MUSICA AL TEMPO DEL VICEREGNO SPAGNOLO

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La Fondazione Pietà de’ Turchini presenta un progetto speciale dedicato alla “Musica al tempo dei Viceregno Spagnolo”, con il patrocinio ed il sostegno dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dell’Istituto Cervantes di Napoli. Ambientati entrambi alla Pietà de’ Turchini, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, l’appuntamento di domenica 20 marzo (ore 18.30) vede protagonista il sublime braccio violinistico di Amandine Beyer che con il suo ensemble Gli Incogniti (nella formazione Alba Roca al violino, Baldomero Barciela alla viola da gamba, Francesco Romano alla tiorba e chitarra barocca e Anna Fontana al clavicembalo), presenterà un concerto dedicato alla figura di Nicola Matteis, compositore appartenente alla prestigiosa Cappella Reale di Napoli negli anni del Viceregno spagnolo. Le prime notizie su Matteis, che si autodefinisce “Napolitano”, risalgono al 1674, quando si trova a Londra ed è già un rinomato virtuoso del violino. Matteis, in compagnia di Arcangelo Corelli, Bernardo Pasquini, Lelio Colista, fa poi parte di quel gruppo di valenti musicisti che diffusero in Europa lo stile italiano. Le sue composizioni, in particolare, includono quattro libri di Arie per violino e basso continuo, strutturati in suite, i primi due pubblicati nel 1676 e i secondi nel 1685. Come ricorda il sottotitolo del concerto, “False Consonances of Melancholy”, quest’ultimo si riallaccia ad un trattato composto da Matteis sull’esecuzione del basso continuo con la chitarra barocca, contenente alcuni brani musicali che prevedono un’alternanza di pezzi dal carattere differente: dalla malinconia all’allegria, dal burlesco al carattere folk, con ritmi e fantasie, descritte sempre attraverso il tono appassionato caratteristico dello strumento, che evocano la Spagna.

Nell’ambito dello stesso progetto vi sarà un secondo appuntamento, domenica 3 aprile (ore 18.30), quando Pierre Pitzl e il suo ensemble Private Musicke proporranno un concerto dedicato all’evoluzione della chitarra barocca nella musica spagnola a cavallo fra Sei e Settecento. La terra iberica, infatti, non solo può essere considerata la patria di questo strumento, ma è stata la fucina di decine di musicisti che hanno consacrato la loro arte compositiva proprio alla chitarra. E’ sul finire del Cinquecento che la chitarra a cinque ordini di corde, detta “spagnola”, in quanto ideata dallo spagnolo Vicente Espinel, prende il sopravvento. Grazie alle conquiste tecniche e timbriche fornite da questo tipo di chitarra, il compositore Gaspar Sanz, nato nel 1640 e morto nel 1710, pubblicò la fondamentale Instrucción de música sobre la guitarra españoleta, un lavoro suddiviso in tre volumi contenente novanta pezzi, tra cui preludi, fantasie, fughe, passacaglie. Ma l’evoluzione tecnica della chitarra è destinata a proseguire, come puntualmente avviene sul finire del Settecento, quando sullo strumento vengono adottati sei ordini di corde. L’interpretazione di Private Musike cercherà di  mostrare le differenze stilistiche, l’approccio tecnico ed esecutivo della chitarra attraverso i secoli, con uno sguardo rivolto alle città di Napoli e Madrid.

1 commento

  1. fantastico, bellissime anche le immagini

    da Virginia il 16 marzo 2011 alle 15:49

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