale apportatrice di chiare ascendenze pastorali. Ritmi ternari, andamenti lenti e legati, melodie semplici e idilliache contraddistinguono un repertorio che ancora oggi suggestiona gli ascoltatori di qualsiasi latitudine conducendoci idealmente ad abitare i colorati percorsi presepiali battuti da avi che non disdegnavano di affollare, “oleograficamente”, la Betlemme “immaginaria” in cui era la bella Partenope ad essere la cuna ideale del Redentore abitata da un’umanità̀ riconoscibilissima in cui trovavano diritto di cittadinanza anche i demoni e le maschere.

 

Fondazione Pietà de’ Turchini
“Cantate napoletane per la notte sacra”
Roberta Mameli, soprano
Ensemble “Talenti vulcanici”
Stefano Demicheli, clavicembalo, direzione

Programma:

Francesco Manfredini (1684-1762)
Concerto grosso Pastorale per il Santissimo Natale op.3 n.12 in do maggiore
Largo, Largo, Allegro

Giacomo Maraucci (sec. VIII)
Cantata pastorale per soprano con strumenti in do maggiore
Allegretto grazioso, Allegretto, Larghetto

Angelo Ragazzi (1680-1750)
Sonata a 4 XII op. 1 in sol maggiore “Pastorale” per archi e basso continuo
Apparizione (recitativo), Andata (Allegro), Adorazione (Vivace), Canzona, Ritornata (Allegro), Allegro

Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Cantata pastorale per la nascita di Nostro Signore “O di Betlemme altera” in la maggiore per soprano, due violini, viola e basso continuo

Francesco Provenzale (1624-1704)
Per la nascita del verbo per soprano e basso continuo

Alfonso Maria de Liguori (1696-1787)
La Santa Allegrezza, tarantella per la Natività di Nostro Signore
Arrangiamento di Alessandro Quarta

Alfonso Maria de Liguori (1696-1787)
Quando nascette Ninno. Arrangiamento di Alessandro Quarta*

*brano dedicato a Stefano Demicheli e Francesca Aspromonte


Fondazione Pietà de’ Turchini
Ufficio Stampa
Rosa Criscitiello
345 59 96 167
351 01 78 836
rosacriscitiello@gmail.com

Lascia un commento